Giulia Savarese è la studentessa vincitrice del concorso letterario “Il nostro Taranto“, iniziativa inserita nel progetto “UN FUTURO ROSSOBLU: Scuola e Formazione” che la Fondazione Taras e il Taranto FC 1927 hanno realizzato con le scuole medie e superiori di Taranto e provincia.
Il concorso letterario, aperto a tutte le scuole medie e superiori che vorranno aderire, si ripete tutte le domeniche in cui il Taranto scende in campo allo Iacovone.
TRACCIA: Il 19 Dicembre scorso è stato il 50° anniversario della costruzione dello Stadio “Erasmo lacovone” : riunirsi con migliaia di altri tifosi permetteva , un tempo, di dimenticarsi, almeno per 90 minuti, di chi eravamo e di trasformarci in una persona diversa che condivideva con altri la stessa passione e lo stesso obiettivo. Pensi che sia ancora importante recarsi allo stadio di domenica o che sia una tradizione ormai superata?
AUTORE TEMA VINCITORE – SCUOLE MEDIE INFERIORI: Giulia Savarese – I.C. “G.Salvemini” – Classe 2^A
Taranto, 50 anni fa: un cuore pulsante di vita e di energia entrava nella routine cittadina trasformando i pomeriggi domenicali in frenetiche esplosioni di entusiasmo e di tifo liberatorio. Lo stadio ” lacovone “: un luogo che trasmetteva gioia e grinta, un luogo dove potersi sentire a casa, un luogo di incontro.
Fotografia in bianco e nero di un tempo nostalgico in cui le famiglie, unite da generazioni di appassionati della squadra del cuore, si spostavano verso lo svettante contenitore di entusiasmi e rivalità, mentre i cori si elevavano fino al cielo ancora limpido e straordinariamente azzurro e gli striscioni rosso-blu sventolavano vibranti sino ad avvolgere le mani, i volti, coprendo tutto, lasciando urlare la forza dei colori e il palpito delle speranze.
Magia della domenica! E svanivano le preoccupazioni, le ansie; si dimenticavano i problemi e gli impegni di lavoro. Tutti vedevano lo stadio come un luogo nel quale sentirsi bene. Ci si preparava dai giorni precedenti per andarci: i bambini facevano svolazzare i loro palloncini rossoblu in aria e applaudivano con clamore per ogni singolo goal. I calciatori scendevano in campo con il cuore che batteva, con la tensione che attanagliava la gola, con il desiderio di non deludere i tifosi. Affrontavano la partita muovendosi come pedine agili e veloci su una scacchiera verde e sembravano quasi coordinati nei loro movimenti, come se dagli sguardi colmi di speranza riuscissero a capirsi, passandosi la palla e lottando pur di non farla portare via da nessuno, così da farla volare in porta scatenando l’entusiasmo degli spettatori, sempre più trepidanti ed orgogliosi.
E le voci dei cronisti si accendevano e animavano di entusiasmo le radioline nei salotti, sui prati, sulle spiagge…Poi il tempo è passato, inesorabile, e si è portato via qualcosa. E oggi? Cosa è cambiato oggi? Poche le differenze rispetto a ieri: lo stadio pur rinnovato e modernizzato, è lo stesso; i tifosi sono gli stessi; il cuore del tifoso è lo stesso, così ricco di passione e voglia di vincere da palpitare a mille.
I cambiamenti, però, sono evidenti. Piano piano, su quel mondo spontaneo e vero è calato un velo. Ci sono stati momenti bui in cui la passione è andata a degenerare e a trasformarsi in accanita rivalità tra squadre e il campo è divenuto lo scenario di una battaglia: oggetti lanciati, insulti urlati, aggressività e violenza negli occhi, furia selvaggia nelle mani, intolleranza, persino razzismo…. C’è anche chi, poi, ha paura che lo stadio non sia un luogo sicuro, perché rimasto traumatizzato dal famoso attacco terroristico allo stadio parigino che non può essere dimenticato.
Se tutto questo non ci fosse, lo stadio tornerebbe ad essere quello di sempre, quello di cinquanta anni fa, quello che i nostri parenti ricordano come il luogo dove sentirsi liberi e differenti da chi si è in realtà, almeno per 90 minuti.
Credo che tanti abbiano rinunciato alle emozioni del campo, preferendo, a quella istintiva , profonda e quasi ancestrale foga, un sicuro ma opaco e più spento tifo da spettatore televisivo. Eppure so che molti continuano a sognare e vivono il sabato nell’attesa della partita domenicale da vivere proprio lì, allo stadio, dove tutti i problemi spariscono, perché con il cuore palpitante, la speranza, la gioia, la voglia di vincere e l’amore per il calcio, la tristezza non può esserci.
E allora la magia ritorna: ritornano allo stadio i padri con i figli, ma anche le donne, più tifose e appassionate che mai; ritorna la voglia di libertà; ritorna l’unione della famiglia che riscopre il brivido della vittoria e la delusione della sconfitta; ritornano i colori e i sapori della infanzia dei nostri padri; ritornano i fischi degli arbitri e i calci di rigore; ritorna l’adrenalina unica e irripetibile del GOAL!!, l’ultimo, non più sperato…al 90°minuto..e anche l’uomo più semplice, in quell’attimo, è un eroe.
Partecipare è ancora possibile: le scuole interessate potranno consultare facilmente il regolamento dell’iniziativa all’indirizzo web www.taras706ac.it/progetto-scuole. Per richiedere maggiori informazioni, inoltre, è possibile telefonare al numero 3280068916 o scrivere una e-mail all’indirizzo progetto-scuole@fondazionetaras.it
Traccia da sviluppare per la prossima partita casalinga:
“Il 6 febbraio non è una data qualsiasi per Taranto: la storia del club cittadino è, infatti, legata indissolubilmente a Erasmo Iacovone, venuto a mancare in quel tragico giorno del 1978. Perché, a distanza di tanti anni dalla sua morte, il mito rossoblù è ancora vivo nella memoria di ogni tifoso tarantino?”
Consegna prossimi elaborati:
Mercoledì 27.01.2016 (in vista di Taranto – Picerno del 31.01.2016) presso la sede del Taranto FC 1927, a Taranto, in via Principe Amedeo n°8 dalle ore 16 alle ore 19.

