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Tre punti salutari

di Romanzini

Quelli di ieri sono stati tre punti salutari per un Taranto troppo teso per essere vero. La situazione creatasi dopo la mortificante sconfitta di Fondi ha alimentato i malumori della piazza verso la squadra, e la tensione è aumentata ad inizio gara, quando dalla Curva Nord è stato esposto uno striscione condivisibile nella sostanza ma forse eccessivamente forte nella forma. La Curva ha voluto dare un segnale preciso a squadra e mister: questo torneo va giocato con carattere, con determinazione, con voglia di vincere, cioè tutto quel che non si è visto a Fondi, perlomeno nei primi 65′ di gioco. Ieri il Taranto è partito contratto, cosciente che la posta in palio oramai diventa importantissima in ogni gara e contro qualsiasi avversario. Campilongo ha compiuto qualche esclusione eccellente, ha spostato qualche pedina sullo scacchiere, ma ancora il gioco fluido e produttivo non si è visto. La tensione pre-gara ha giocato senz’altro un ruolo predominante, prova ne è che dopo il gol di Cascone, al 40 del primo tempo, abbiamo visto un Taranto differente e certamente più sciolto nella manovra. La squadra in effetti continua a risentire della girandola degli under nello schieramento iniziale. Nosa ieri è stato riportato a destra, suo piede naturale, ma il ragazzo sembra prediligere una posizione più avanzata di quella di terzino, perchè ha gamba e propensione alla spinta. A sinistra è stato riproposto Guardiglio, che non ha giocato male, ma spesso si è fatto prendere dalla tensione, soprattutto palla al piede, con il pallone che è sembrato sempre scottare troppo. Buona la prestazione di Gaetano a centrocampo, con il ragazzo che ha mostrato di possedere buoni numeri, anche se deve imparare a inserirsi meglio in fase d’attacco e soprattutto deve vincere la paura di tirare in porta; nella ripresa ha avuto una clamorosa occasione non sfruttata per troppa attesa. In generale la manovra della squadra è stata prevedibile. Il giro palla senza un uomo come Ciarcià è risultato faticoso, e la mediana con Marsili e Mbida è apparsa lenta e poco propositiva. La retroguardia ha fatto bene, guidata da un buonissimo Cascone e da un De Giorgi che non smette di stupire positivamente. L’attacco ha giocato una gara ad intermittenza. Tutti e tre i componenti del tridente, Genchi, Siclari e Ancora, hanno avuto spunti apprezzabili alternati a momenti di pausa. Il capitano ha mostrato di risentire troppo probabilmente del clima di nervosismo presente sugli spalti. Il rigore fallito ha dimostrato che il ragazzo, come tutta la truppa rossoblù, ha bisogno sicuramente di recuperare serenità per rendere di più. Ma la serenità la possono donare solo le vittorie ripetute, quel filotto di risultati atteso da troppo tempo che ancora non abbiamo visto. Ben vengano dunque i tre punti di ieri, purchè rappresentino solo l’inizio di un cammino che deve continuare a essere vincente. Il campionato continua a mostrare la sua mediocrità, ma il Taranto a questa mediocrità non deve adeguarsi ma ha il dovere, per classifica e per la maglia che indossa, di essere superiore, di mostrare finalmente a tutti che è la squadra più forte, non solo sulla carta. Il campionato e in generale tutta la tifoseria hanno bisogno di un segnale forte che restituisca al Taranto il ruolo richiesto ad inzio torneo e alla tifoseria tutta una squadra che sappia regalare soddisfazioni e gioie. I fischi sapranno trasformarsi in applausi e gloria se i ragazzi sapranno essere capaci di stupirci nelle prossime gare. La richiesta alla squadra è sempre la stessa: giocare con attaccamento alla maglia, impegno, volontà e concentrazione massimi, determinazione da primato. Sin da domenica prossima, se il Taranto saprà dare continuità ai tre punti di ieri e saprà mostrare carattere e voglia, sono sicuro che gli spalti dello Iacovone, ieri spogli anche per via del freddo intenso, sapranno ripopolarsi prestissimo, perchè è l’entusiasmo della gente da riconquistare la vittoria più bella che attendiamo tutti.

Forza Vecchio Cuore Rossoblù!


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