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nonnoluigi


che poi facendo due conti cosa manca all'appello ...favetta 5 e d'agostino 6 i loro gol li fanno in frequenza e di bella fattura ...anche diakite se non gioca con frequenza per minuti giocati i suoi 2 gol li ha realizzati....quello che manca al pallottoliere sono i gol di cristianone 2 gol pochi e dell'esterno lorefice due gol molti da centrocampista e non da esterno o anche altri come portoghese......ad assurdo il nostro migliore cannoniere è giuseppe capua per minuti giocati con i due gol realizzati...

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:29



nonnoluigi


Tonino ...ho letto che tra infortuni e squalifiche abbiamo pochi disponibili a schierare la difesa ..potrebbe fare il centrale marsili...certo abbiamo la questione da risolvere dei 60 minuti poco produttivi con la punta centrale troppo isolata in avanti.....ma ormai sappiamo essere il DNA dei nostri eroi...ma la difesa se non ci sono recuperi credo bisogna adattarla domenica.....

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:18



Tonino_Bisignano


Nonnoluigi, io mi chiederei con quale attacco giochiamo visto che le partite le abbiamo pareggiate o vinte mai con la formazione e lo schema scelti ad inizio partite.

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 12:04



nonnoluigi


con che difesa giochiamo domenica?

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 10:56



Andrea_Gullotta


Buongiorno a tutti, è bello leggere una discussione del genere, con tante opinioni diverse. Secondo me la verità sta nel mezzo: il calcio italiano è stato talmente mal gestito che ci troviamo in una condizione così pietosa, che l'unica soluzione trovata dalle menti illuminate di via Mazzini è quella di introdurre sette squadre farlocche pur di avere stabilità. Sfiancati da venticinque anni di mala gestione del calcio italiano e tarantino, e nostalgici di un calcio che fu, arriviamo al punto di ipotizzare soluzioni antisportive. Troina, Gozzano, Chievo etc. hanno tutto il diritto di andare nelle serie che si conquistano, il problema grave di questa situazione (e in generale del calcio italiano) è che non si è pensato a salvare le grandi piazze di provincia che, con l'aumento dei costi di gestione del calcio negli ultimi anni, non riescono più a competere adeguatamente. Intendo dire che non riesco a dare torto agli imprenditori che investono nel Matelica o nel Gozzano invece che nel Taranto o nel Brindisi. Quanto mi costa gestire lo stadio di 1000 posti a Matelica, e quanto lo Iacovone a Taranto? Se ho bisogno di fare modifiche strutturali per la nuova categoria, quanto ci mette a rispondere il comune di Matelica (o Monopoli, giusto per ricordarci un caso in cui siamo stati coinvolti), e quanto quello di Taranto? Se faccio una squadra giovane e di prospettiva, quanta pressione ho a Matelica, e quanta a Taranto? La verità è che oggi chi investe nel Taranto, nellìAncona o nel Messina etc. si trova a gestire stadi spesso fatiscenti, enormi per la categoria e miseramente vuoti, tifoserie avvilite e situazioni istituzionali allucinanti, e questo è il motivo per cui negli ultimi venti anni le grandi piazze di provincia sono tutte fallite ad eccezione di rari esempi come l'Empoli. Il problema quindi non è il Gozzano, o il Francavilla, o il Castel di Sangro: chi vince deve giustamente godere delle proprie vittorie nello sport (io sarei addirittura per l'eliminazione dei criteri infrastrutturali, perché è giusto che queste squadre giochino nei loro stadi e davanti ai loro tifosi). Il problema è che questa situazione provoca una specie di "doping finanziario" per cui le grandi piazze, in mancanza di grandi introiti derivanti dalle tv o ad esempio da una gestione più intelligente della Coppa Italia (con un incasso di una partita con una squadra di A il Taranto si pagherebbe mezza stagione in C), non riescono a stare al passo e falliscono di continuo. Bisognerebbe studiare delle forme di distribuzione delle risorse dalla A alla D basate sul bacino d'utenza, per far sì che Giove sia messo nella condizione di ridurre le spese di gestione ed essere in grado di investire le stesse risorse di Magri (se le avesse...). Il dramma è che il sistema calcio in Italia è completamente fottuto, politicizzato, poltronizzato. Se la Figc avesse voce in capitolo sulle diverse leghe potrebbe organizzare una redistribuzione delle risorse e un progetto di riforma dei campionati con cui far veramente rinascere il calcio. Insomma, votate per me e risolvo tutto 🙂

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 10:49



nonnoluigi


torna hernan domenica...e non sappiamo se da titolare....certo rimane tra i pochi che in quarta serie ci hanno divertito..... qualche gol indimenticabile...

Scritto il 14 Marzo 2018 ore 10:00



Stefano


Concordo in parte con romanzini. Premettendo che tutti devono avere il diritto di accedere alle categorie superiori, solo in Italia vedo il proliferare di squadre inesistenti sulla cartina geografica. Perché investire a francavilla e non a brindisi? Perché a sassuolo e non a reggio emilia? Perché nel chievo e non a verona? È tutto assurdo. Al netto del disastro delle pay e degli stadi fatiscenti, della poca sicurezza e della confusione normativa tipicamente italiana. Regole che non esistono e che si cambiano ogni anno, provocando incertezza e allontanando la gente

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 23:15



johnpetrucci


Domenica torna allo Iacovone uno degli attaccanti più prolifici e amati degli ultimi anni a Taranto. Degli ex saranno anche Mbida e Balzano.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 19:40



CUCS


e noi li ringraziamo anche.... siamo diventati una tifoseria dilettantistica aime!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 18:26



CUCS


Sono d'accordo con Romanzini. Il mio discorso è di stò tipo...se sai già che con una struttura inadeguata (e uso un eufenismo per certi campetti assurdi) non puoi avere il "permesso" di accedere nei professionisti, credo che in pochissimi farebbero grandi investimenti in serie dilettantistiche. Ma se anche pur essendo una piccola realtà di provincia hai lo stadio con dei criteri assolutamente da professionisti ok! Il grande problema secondo me sono le strutture inesistenti per supportare un campionato professionistico, chi ha campetti da dilettanti rimanga nei dilettanti. Questione ripescaggi...Il punto focale quì è sempre lo stesso da decenni, non riesci ad avere presidenti o società all'altezza di una città di 200mila abitanti, sempre proprietà con grandissimi limiti economici...ma cosa ve lo prendete a fare il Taranto????????????????? Una certa idea ormai me la sono fatta...eppò chiangn meserie!!!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 18:24



joetaras


P.S. Le cosiddette squadre B sono un qualcosa di assurdo. Già il calcio in Italia è moribondo, credo che sarebbe il colpo di grazia.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 17:00



joetaras


Credo che l'ultima parola spetti sempre al campo. Se il Troina vince il suo girone è giusto che giochi in Serie C. Il problema siamo noi. Siamo noi che non abbiamo attenuanti, una città da 200.000 abitanti che non riesce a vincere un campionato di Serie D, è questo il problema. Ci sono innumerevoli giustificazioni economiche ma non possiamo giocare la C o la B per diritto divino. Dobbiamo sudarcelo come fanno le altre squadre. Poi se si aprissero possibilità di ripescaggio e la società volesse perseguirle tanto di guadagnato, ma non mi sento di togliere il posto ad un Troina per un cavillo burocratico (stadio non conforme) e regalare una promozione immeritata a noi od altra squadra "blasonata". Opinione personale, ovviamente.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 16:58



auer


Sulle squadre B. I campionati di Serie C sono già falsati dalle squadre che falliscono in corsa, dalle penalizzazioni, e dalle partite aggiustate. Ci mancano solo 2 o 3 squadre a girone che non hanno interesse a salire di categoria e che hanno una rosa variabile ed in parte in comune con una squadra di Serie A. Non ci vuole molto a capire che se funziona in Spagna o in Inghilterra non è detto che debba funzionare da noi, che siamo molto diversi

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 16:54



auer


Non solo il fondo perduto è una invenzione italiana, ma fissare un tassa così alta è stata una invenzione di Tavecchio. Ora che lui non c'è più vedremo come faranno gli altri. Probabile anche che blocchino del tutto i ripescaggi per fare entrare le squadre B visto che sono praticamente tutti d'accordo su questo. Quindi Giove col ripescaggio fa come la volpe e l'uva, quasi certamente non ci potremo arrivare quindi meglio dire, almeno per ora, che sia acerba. Per avere una eventuale riammissione invece non avremmo preclusioni, ma servirebbe un signor piazzamento nella graduatoria di Serie D e che almeno una neopromossa da un qualsiasi girone non si iscrivesse

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 16:14



E_D


luxtarentum il discorso non è farsi illusioni, ma bensì avere la consapevolezza che se c'è anche una possibilità su mille di abbandonare la fogna della D in estate la nostra società farà l'impossibile per acciuffarla. L'intervista di Giove dice esattamente l'opposto e vedo che molti sono anche concordi con la sua linea di pensiero. Contenti loro...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 15:04



LuxTarentum


E_D: ma infatti sono assolutamente d’accordo! Fermo restando che il fondo perduto è una porcata tutta italiana, e su questo non si discute, la teoria che si deve risparmiare sul fondo perduto che comunque ti garantisce la partecipazione al campionato di serie C, per poi spendere il triplo senza nemmeno averla quella garanzia, è una teoria che non sta minimamente in piedi! E, d’altronde, i fatti parlano chiaro: abbiamo fatto 10 campionati di serie D e ne abbiamo vinto uno solo, a testimonianza che chiamarti Taranto non conta proprio nulla se poi non costruisci una corazzata, con annesso esborso economico imponente.. P.S. Ovviamente il nostro è un discorso che allo stato attuale equivale ad aria fritta, visto che, ad oggi, nulla lascia presagire che il Taranto possa ambire ad un ripescaggio.. Però è un discorso che va tenuto sempre a mente, perchè non ci si debba trovare a mangiarsi le mani come al solito in un ipotetico futuro...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 14:50



E_D


luxtarentum a parte questa fiaba, è discutibile l'idea che bisogna risparmiare il fondo perduto e investire la somma per costruire la squadra in serie D pur sapendo che il prossimo anno ci saranno almeno altre 2 o 3 squadre in grado di investire somme ingenti per tentare di vincere il campionato. Morale della favola: si può spendere anche un milione di euro ma finire secondi o terzi. E noi ne sappiamo qualcosa....

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 14:12



LuxTarentum


Tornando a noi, pensare veramente che qualcuno debba chiamare il Taranto per dire che lo vuole in C e che debba farlo pure in tempo utile e senza chiedere di fare follie (cito testualmente) significa vivere sul pianeta Marte, anzi.. sul pianeta Giove 🙂 Cerchiamo di prendere contatto con la realtà per favore, che ormai non contiamo più una beata mazza nel panorama calcistico nazionale, nè come blasone, nè come piazza... È più facile che chiamino l’Albalonga o l’Unione Sanremo piuttosto che noi.. Scusate la cruda franchezza, ma è bene essere realisti...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:57



johnpetrucci


E quando trasmettevano un secondo tempo della serie A ogni domenica sulla Rai?

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:50



rossoblu82


e molti di quelli che oggi passano le domeniche spaparanzati sul divano di casa a vedere diretta gol prima, quando non c'erano le paytv, stavano allo stadio e la serie a la seguivano alla radio...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:37



LuxTarentum


A proposito di calcio di una volta, ci ha lasciati uno dei baluardi di quel calcio: Luigi Necco.. Un grande, in tutti i sensi! 🙁

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:33



rossoblu82


parlo da romantico...le tv hanno ammazzato il calcio sopratutto quello minore e gli stadi sono sempre più vuoti...ci sono partite tutti i giorni ed a tutte le ore...prima si aspettava la domenica per andare allo stadio e chi non poteva rimaneva attaccato alla radiolina a casa e si aspettava alle 18 per vedere i gol a 90 minuto (oggi è morto lo storico inviato da napoli luigi necco)...non c'erano le scommesse legalizzate (che sappiamo a cosa hanno portato) ma la schedina del totocalcio e totogol...l'atmosfera che si respirava sugli spalti nelle sfide calde era particolare perchè non c'erano divieti e restrizioni per le trasferte...ma ve lo immaginate un derby con il bari senza tifosi ospiti??

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:29



nonnoluigi


Salernitana, Palermo, Samb, Avellino, ecc. ...in effetti siamo noi gli assenti...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:15



nonnoluigi


io ....vi posso assicurare che provo questo rimpianto...la nostalgia dei tempi migliori...qui bei ricordi di calciatori importanti e campionati importanti...si ...diciamo che sono molto dispiaciuto partecipare ad un calcio odierno mediocre ...odierno mica tanto è un quarto di secolo di occasioni mancate...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 13:14



Romanzini


Eppure, vi posso garantire che al contrario di quanto si scrive, siano in molti ad avere una visione differente del calcio. Quante volte allo stadio ci siamo lamentati delle squadre avversarie prive di storia, blasone, tifosi, bacini di utenza grandi, contestando la loro presenza in campionati importanti? quante volte abbiamo rimpianto le grandi sfide del passato? Vi ricordate la vecchia C1 anni 80 e primi anni 90? Torneo che vedeva Salernitana, Palermo, Samb, Avellino, ecc. che noi abbiamo anche vinto col record di punti.....Non ti annoiavi mai, non pensavi minimamente di mancare dallo stadio perchè quel Taranto-Palermo, o Taranto-Brindisi, o Taranto-Samb erano un pezzettino di storia che si incastrava in un puzzle bello come quello del calcio. Inutile girarci, il calcio tornerà ad essere quello della gente, quello dei tifosi, quello sport amato da tutti, solo quando tornerà ad esprimere la passione e l'amore di tifoserie oggi in disgrazia. Non me ne vogliano a Lentini o a Francavilla, ma vedere il Messina o il Brindisi così giù fa male, tanto. Provassero a tornare indietro, provassero a fare una riforma seria, provassero a recuperare l'entusiasmo della gente, e vedrebbero, in Federazione, risultati migliori. Non parliamo poi delle strutture che in alcuni centri definiscono stadi, ma per piacere. L'abbiamo visto a Nardò la settimana scorsa cosa vuol dire, terreno pessimo e vergognoso, stadio o meglio campo fatiscente e senza sicurezza....e noi vorremmo continuare così? Il calcio è una cosa, il romanticismo un'altra. Io la vedo così, e vi posso assicurare che quasi ovunque c'è questo rimpianto...provate a chiedere ai tifosi della Samb cosa penserebbero di un Samb Taranto.....ne sarebbero entusiasti, loro, e noi pure.....

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:57



rossoblu82


romanzini i tempi sono cambiati, il calcio non è + più quello degli anni 80...ed il nostro blasone (purtroppo) non esiste più...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:43



DEMOCRATE


Lo sport è competizione, agonismo e tecnica, non può essere appannaggio solo delle città che superano un certo numero di abitanti ho hanno un bacino d'utenza maggiore, se così fosse dovrebbero fare una serie A con le 20 squadre delle 20 città più grandi d'Italia e così via via a scendere, mi sembra assurdo e fuori dalla logica sportiva. Se il Sassuolo o il Crotone o il Benevento sportivamente parlando sono superiori al Taranto o al Messina e giusto che loro siano in serie A. Il problema del nostro calcio un altro, cioè bisogna fissare regole chiare che non possono essere aggirate con controlli severi da fare prima che iniziano i campionati, per esempio, mi sembra assurdo che le regole per il ripescaggio vengano fissate a campionato finito o quasi, prima si fissano le regole e poi si gioca.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:40



lenotarima


Romanzini. Mi spiace ma non condivido 🙁 al Martina o all'Empoli vanno riservati gli stessi diritti del taranto o della fiorentina. Se vincono hanno il diritto di giocarsi le loro chance nel campionato di pertinenza e le partite sul proprio campo anche se piccolo. Parere personale naturalmente 🙂 🙂

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 12:15



Romanzini


Leno. Quella tua è una visione romantica del calcio, ma assolutamente non in linea con la stretta attualità. Le risorse economiche sono diventate sempre di meno, e la fetta di torta a disposizione sempre più piccola. L'assurdità oggi è vedere ad es.un Leonzio che gioca a Catania, o un Cittadella che per anni ha giocato a Padova. Le strutture sono importantissime, il bacino d'utenza anche. Il paradosso è poi vedere il Chievo in A pur sapendo, tutti, che si potrebbe chiamare benissimo Paluani, e l'esistenza di queste squadre fa estremamente comodo al sistema perchè mentre queste realtà galleggiano in A o in B per anni, i grandi club fanno gli affari loro ben sapendo che a queste cosiddette "piazze" basta la sopravvivenza nei pro. Io resto dell'idea, più vicina alla realtà di oggi, che chi vuole investire a Cittadella lo possa fare a Padova, o chi lo fa al Chievo lo possa fare nel Verona, ecc.ecc. Ci lamentiamo infine della pochezza di alcune piazze in termini di presenze e poi vogliamo un calcio romantico. Mi chiedo, non sarebbe più bello vedere il Brindisi in C anzichè un Francavilla che porta al campo 1000 unità? Io che sono un inguaribile romantico, e penso al calcio che è stato, dove la squadra di riferimento è sempre stata quella del capoluogo, la penso così. Alla luce della clamorosa crisi del calcio e dell'economia, penso che un passo indietro sarebbe d'obbligo. E forse torneremmo a vedere palermo, Catania, Taranto, Catanzaro, Reggina, Ancona, Samb, solo per fare qualche esempio, tornare a giocare tra loro, con l'immenso fascino che queste sfide hanno sempre provocato nel tifoso comune.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:46



lenotarima


quindi funziona cosi, fino a quando non toccano i tuoi interessi va bene tutto, poi quando alzano il tiro ed arrivano anche a te, allora ci incazziamo e sbraitiamo. Ma che bell'atteggiamento, proprio bello clap clap clap

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:40



Tonino_Bisignano


I reazionari, spesso, guardano il dito e non la luna!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:31



lenotarima


certo che i vostri ragionamenti sono davvero allucinanti, scusate. Solo guardando al piccolo cortiletto di casa: io mi incazzerei e non poco se dopo aver vinto un campionato sul campo magari mi dicono che non posso salire perche il bacino di utenza e' troppo piccolo e questo vale per il Troina o anche per il taranto se dovesse andare in A e chiedono che so una stadio di 50.000 posti e un bacino di utenza di 1 milione di cristiani e magari che il campo sia in erbetta naturale al profumo di gelsomino e calendula

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:17



lenotarima


io penso invece che il calcio e' bello per questo e se il Gozzano, Troina, Matelica salgono io sono contento. Vuol dire che il calcio, quello vero esiste ancora

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 11:12



Tonino_Bisignano


..e in serie C stanno per approdare Gozzano, Troina, Matelica ecc. che al campo portano max 2/300 persone. Questi paesini hanno invaso e stanno invadendo i campionati professionistici grazie a mecenati(?????) che hanno deciso di investire(?????!!!) nel calcio ma nello stesso tempo ne stanno mortificando il senso. Queste società(?), non avendo strutture adeguate o giocheranno in deroga sui loro campetti o dovranno emigrare altrove. Il tutto non ha alcun senso da qualsiasi parte lo si prenda. Quindi Gravina, se è vero che vuole fare la riforma, la faccia profonda o taccia per sempre!

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 10:59



nonnoluigi


alla lega dilettanti e per gli inutili play off per usare un termine caro di Cetto La Qualunque" Ma mi stati pigghiannu pu culu mi stati pigghiannu??? "

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 10:38



nonnoluigi


certo che le ultime notizie sulla riforma dei campionati di lega pro ...mette il taranto....il taranto nostro nella conoscenza che il campionato lascia poche speranze di salire di un livello superiore ...ma la sola certezza del potenza di aver vinto ...diciamo stravinto il campionato...ho preso posizione che se dobbiamo disputare i play off e saziare la pancia della lega di gravina (presidente) come in altre circostanze ...chi scrive non sarà sui gradoni alla disputa dei play off.....essendo malato per questi colori seguirò per vincere sempre ogni partita di campionato e godere di belle giocate e convincenti vittorie .... ma....esaurito l'abbonamento corrente aspetterò i nuovi programmi societari per sottoscrivere un altro per l'anno che verrà o/e godere di eventuali future partite di coppa ....nulla vale la posizione in classifica se non per desiderio di avere sotto la maggiore delle compagini del torneo....secondo terzo o altro vale lo stesso se non ha il fine di provare a dare un senso al campionato...e il senso giusto al campionato e ai play off sono la possibilità di fare un salto di categoria che altro...se nò...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 10:31



Romanzini


A proposito di riforme dei campionati. Leggo e sento tante proposte veramente assurde su come riformare il calcio italiano, alcune senza senso come la storia delle squadre B di club di A in Legapro. Ma che senso avrebbe e soprattutto che seguito avrebbe? In realtà la cura per il calcio italiano è semplice, basterebbe tornare indietro nel tempo quando per essere ammessi ai campionati superiori dovevi rispettare determinati parametri o eri fuori. Ricordo tanti anni fa che per fare la serie B dovevi avere stadio in erba e almeno 10000 spettatori di capienza, ed inoltre dovevi essere un centro con almeno 50000 abitanti se non sbaglio (forse di più). Quei paletti, anche se all'apparenza poco democratici, consentivano alle grandi realtà come Taranto, Campobasso, Varese, Rimini, Padova (solo per fare qualche esempio di squadre abituate a giocare in cadetteria negli anni 70-80) di essere spesso presenti in B e soprattutto permettevano un campionato che presentava spesso ai nastri di partenza formazioni con un certo appeal e partite ricche di fascino vero per chi ama il calcio. Basterebbe dunque reintrodurre questi paletti per rivedere i centri blasonati nel calcio che conta, con notevole aumento dell'interesse generale e del giro di risorse. I centri più piccoli potrebbero essere, nelle serie inferiori, serbatoi inestinguibili per i ragazzi che si affacciano al calcio che conta, e servirebbero per alimentare il sistema calcio di ragazzi validi che giocherebbero senza regole cervellotiche come quelle sugli under e, i migliori, verrebbero davvero fuori, come era una volta, quando il calcio cosiddetto minore sfornava talenti che scalavano i campionati sino a trovarsi, i migliori, in serie A. Non ci vogliono formule astruse, ci vorrebbe solo buon senso, tanto buon senso, quello che in Federazione si è perso da tanto tempo dietro interessi oggi non più sostenibili.

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 09:12



rossoblu82


proporrei un contratto a tempo indeterminato a cazzarò sulla panchina del taranto...

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 09:12



angelix0374


Francamente la presenza o meno del cocco o del mister per il prossimo anno mi lasciano indifferente... Purtroppo siamo destinati a rimanere in questa categoria... Cazzaro' va bene in serie D anche se mi sarei aspettato un altro mex da parte di Giove...prendere per esempio un Ragno avrebbe significato certamente una volontà certa di risalita mentre confermare il mister significa accontentarsi di quello che passa il convento

Scritto il 13 Marzo 2018 ore 09:00



AngeloP


Ma il cocco torna o non torna ? Cazzaro può allenare solo il Taranto..

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 21:19



Franco_dal_Brasile


Buonasera, vorrei ricordare che la società del Taranto ha già un mutuo da pagare relativo al fondo perduto regalato quando siamo saliti in C. Addossarcene un’altro, non mi sembra proprio il caso. Si deve andare con i piedi di piombo (vedi i casi di Arezzo e Vicenza) e vincere sul campo. Se ci riammettono invece ok

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 19:26



nonnoluigi


.GIOVE è sincero e dobbiamo dargliene atto...e anche chiaro ....è contrario ad una eventuale ammissione onerosa...ne possiamo discutere quanto vogliamo ma il [non consentita] a disposizione lo mette il presidente con le sue risorse...usa il termine "avvezzo a sprecare risorse" ...e in passato opinione che condivido ...visto i risultati finali...buttato 300.000 euro dalla finestra...non siamo al mercato delle vacche ...condivido se si deve vincere si deve vincere sul campo...non ho mai condiviso la "tangente"..e avvisa che se il taranto è ben voluto(cosa che dubito) nei professionisti ...con una ammissione lo devono dire in tempi utili alla gestione del caso...e non come di solito usa fare il sistema, rendendosi ridicoli,del calcio...alla riammissione per titolo o titoli o blasone a questa ultima esternazione ci credo poco..anzi per niente ..che siamo un territorio e un popolo appetitoso per la terza serie..o anche oltre...penso ...opinione personale che non ci cacano manco di striscio...del taranto nel palazzo non interessa niente a nessuno...in 7 anni mai avuto una particolare "attenzione" ...da parte del sistema del calcio...anzi ...giove parla anche di cose buone e gradevoli...se ha in mente un centro sportivo con 5-6 campi di calcio in erba naturale o sintetica dove poter mettere in piedi un'academy capace di sfornare giovani talenti...giustifica ai tifosi anche le scelte rispetto ad altre di scelte..... parla come deve parlare un uomo di calcio...che guarda al futuro e non al presente...

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 12:41



nonnoluigi


....accantonando le opinioni su.... le eventuali squadre di 7 squadre B con licenze di serie A....tornando al nostro taranto...le parole di ieri del nostro presidente non potevano che accendere qualche discussione e opinioni divergenti ...ha detto cose molto chiare di cui dobbiamo prendere atto...sempre nella speranza che non iniziamo con il solito difetto di farci trovare sempre pronti a disfare quel poco di buono che abbiamo creato....GIOVE è sincero e dobbiamo dargliene atto...

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 12:22



nonnoluigi


opinioni sparpagliate ...ma le eventuali squadre di 7 squadre B con licenze di serie A......non saranno mai interessate in promozioni e retrocessioni....esempio che alcune squadre beneficiano con una classifica inferiore al salto di categoria per rinuncia delle cosiddette squadre b...vedi in spagna tra la rinuncia del barcellona b arrivato terzo e il cordoba promosso...sarebbe accettato in italia ?.... in spagna il barcellona b ha al seguito 4000-5000 tifosi...in italia avremo ulteriori danni?...le medie città saranno almeno nel numero di sette saranno fuori dal giro del calcio professionistico ?.... avranno mai il seguito di tifosi veri ?..ma solo i familiari al seguito come succede in francia e inghilterra dove l'interesse è ai minimi termini per partecipazione al seguito come anche in olanda poco seguito ma molti risultati a 16-17 anni nei paesi bassi si esordisce spesso in prima squadra ....sempre rimanendo in francia l'opinione generale è che giocando fuori classifica i campionati vengono falsati...lo crede anche nonno luigi...di contro la francia beneficia di giovani campioni sia nei clubs che in nazionale.....certo sarebbe da chiedersi se gli stessi successi a livello giovanile nelle nazionali spagnole siano li stessi anche in italia...certo in spagna i risultati sono sotto gli occhi di tutti...ma non solo francia e spagna ...anche germania olanda e inghilterra..in germania ci sono punte di presenza spettatori per alcune partite di oltre 20mila persone....ne beneficia molto la nazionale innestando sempre giovani talenti.....e i risultati sono sotto gli occhi di tutti...la capacità di rivalutarsi è sempre molto alta...

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 12:04



Romanzini


Siamo in un momento delicato, con la stagione corrente che volge al termine e un impegno quasi obbligato di arrivare in classifica quanto più su possibile. Le dichiarazioni di Giove le trovo appropriate, niente estorsioni per il fondo perduto, niente ricatti per il ripescaggio. Se in Federazione vogliono riportare una piazza come Taranto in C bene, sappiano che è una città che garantisce un bel pubblico, 4-5000 sicuri se si fa un bel campionato, oltre ad una attenzione mediatica importante e ad un bacino d'utenza tv molto grande (se consideriamo i numerosissimi fuorisede). E' interesse degli altri farci capire se ci rivogliono subito in C. Noi oggi dobbiamo preoccuparci di finire bene la stagione, di programmare la prossima, di porre le basi per un calcio che venga fatto in maniera totalmente differente da come è stato fatto negli ultimi anni. Quindi io lascerei lavorare in pace la società, lascerei programmare il prossimo futuro in pace, e eviterei di dare consigli su tecnici, giocatori o quant'altro. L'obiettivo prossimo futuro deve essere rinforzare questa squadra che è già buona, renderla fortissima, e cercare di stravincere il campionato che verrà. Se poi dovessero concretizzarsi delle condizioni favorevoli al nostro rientro in C ben venga, ma non cominciamo a fracassarci i cabbasisi sin da subito. Pensiamo invece a sostenere i ragazzi la domenica, perchè l'entusiasmo degli stessi produrrà l'inevitabile volontà a rimanere qui, oltre a concederci altre partite e altre giocate come si deve.

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 12:02



CUCS


Ecco ci risiamo!!! Leggendo l'intervista di Giove mi cadono i co....i a terra!!! Mi pare davvero assurdo che una città di 200mila abitanti debba ancora avere queste propietà della squadra cittadinanon in grado di non essere all'altezza economicamente!!! La solita storia trita e ritrita...il ripescaggio oneroso no! 300mila euro nn si spendono ma preferisco vincere sul campo, spendendo minimo il doppio, solite società senza soldi e senza ambizioni. Ma lo capite che per vincere ci vogliono le turnis??? e poi competenza tecnica e gestionale per andare avani, ma sopratutto ci vogliono le calapun nzak! Rendiamoci conto che fra un pò saranno 10 anni che siamo da serie D e di stò passo saranno altri...molti altri, ormai la storia di vincere i campionati sul campo mi ha stomacato assai. Giove sind a me se nn hai capitali seri da investire, e chi fatica a cacciare 300mila euro nn li ha di certo, nonsiamai che anche questo deve fare un mutuo...inizia a vedere di cedere la società!

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 11:36



Luca.Coppola


da TMW : In chiusura uno sguardo al futuro. Chi lotta per non retrocedere dalla C alla D pensa: vabbè tanto anche se scendo con tutte quelle che falliranno sarò ripescato. Quelle che in D non arriveranno prime, pensano: vado a fare i play off e poi chiedo il ripescaggio. In D, invece, siamo all'assurdità: si lotta per fare i play off ma anche se li vinci stai bello e beato a casa tua. Come tutti gli anni, perché poi devi mettere 350.000 a fondo perduto, oltre l'scrizione per partecipare al campionato di serie C. Quest'anno, forse, neanche quello. Perché, stando alle indiscrezioni, Gravina ha deciso di bloccare i ripescaggi ma vorrebbe comunque tornare a 60. Come farà? Sinceramente non lo sappiamo ma un uccellino ci ha raccontato che i ripescaggi non ci saranno e, in C, saranno ammesse 7 squadre B con licenze di serie A. Ovvero 7 club di A potranno fare le seconde squadre per partecipare alla Lega Pro. Già dal prossimo anno? Nella testa di Gravina sì. Rivoluzione immediata e più spazio alle società facoltose per evitare casi come Vicenza, Modena ed Arezzo. Gravina ha idee, anche belle. Deve, però, passare ai fatti altrimenti anche lui sarà etichettato come quello delle parole al vento. La C ha bisogno di riforme e di equilibrio economico. In basso, invece, c'è bisogno di una ristrutturazione dei campionati di serie D per evitare che i campionati siano già finiti a febbraio per 15 squadre su 18. In tutto ciò non abbiamo un Presidente Federale. E non lo avremo per i prossimi 18 mesi. Stavo cercando l'emoticon delle lacrime. Non capisco. La parte testuale di Tuttomercatoweb non le prevede. Ci attrezzeremo per restare in questa valle di lacrime.

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 10:38



E_D


Criscitiello non ha mai indovinato una previsione per quanto riguarda il calcio mercato, figuriamoci quanto è attendibile questo suo pseudo editoriale sulla Lega Pro. Bisogna essere proprio precipitati a credere alle bufale di questi scribacchini di serie Z.

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 09:29



lenotarima


Ancora co sta storia del ripescaggio?? Ma non ci bastata una volta? Ancora a parlare di fantomatiche presenze allo stadio? Di tutto esaurito e di obolo che si ripaga da solo? Sara il presidente a valutare la eventuale convenienza, a me... personalmente non me ne strafotte una [non consentita]

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 06:24



Luca.Coppola


Dall'editoriale di criscitello non arrivano buone notizie per il Magico... sembra che Gravina voglia bloccare i ripescaggi dalla D alla C, e per far tornare il campionato a 60 squadre autorizzera', per la prima volta nella storia, le squadre B delle 7 formazioni più forti della serie A, sul modello spagnolo. Se e' cosi possiamo già andare al mare, e far giocare le prossime partite direttamente la juniores...

Scritto il 12 Marzo 2018 ore 00:39