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Extra Time Rossoblù | Pioggia di novembre

di Fabio Guarini

Una caduta fragorosa. Come la pioggia di novembre, quella cantata da Capossela. Il Taranto perde a Pagani, rinnega i progressi delle ultime settimane. Torna indietro, sembra quello di Caserta e Catanzaro. Stavolta non c’è più il tempo per piangersi addosso: Taranto-Virtus Francavilla dirà se la trasferta campana è stata solo un incidente di percorso.

GLI UNDICI

Paganese camaleontica, come ha spesso abituato in stagione. Chance per Herrera, che con Cicerelli supporta l’esperto Reginaldo. 4-3-2-1 col rientro di Marruocco tra i pali: Grassadonia lancia Dicuonzo terzino destro e Deli intermedio d’assalto.

L’intensità e la qualità mostrate in coppa valgono a Balzano un posto fra i titolari: al suo fianco c’è Pirrone. Paolucci parte da ala sinistra, nel 3-4-3 di Prosperi conferme per Nigro centrale dietro e Magnaghi “9”.

START!

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La scarsa concentrazione e la gravità degli errori commessi dai rossoblù emergono in questa foto. Il Taranto si compatta nel consueto 5-4-1 in fase di non possesso, ma Balzano e Pirrone non riescono a schermare un banale passaggio diretto a un calciatore tra le linee: Herrera riceve da Pestrin ed ha spazio a disposizione. Un paio di combinazioni e una fortunata serie di rimpalli e contrasti vinti portano la Paganese sul fondo. Cross in mezzo, Deli su Maurantonio e poi rete di Reginaldo. I 5 difensori, intanto, sono tutti sul primo palo a coprire il cross! E colui che segna è l’unica punta. 8 contro 3 in area. Ok, diciamo che non è proprio partita.

IL FOCUS SUL MATCH

I rossoblù hanno l’occasione per pareggiare subito, con un calcio di rigore inesistente fischiato dal direttore di gara. Sul dischetto si presenta Magnaghi, decisamente il più bersagliato e privo di fiducia in questo scorcio di stagione. Una conclusione fiacca, timorosa, neutralizzata da Marruocco.

È un primo tempo a ritmi bassi, col Taranto che tenta di controllare la sfera. Il gol subito a freddo e l’errore sull’occasione più clamorosa che si possa avere per riequilibrare un match sono due macigni pesantissimi per i rossoblù. Nessuna conclusione degna di nota, la squadra esce di scena entrando progressivamente in un vortice di insicurezze e paure. La Paganese, dal canto suo, non trova più intensità sulla trequarti solo per parziale merito degli ospiti: è ancora una volta ondivago l’andamento di Herrera, Deli e Cicerelli nei 90’ per consentire agli azzurrostellati di impossessarsi a pieno di una partita.

Glielo consentirà il Taranto. Il secondo tempo è difficile da commentare, la Paganese ha svariate occasioni per dilagare. Gli ionici subiscono il gol a freddo da Maiorano, sbagliando praticamente tutto. Nigro passeggia nell’area di rigore, non raddoppiando sull’esterno né coprendo la zona: resta lui la scelta migliore per il cuore della difesa in assenza di Stendardo?

L’ingresso di Balistreri spegne le velleità (per caratteristiche e qualità dell’attaccante) di fraseggiare al limite dell’area in azioni pulite con Bollino e il già subentrato Viola. Magnaghi, seppur in un momento difficile, è l’unica soluzione a disposizione del mister per giocare col 3-4-3 che ha nella mente.

Si deve ripartire in fretta, puntando sull’esperienza: il Taranto ha bisogno di Stendardo, Pirrone e Bollino, i giocatori di maggior valore, per uscir fuori da un momento complicato.

FORWARD

Cesar Luis Menotti, allenatore dell’Argentina campione del mondo ’78, parlava di calcio «di sinistra» e «di destra»: il primo gioioso e creativo, il secondo timoroso e negativo. Volendo giocare con la teoria del tecnico, il Taranto è una squadra wannabe «di sinistra» che per un’intera estate è stata «di destra». Abbiamo scherzato, ma questo intreccio calcistico-politico aiuta a capire quanto netta possa essere la differenza nel modo di intendere il calcio. E poi, in verità, le squadre di Menotti erano sempre un po’ più organizzate di quanto lui volesse ammettere. La visione del campo e lo studio dei numeri portano a una conclusione: non è più importante l’attacco della difesa o viceversa, ciò che conta sono la consapevolezza e le conoscenze di una squadra. L’organizzazione. Il Taranto deve migliorare proprio in questi aspetti, avendo ormai imparato quanto sia proficuo difendere in avanti e sapere cosa fare nel possesso. La squadra che pareggia più spesso 1-1 tende a ottenere 1,25 punti di media/partita nell’arco di una stagione. Ci basterebbe, perché essere timorosi e negativi?

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