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Le punture di Romanzini | Profondo Rossoblù

Di Alessandro La Tanza (alias Romanzini).

Il derby di Lecce ha prodotto l’ennesima sconfitta di questa tormentata stagione dei rossoblù in Legapro, ed ha certificato pericolosissimi segni di rassegnazione nei ragazzi in campo, impropri per chi desidera salvarsi prima possibile. Dalle interviste post gara è emersa una verità incontestabile: questo Taranto non è più la squadra che con difficoltà ha provato a rialzarsi dopo l’arrivo in città di mister Ciullo, ma è un gruppo tecnicamente non eccelso ulteriormente impoverito dalle defezioni di tre elementi di esperienza e carattere, che sta pagando anche le altre defezioni arrivate tra i calciatori superstiti per problemi soprattutto fisici.

Pensare di affrontare un derby come quello contro il Lecce, in casa loro, con una rosa ridotta all’osso, e con giocatori fuori ruolo, e sperare di racimolare punti in circostanze del genere, era impresa quasi impossibile, e tale è risultata, visto che ai cugini giallorossi è bastata una mezzora giocata anche a ritmo non elevato per portarsi sul doppio vantaggio. Mister Ciullo si è ritrovato, nel giro di tre settimane, ad avere una rosa di prima squadra totalmente inadeguata a lottare per la salvezza, ulteriormente impoverita da alcuni episodi sfavorevoli come l’espulsione di Emmausso a Francavilla, circostanza che ha privato il Taranto di uno dei pochi elementi in grado di elevarne la pericolosità davanti. L’allenatore è stato chiaro nel dopo gara, evidenziando il depotenziamento della squadra e la necessità di recuperare tutti gli effettivi in lista, per potersi giocare le chanches salvezza in modo adeguato.

La Società per bocca del General Manager De Poli sembra abbia fatto di tutto per ricompattare il gruppo e recuperare gli indisponibili, pare con scarsi risultati. La domanda che ci si pone è allora un’altra. Al di la dell’episodio da condannare senza indugio accaduto nelle scorse settimane, perchè gli indisponibili non comprendono il momento delicato e cercano di fare di tutto per rientrare e dare una mano alla squadra? Sarebbe anche un modo per dimostrare sul campo il proprio valore e spazzare via le maldicenze che nelle settimane passate sono circolate. Chi ci sta andando di mezzo, in questo momento, sono i tifosi, quei tifosi veri che domenicalmente stanno soffrendo per le sorti di una squadra mai tanto zoppicante come in questa stagione.

Dal calendario arriva l’ultima speranza di salvezza diretta per la squadra rossoblù, cinque partite tra cui tre scontri diretti, due dei quali da giocare in casa allo Iacovone, e due gare contro avversarie che non hanno molto da chiedere al campionato. Questa situazione di classifica quasi drammatica può pertanto ancora essere ribaltata, purchè si inizi a far punti sin da Sabato Santo quando allo Iacovone scenderà il Monopoli di Genchi in uno scontro salvezza quasi determinante. L’ideale sarebbe recuperare tutti gli effettivi a disposizione, ma anche un migliore utilizzo delle risorse a disposizione potrebbe portare risultati migliori. Emmausso e Viola davanti devono giocare più vicini alla porta e meno decentrati rispetto alla posizione del centravanti Magnaghi. A centrocampo si potrebbe utilizzare meglio qualche pedina frettolosamente accantonata come Sampietro, mentre in difesa il tempo degli esperimenti è terminato, e a Pambianchi e Magri centrali vanno affiancati De Giorgi e Som sulle due fasce, unici esterni capaci, e soprattutto dotati di un briciolo di esperienza utile ad evitare gol [non consentita] come il secondo ed il terzo beccati nel derby del Salento.

La parola d’ordine è dunque ricompattarsi, per salvare la Legapro perchè, come hanno detto tanti da più parti, una retrocessione in D sarebbe un’onta davvero intollerabile per una città di 200.000 abitanti, l’ennesimo schiaffo per una comunità che meriterebbe altre situazioni, ma anche altre attenzioni.


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