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Ci siamo ripresi il calcio

Intervento della Fondazione Taras pubblicato su Taranto BuonaSera del 10-11 settembre 2016.

Possiamo dirlo? Ce lo siamo meritati. Il ripescaggio del Taranto in Lega Pro ristora la città e i suoi tifosi dopo quattro anni di amarezze calcistiche. Il rischio di scivolare nell’abitudine di un calcio minore era fortissimo. Tante volte, negli ultimi anni, abbiamo letto in fondo agli occhi di molti amici una sorta di non-detto, che a turno abbiamo chiamato rassegnazione, disaffezione, disamore… Ma poi è arrivato il 4 agosto! La notizia del ritorno tra i Pro ha cancellato, come un soffio di vento fortissimo, ogni sospetto di disinteresse. Ci siamo ripresi la serie C. La città si è riappropriata del suo calcio! Basta guardare alla prima uscita stagionale contro il Melfi o all’esordio in campionato contro il Matera: lo Iacovone era di nuovo tutto in piedi! Ci è sembrato, d’un tratto, che lo stadio non si fosse mai svuotato. Che tutti insieme, per quattro anni, avessimo vegliato silenziosamente su quel fatidico 4 agosto, che è diventato reale grazie all’impegno di Elisabetta Zelatore e Antonio Bongiovanni.

In questo Taranto ci siamo anche noi, tutti noi, che siamo il grande popolo rossoblù e che possiamo vivere il club dall’interno, grazie agli strumenti messi a disposizione dalla Fondazione Taras. Il supporters’ trust rossoblù è una storica opportunità. Lo è già stata quattro anni fa, quando un gruppo di tifosi-sognatori, non rassegnandosi al declino del calcio locale, ha dato vita al primo club della storia fondato interamente dai suoi sostenitori. Quell’esperienza, quel sogno, quel progetto di calcio sostenibile sono iscritti indelebilmente nel nome di questo nostro Taranto. E se oggi siamo di nuovo qui a parlare di Lega Pro è anche grazie alla scelta di quel giorno e a tutte le altre decisioni importanti, spesso dure, sofferte e impopolari, ma sempre oneste e coraggiose che il supporters’ trust ha preso nel corso degli ultimi anni.

La Fondazione è un presidio di continuità storica e di sostenibilità economica. Per questo, dopo aver rifondato il club, ci siamo dedicati interamente alla ristrutturazione del nostro settore giovanile. La trasferta di Coppa Italia contro il Fondi, in questo senso, è stata per noi una gioia immensa. Tra i 17 convocati da Aldo Papagni, 11 erano figli della nostra terra di età media inferiore ai 18 anni. A Fondi, il nostro sogno di calcio è sceso in campo, dimostrandoci la materia di cui è fatto.

Rifondazione, continuità, partecipazione, futuro. Sono le chiavi di lettura dell’esperienza del supporters’ trust tarantino. E aggiungiamo: sperimentazione. Lo abbiamo scritto ai nostri soci all’indomani del ripescaggio: questo è il momento di rilanciare. La Fondazione Taras ha bisogno di crescere ancora e di pensare a nuove forme per incidere nella vita del club, avvicinando sempre più la società rossoblù e i suoi tifosi. La nostra Lega Pro sarà anche questa e forse soprattutto questa: un invito alla partecipazione aperto a tutti i tifosi rossoblù. Diventiamo grandi insieme. Mettiamo questa palla al centro e andiamo presto a fare gol.

A.P.S. “Fondazione Taras 706 a.C”