Go to Top

Un Taranto che cresce

Impressioni a caldo a cura del Taras Web

Buon punto. Davvero buon punto. Un tempo per uno. Una bella partita. Contro una squadra quadrata che non si è mai chiusa dietro, giocando a viso aperto fino al novantesimo.
La seconda notturna allo Iacovone porta in dote  il secondo pareggio consecutivo di fronte a una cornice di pubblico incredibile per passione e tifo. Abbiamo 5 punti in tre gare, imbattuti, contro tre squadre toste. Ne mancano 37…

L’ ATTESA – È stata una settimana piovosa e Giove Pluvio sembrava volesse rovinare non solo la prevendita ma anche il match. Per fortuna la pioggia ha risparmiato questa domenica 11/9 che ricorda ben altri tragici eventi.
Lo Iacovone illuminato è sempre un piacere da vedere. Anche i murales dipinti dei gruppi fanno il loro gran effetto. Una grande idea, contro le cervellotiche disposizioni “antiviolenza” che, di fatto, pretendono un’autorizzazione per entrare uno striscione.
Ottima prevendita e presenza sugli spalti, dopo una settimana spesa a vedere e rivedere il gol di Bollino a Cosenza. L’impatto dello Iacovone dovrà per forza essere un valore aggiunto in questo campionato tostissimo: se l’ambiente sarà consapevole di questo percorso di crescita, potremo toglierci davvero tante soddisfazioni.

IL MAGICO – Papagni conferma gli undici corsari di Cosenza. Maurantonio tra i pali, De Giorgi, Pambianchi e Mariano dietro, Nigromare, Bollino, Altobello, Garcia e Lo Sicco al centro, Magnaghi e Balistreri a far danni.
Tra gli ospiti – in completo fosforescente – due nomi su tutti: Baiocco (41 anni e non sentirli… con ancora negli occhi quella espulsione in Coppa Italia contro il Catania) e l’ex Lele Catania. Una “matricola” rodata che ha vinto il suo campionato di D.

SPALTI – La Nord questa domenica è stata strepitosa. Cuore, passione, voce, trenate. Dal primo al novantesimo. Squadre in campo con torciate e fumogeni colorati. È un coro – possente – da brividi:  “per sempre insieme a te, conquista la vittoria”. A seguire: “quando l’urlo s’alzerà”.
Uno spettacolo nello spettacolo.
Anche gli altri settori registrano una buona affluenza.
Settore ospiti vuoto: nessun tifoso aretuseo.

IL MATCH – Un tempo per parte. Maurantonio mette il catenaccio alla sua porta e butta la chiave con due interventi strepitosi sotto la Sud. Il Siracusa fa la partita, il Magico arranca. Papagni è costretto a far uscire Balistreri (infortunio al polpaccio) con Viola e la sostituzione scombussola l’assetto tattico preparato dal Mister. Si vede che il Taranto è ancora una squadra in formazione: la squadra ha avuto difficoltà a giocare sugli esterni, provando sempre il lancio lungo e solo Bollino provava a creare qualcosa nel deserto del centrocampo rossoblu. Poi, piano piano, il Magico ha preso fiato e coraggio, rendendosi più intraprendente e cominciando ad affacciarsi dalle parti di Santurro.

SECONDO TEMPO – Papagni cambia assetto e il Siracusa tira il fiato. Il Magico comincia a crederci e la Nord spinge le corde vocali allo stremo ” Non aver paura, Taranto io t’amo”.
Bollino esce per uno strepitoso Potenza (da segnalare un tiro da fuori e un recupero portentoso) e inizia a spingere. Con più intensità. Il Taranto pericoloso in due occasioni e la gara procede ad ondate, disordinate. Magnaghi, troppo indietro, risulta fumoso. Viola, invece, impensierisce la retroguardia sicula.
La difesa resta il nostro punto di forza (un solo gol subito, su rigore) ma nel reparto De Giorgi appare l’unico in affanno. Il Magico é davvero pericoloso e più volte sugli spalti strozziamo l’urlo liberatorio in gola. La partita é sempre vibrante e non conosce noia. Anche quando la condizione annebbia la vista e le giocate si fanno approssimative. Ma questo è un campionato difficile e ogni punto va salutato con soddisfazione. Il pubblico di Taranto lo sa e riconosce il giusto applauso all’impegno delle due squadre. Anche perché non c’è nemmeno il tempo per rifiatare: mercoledì, in trasferta, c’è un’altra classicissima di questo campionato straordinario: Casertana – Taranto.