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Le punture di Romanzini | Si riparte

Di Romanzini.

È stato un Taranto diverso dal recente passato, soprattutto nell’atteggiamento. Il pareggio, che secondo me è un risultato immeritato viste le numerose occasioni create, muove la classifica e soprattutto restituisce fiducia nei confronti di un gruppo che è sembrato troppo abbattuto e privo di idee di recente. Non possono bastare due settimane per giudicare l’operato di un allenatore, ma oggi possiamo già dire che mister Prosperi sta facendo un ottimo lavoro di base, se è vero che il Taranto ha iniziato a mostrarsi più corto in campo, con le distanze tra i reparti che si sono ridotte, e soprattutto ha mostrato idee nella metà campo avversaria che hanno prodotto occasioni da gol non finalizzate per pochissimo, oltre ad un gol su azione bellissimo per come è stato creata (De Giorgi) e finalizzata (Viola) l’azione.

Finalmente da ieri la squadra ha iniziato a sfruttare di più le fasce, ha cominciato a verticalizzare il gioco dal centrocampo in su evitando quei passaggi inutili in orizzontale che poco hanno prodotto sinora, ha avuto in Magnaghi un eccellente sponda per le incursioni di due elementi forti tecnicamente come Viola e Bollino, ha dimostrato per settanta minuti buoni di essere una squadra che può far sperare in meglio. Un evidente calo fisico nel finale, unito all’imbambolamento di qualche elemento, hanno prodotto il gol del pareggio subito a cinque minuti dalla fine. Davvero un peccato, vista la buona giornata dei nostri ragazzi e la modesta valenza di un avversario che ha in rosa tanti giovani under ma complessivamente ha dimostrato solo buona volontà ma scarsa pericolosità. L’Akragas ha giocato ottime partite di recente, ma evidente è stata ieri la sensazione che abbia reso poco per merito di un Taranto che gli ha impedito di giocare.

La squadra rossoblù deve oggi recuperare quanto prima i suoi titolari in difesa, per permettere alla stessa di recuperare quella impermeabilità che ne ha contraddistinto la prima parte di campionato, e consentire a chi oggi si sta sacrificando in ruoli non suoi di tornare a giocare in zone del campo più abituali. Al di la del punto conquistato, importante per muovere una classifica asfittica, il Taranto torna dalla Sicilia con maggiori certezze e molta più convinzione nei propri mezzi. C’è da ieri pomeriggio tra i tifosi più convinzione e maggiore serenità, perchè abbiamo apprezzato lo sforzo della squadra, che ha lottato per portare a casa qualcosa, per cambiare il proprio modo di giocare, e per produrre molto di più in zona gol. Proprio davanti forse è arrivato il momento opportuno perché qualche elemento come Magnaghi si sblocchi, come si è sbloccato ieri benissimo Viola e come ha rischiato di fare almeno in tre occasioni un ottimo Bollino, che però deve imparare a tirare prima in porta.

Complessivamente giudizio positivo dunque, che sgorga da una trasferta nata sotto una cattiva stella per via di qualche evitabile polemica di troppo prodotta dalla settimana di lavoro e dalla sconfitta di domenica scorsa contro il Fondi, un tonfo casalingo che aveva minato tante certezze, forse troppe, in società e tra la tifoseria. Adesso è solo importante far lavorare in pace mister Prosperi e i ragazzi, per metterli nelle migliori condizioni di produrre punti sino a dicembre, quando il mercato di riparazione cercherà di aggiungere tasso tecnico ad un gruppo che per fortuna non difetta in volontà.


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