Di Romanzini
La gara tanto attesa da quattordici anni ha prodotto ieri sera lo stesso risultato di allora, uno zero a zero che alla fine è risultato giusto alla luce del gioco e delle occasioni prodotte dalle due squadre. Il punto permette al Taranto di muovere ulteriormente la classifica, ma pone interrogativi che necessitano di risposte nel breve periodo.La partita ha evidenziato i soliti aspetti positivi e negativi.
Partiamo dai primi. Nonostante una situazione di assoluta emergenza, la squadra ha mostrato di aver assimilato benissimo la fase difensiva, anche ieri fatta benissimo nonostante abbiano giocato interpreti improvvisati nel ruolo. Il terzetto difensivo, composto da Balzano, Nigro è Pambianchi, è stato la nota più lieta della serata. Balzano è un ragazzo interessantissimo che ha dimostrato anche duttilità, una dote importante per un giovane che vuole emergere, Nigro centrale difensivo è stato in assoluto il migliore in campo, ha guidato la difesa con carattere e bravura, ed ha sbrogliato parecchie situazioni confuse in area ionica. Pambianchi infine ha giocato una delle migliori partite da quando è a Taranto, preciso e deciso su qualsiasi avversario. La fase difensiva pertanto è il lato migliore di questo Taranto, che nonostante i diversi interpreti ha subito solo cinque reti di cui due su rigori perlomeno dubbi. Una nota di merito va anche a Maurantonio, portiere sicuro e bravo, che con i suoi interventi ha portato in dote molti dei punti conquistati.
Le note dolenti vengono come al solito dalla fase di possesso, durante la quale la squadra è stata totalmente incapace di creare gioco e occasioni per tutta la gara. Qualche tiro verso la porta siciliana, piuttosto velleitario e dalla distanza, solo questo è riuscito a contabilizzare ieri sera la squadra rossoblù. La cosa che desta maggiore preoccupazione è soprattutto la sensazione che questo Taranto non sappia proprio come arrivarci alla porta avversaria, non sappia assolutamente proporre uno straccio di idea che generi occasioni da rete. Il centrocampo di ieri è stato imbarazzante. Lo Sicco è stato lasciato praticamente da solo a rincorrere lungo tutta la mediana i centrocampisti catanesi, con Bobb che al suo fianco non è riuscito a fare filtro e a far ripartire l’azione. L’impressione che ha dato questo ragazzo è quella di essere piuttosto spaesato e soprattutto palesemente fuori condizione.
Nella seconda metà della ripresa tante sono state le occasioni in cui i catanesi hanno superato il centrocampo rossoblù senza problemi. L’intera mediana, va detto, non è neanche aiutata dalle due fasce, dove De Giorgi a destra e Garcia a sinistra risultano essere sempre troppo schiacciati verso la difesa e poco propositivi avanti. Senza fosforo e corsa in mezzo, con il pallone che gira poco e male, con una capacità di palleggio inesistente e con una scarsa predisposizione allo sfruttamento delle fasce, l’intero attacco risulta essere stato ancora una volta isolato e alla totale mercè degli avversari. Quando anche Bollino, sulla trequarti, non è in serata, si spegne anche l’unica luce possibile per gli attaccanti. Le critiche feroci piovute a fine gara su Balistreri e Magnaghi, oltre che su Viola, sono ingenerose se rapportate al numero di palloni giocabili ricevuti dai tre, pochissimi, con gli stessi costretti ad andare a prendersi la palla in zone del campo non di loro competenza. Assistere ad un Magnaghi delegato sulla fascia, o a un Balistreri sempre spalle alla porta, è deprimente. La totale mancanza di idee in fase offensiva è la cosa che più preoccupa tutto il pubblico, perchè se è vero che la difesa forte permette comunque di conquistare punti, è vero anche che se non segnamo rischiamo di vanificare quanto di buono fanno nel reparto arretrato. Se non segni non vinci, e se non vinci non fai punti utili a salvarti, soprattutto in casa, soprattutto quando sei chiamato a fare la partita.
Dopo sette partite abbiamo capito che il Taranto non sa assolutamente fare la partita, mentre è più bravo quando la partita la fa l’avversario, segnale inequivocabile di scarsa predisposizione a creare e finalizzare, dunque di un centrocampo e di un attacco cui manca più di qualcosa, anche in termini di personalità. La domanda che ci poniamo è fino a quale punto la solidità difensiva, la dea bendata, e qualche avversario non in gran forma, ci permetteranno di farla franca? Sino ad oggi dunque ci è andata bene, anzi benissimo, ma se mister Papagni non si inventa qualcosa in grado di rendere il Taranto pericoloso nella metà campo avversaria, siamo destinati a soffrire tantissimo nel prossimo futuro, quando incontreremo squadre contro le quali da pari grado saremo costretti noi a fare la partita, una cosa nella quale abbiamo ampiamente dimostrato di essere sinora assolutamente incapaci.
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3 Ottobre 2016 - 21:45
Sono molto deluso dal gioco che esprimiamo ma soprattutto amareggiato per la carenza in attacco!!!!!