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Sconfitta indolore

Di Romanzini

Non dovevamo certo aspettare il derby di ieri sera per certificare la differenza tra Foggia e Taranto. I satanelli sono al terzo anno di programmazione, tre anni durante i quali hanno speso tantissimo, hanno costruito nel tempo un vero squadrone, hanno saputo perdere una finale playoff e ripartire più forti di prima, hanno oggi una squadra in grado di vincere contro chiunque. Non poteva essere questo dunque l’avversario contro cui conquistare punti per un Taranto costruito tardi e velocemente, il cui obiettivo era e resta una salvezza tranquilla. Troppa la differenza tra le due squadre; il Foggia è squadra collaudata, con uno schema di gioco (il 4-3-3) che adotta da tempo, ed una straordinaria capacità di palleggio che le consente di aspettare il momento giusto per colpire l’avversario, senza rischiare nulla. Straordinaria a centrocampo la coppia mediana formata da Agnelli e Vacca, mobilissimo e pericolosissimo il tridente d’attacco composto da Chiricò, Mazzeo e Sarno, pungenti e devastanti gli esterni dove Angelo è un terzino solo sulla carta, ma in campo in realtà si trasforma in una vera e propria ala d’attacco, vera spina nel fianco di qualsiasi difesa. Contro questo Foggia organizzatissimo, ci sarebbe voluto un miracolo per strappare punti in capitanata. Il Taranto ci stava riuscendo, perlomeno nel primo tempo, quando la squadra si è poggiata sulla solidità di un reparto arretrato affidabilissimo.

L’infortunio di Altobello al 22′ della prima frazione ha probabilmente scompaginato i piani di mister Papagni, che si è dovuto giocare forzatamente un cambio non voluto. Il Taranto ha difeso lo 0-0 con i denti, con una linea difensiva a cinque in cui De Giorgi e Garcia hanno fatto in sostanza i terzini, in difesa per tutta la gara, e con una mediana schiacciata indietro a protezione della retroguardia. L’incapacità dei contropiedisti di giornata, Bollino e Cedric, di trasformare l’azione difensiva in offensiva, ha isolato totalmente il povero Magnaghi avanti, e lo ha lasciato completamente privo di palle giocabili nelle maglie della dinamica e eccellente difesa foggiana, nella quale abbiamo apprezzato un giovane difensore dal probabile grande futuro come Empereur, scuola Fiorentina.

La gara si è sbloccata su un cross sbagliato del solito Angelo dalla destra, un paradosso se pensiamo agli attacchi continui, ficcanti ma sterili prodotti dal Foggia prima del vantaggio. Il gol ha spaccato la partita, ed ha costretto un Taranto incapace di reagire a produrre gioco, una qualità che ancora non riusciamo a mostrare. Il Foggia invece ha continuato nella sua azione d’attacco, alla ricerca del gol sicurezza, attraverso il palleggio continuato, un ottimo giropalla, spesso attraverso le incursioni pericolose dei terzini di fascia. Le uniche occasioni o presunte tali rossoblù sono venute su una testata di Stendardo e su un pallonetto di Viola, piuttosto poco. Il raddoppio di Letizia, a tempo quasi scaduto, ha solo confermato la differenza che attualmente c’è tra le due squadre, troppo evidente per poter produrre un miracolo in termini di risultato e punti.

Le note positive della serata sono state pochissime, forse la compattezza difensiva mostrata nonostante gli infortuni di Altobello e Stendardo. Per il resto, con il senno di poi, la gara di ieri ha evidenziato l’inutilità in campo di una prima punta “pesante” in gare da giocare di rimessa. Qualche elemento più duttile e veloce, tipo Potenza, e qualche altro maggiormente tecnico come Viola, forse avrebbero potuto dare di più in un tipo di gara come questa, in cui proprio dai contropiedisti ci si sarebbe potuto aspettare qualcosa, o perlomeno quel lavoro di alleggerimento necessario a una squadra troppo poggiata sulla difesa a oltranza. Qualche elemento, come Cedric, autore di una gara anonima, non ha saputo sfruttare la chance concessagli dal mister, mentre la mediana ha dimostrato poca propensione al giropalla e soprattutto all’attacco degli spazi, che ieri poteva essere un pericoloso espediente da adottare contro un Foggia bravo soprattutto a giocare orizzontalmente. Non è frutto del caso il fatto di aver conquistato metri e qualche punizione nel finale di gara, quando qualche giocatore rossoblù ha provato a sfondare per vie centrali tra la mediana e la difesa rossonere.

Nessun dramma dunque per una sconfitta che ci può stare, contro una signora squadra che certamente si giocherà la vittoria del campionato sino alla fine. Questa sconfitta può essere utile al Taranto per comprendere quel che deve o non deve fare quando gioca contro squadre più forti. Ci sarà da lavorare molto su un modulo di gioco poco propositivo che oggi ha perso la certezza della difesa granitica, dopo gli infortuni di Altobello e Stendardo. Ma tante volte non tutti i mali vengono per nuocere, visto che mister Papagni sarà adesso costretto a impostare un Taranto maggiormente propositivo, probabilmente con una difesa a quattro, una mediana a tre e un attacco che possa essere lasciato meno solo da una squadra sempre troppo schiacciata dietro.

Un’ultima considerazione sulla posizione di classifica del Taranto, che è in linea con gli obiettivi stagionali. Non incontreremo ogni domenica il Foggia, ci saranno altre gare difficili, ma ce ne saranno anche altre maggiormente abbordabili. Proprio in queste ultime avremo il dovere di conquistare quanti più punti possibile, perchè la salvezza passa proprio di li.


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