Fabiola Polimeno e Miriana Russo sono le studentesse prime classificate per le scuole secondarie di secondo grado, della sesta settimana del concorso letterario “Il nostro Taranto“, iniziativa inserita nel progetto “UN FUTURO ROSSOBLU: Scuola e Formazione” che la Fondazione Taras e il Taranto FC 1927 hanno realizzato con le scuole medie e superiori di Taranto e provincia.
Il concorso letterario, aperto a tutte le scuole medie e superiori che vorranno aderire, si ripete tutte le domeniche in cui il Taranto scende in campo allo Iacovone.

Fabiola Polimeno – Liceo Aristosseno
TRACCIA: Sono tanti i “bad boys” che hanno segnato la storia del calcio mondiale. Da George Best a Paul Gascoigne, da Maradona a Eric Cantona, sino a giungere a Wayne Rooney e Mario Balotelli: si tratta di talenti indiscussi, che hanno fatto parlare di sé anche a causa della loro vita privata, spesso caratterizzata da grande fragilità e sregolatezza; campioni che, a un certo punto, sembrano inadatti a reggere le grandi pressioni che il loro ruolo comporta. Quanto costa, a tuo avviso, essere una star del calcio? A quali forme di stress (personale, familiare, lavorativo) e a quali pressioni (economiche, pubblicitarie, comunicative) deve resistere un grande campione?
AUTRICE TEMA PRIMO CLASSIFICATO – SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO: Fabiola Polimeno e Miriana Russo – Liceo “Aristosseno” – Classe 4^D
L’attività sportiva è fondamentale per lo sviluppo di valori basilari per la società quali lo spirito di gruppo e la solidarietà, nonché la tolleranza e la correttezza delle azioni. Tali principi sono indispensabili per favorire l’arricchimento della nostra esistenza e ,per questo, sono da considerarsi presupposti che dovrebbero caratterizzare i giochi di squadra come il calcio. Si può contribuire, in questo modo, al miglioramento quotidiano dell’equilibrio fra corpo e psiche, puntando al miglioramento di doti quali la perseveranza e la determinazione, elementi fondamentali per la crescita brillante del fanciullo. E’ importante che i giovani, fin dalla tenera età, intraprendano un’attività motoria quotidiana che potrebbe essere determinante per costituire un modello di vita per il futuro del bambino che, nel tempo, manterrà uno stile di vita integerrimo, autonomo e dinamico. Lo sport, infatti, è un elemento fondamentale per il sano sviluppo dei ragazzi, riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale. Attualmente il calcio è lo sport che prediligono in molti. ll calcio è di chi lo ama. Albert Camus che, nel 1957, era stato incoronato con il Nobel per la Letteratura, affermava “Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”. L’adrenalina del gioco, l’esultanza dopo il gol, l’unicità della squadra, la complicità tra compagni sono i denominatori che accomunano generazioni di uomini che nel calcio non vedono un semplice passatempo ma una forma artistica, una sorta di magia.
L’uomo ha sempre giocato a calcio sin dai tempi antichi; la prima vera e propria partita fu giocata nell’Ottocento, quando lo scopo principale divenne quello di indirizzare la palla in una zona delimitata del campo, conosciuta come “porta”. Ma facciamo un piccolo salto nel passato, un viaggio nel tempo, nei meandri della storia di questo grande sport… Viaggiando con la nostra immaginazione fino al lontano Giappone: è proprio qui che nasce la prima vera forma di calcio, dove risulta si giocasse il Kemari, tuttora praticato. ll calcio ai tempi dell’impero romano era conosciuto con il nome di Harapastrrum (letteralmente “stoppare con forza”). In un primo momento vi era la formazione di due squadre che si affrontavano in un campo rettangolare, successivamente si dava inizio al gioco il cui scopo era quello di riuscire a poggiare la palla sulla linea di fondo del campo avversario. Nel Medioevo, le partite di calcio erano svolte, soprattutto, per affermare la supremazia tra villaggi limitrofi. Differente era, invece, lo scopo del calcio fiorentino, che era noto più che altro come uno scontro tra partiti. politici. Il calcio si è evoluto diventando lo sport più praticato in tutto il mondo. Come la sua tipologia di gioco, anche il suo valore è cambiato nel tempo; la passione dei giocatori,tuttavia, è rimasta immutata. Attualmente il giocatore ha perso la sua vera identità come uomo libero e pensante e ha assunto un semplice valore di mercato, dotato di un cartellino e di un prezzo. Tutto ruota attorno ad un tavolo al quale siedono i rappresentanti delle società per discutere sulla compravendita dei calciatori. I grandi imprenditori,risultati immuni alla crisi economica che ci affligge, hanno focalizzato la loro attenzione nel valorizzare le potenzialità calcistiche dell’individuo, mettendo in secondo piano il suo “essere umano”, ponendolo al centro di un meccanismo basato sul business.
Dirigere una squadra di calcio è diventato un vero e proprio investimento; è noto, di fatto, che l’economia di alcuni Paesi riesce a progredire grazie all’apporto economico delle società calcistiche. Sin da piccoli, il sogno di molti bambini è quello di diventare calciatori famosi per seguire, forse, le orme dei “bad boys” che hanno segnato e, continueranno a segnare, la storia del calcio mondiale. Molti dei volti talentuosi in campo non vantano di un altrettanta buona nomina per quanto riguarda l’etica e la vita privata; dietro ai loro gol, infatti, si celano scandali, rivelandosi fuori dal campo non oggetto di ammirazione, bensì vittime di critiche e gossip sulle prime pagine dei settimanali scandalistici.
Tra le grandi bandiere dei calcio ricordiamo colui che non ha mai perso l’occasione di far parlare di sé: Diego Armando Maradona. Potremmo sfidare chiunque a dire di non aver mai sentito parlare di una delle tante vicende che hanno ruotato, e continuano tuttora a farlo, attorno alla figura del grande calciatore. La vita del celebre campione non è sempre stata semplice, come molti credono; anche lui ha dovuto superare grandi ostacoli nel corso della sua vita ma, soprattutto, ha dovuto lottare contro il suo demone più grande che lo ha accompagnato per un periodo della sua esistenza: la cocaina. Questo “piccolo” vizio costò caro alla carriera del “Pibe de Oro”, così chiamato dai suoi tifosi: Diego fu squalificato per 15 mesi dai campi di calcio e, successivamente, fu arrestato per uso di droga. I “cattivi ragazzi” nel mondo del calcio, però, ci sono ancora; basti pensare alla figura di Mario Balotelli. Il noto calciatore italiano di origine ghanese ne ha combinate di diverse: dalle risse con il suo allenatore a quelle con i giocatori avversari e alle innumerevoli “scappatelle” amorose che hanno marcato il suo conto; non vanta, al di fuori del campo, di una “pagella” degna di nota.
Non si deve, però, puntare il dito sempre contro i giocatori ignorando l’altra faccia della medaglia. Al giorno d’oggi, i calciatori sono sottoposti ad un grande stress mediatico che li vede nel mirino di numerosi giornalisti in cerca di scandali e procuratori che scalpitano dalla voglia di fare affari. La vita del calciatore non è affatto facile; spesso e volentieri i più deboli non riescono a sopportare tutte le fatiche e i compromessi che fanno parte del gioco. Molte volte si sentono accettati e venerati per la loro figura calcistica e non per la loro persona Ecco perché diverse volte si è sentito parlare di giocatori caduti in depressione; alcuni riescono a scaricare la tensione della loro vita privata in campo, vedendolo come valvola di sfogo e come modo per sentirsi liberi e se stessa, altri ai contrario, cercano aiuto in soluzioni diverse, spesso pericolose, come quella descritta in precedenza.
I calciatori, pertanto, sono “ uomini pedina” o sono anch’essi dotati di sentimenti e sensazioni?
Generalmente, si tende a soffermarsi sulla bravura tecnica degli atleti, ma qualcuno ci pensa mai alle loro sensazioni, al loro bramoso desiderio di sentirsi acclamare dal pubblico che sfocia, molte volte, nella voglia di voler fare sempre meglio con l’obiettivo di sorprendere e di stravolgere tutti i pronostici. In realtà, anche loro, come tutti gli esseri umani, sono dotati di sentimenti e adrenalina che scorre nelle vene; la vibra positiva che intercorre nelle cellule nervose dei nostri campioni può consentire di segnare quel gol che potrebbe arricchire la storia del calcio.
Nonostante lo scorrere inesorabile del tempo e i dovuti cambiamenti epocali, quando si allena la mente a emettere vibrazioni positive nell’Universo, questo attrarrà ciò che si desidera e, in quel preciso momento, i sacrifici e la devozione che uno sport come il calcio comporta, verranno finalmente ripagati.
Partecipare è ancora possibile: le scuole interessate potranno consultare facilmente il regolamento dell’iniziativa all’indirizzo web www.taras706ac.it/progetto-scuole. Per richiedere maggiori informazioni, inoltre, è possibile telefonare al numero 3280068916 o scrivere una e-mail all’indirizzo progetto-scuole@fondazionetaras.it
Traccia da sviluppare per la prossima partita casalinga, sia per le scuole secondarie di primo grado che per le scuole secondarie di secondo grado:
Da alcuni anni, in Italia e in Europa, si assiste a un cambiamento dei modelli di gestione delle società di calcio. I tifosi, attraverso i cosiddetti “supporters’ trust”, entrano a far parte della vita dell’azienda, partecipano alla sua gestione e possono incidere sulle scelte che riguardano il suo futuro. Qualche giorno fa si sono tenute le elezioni del consiglio direttivo dell’Associazione di Promozione Sociale “Fondazione Taras 706 a.C.”: semplici tifosi si sono candidati per dare il proprio contributo per il bene del Taranto.
Perché, a tuo avviso, è positivo che le società di calcio si aprano alla partecipazione attiva dei tifosi?
Consegna prossimi elaborati:
Mercoledì 16.03.2016 (in vista di Taranto – Aprilia del 20.03.2016) presso la sede del Taranto FC 1927, a Taranto, in via Principe Amedeo n°8 dalle ore 16 alle ore 19.

