Andrea Carbotti è lo studente primo classificato della sesta settimana del concorso letterario “Il nostro Taranto“, iniziativa inserita nel progetto “UN FUTURO ROSSOBLU: Scuola e Formazione” che la Fondazione Taras e il Taranto FC 1927 hanno realizzato con le scuole medie e superiori di Taranto e provincia.
Il concorso letterario, aperto a tutte le scuole medie e superiori che vorranno aderire, si ripete tutte le domeniche in cui il Taranto scende in campo allo Iacovone.

TRACCIA: Sono tanti i “bad boys” che hanno segnato la storia del calcio mondiale. Da George Best a Paul Gascoigne, da Maradona a Eric Cantona, sino a giungere a Wayne Rooney e Mario Balotelli: si tratta di talenti indiscussi, che hanno fatto parlare di sé anche a causa della loro vita privata, spesso caratterizzata da grande fragilità e sregolatezza; campioni che, a un certo punto, sembrano inadatti a reggere le grandi pressioni che il loro ruolo comporta. Quanto costa, a tuo avviso, essere una star del calcio? A quali forme di stress (personale, familiare, lavorativo) e a quali pressioni (economiche, pubblicitarie, comunicative) deve resistere un grande campione?
AUTRICE TEMA PRIMO CLASSIFICATO – SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO: Andrea Carbotti – I.C. “A. Manzoni” – Classe 3^D
Linguacce, cartellini, sbronze e donne in quantità, sono solo alcune delle marachelle che in genere caratterizzano quel tipo di calciatori etichettati sin dal principio come bad boys, giovani teste calde dotate d’immenso talento ma prive di buon senso. Prima di iniziare a parlare degli inguaribili giullari del rettangolo verde occorre fare una distinzione tra loro. Infatti, mentre alcuni, nonostante tutto sono riusciti a fare carriera nel calcio che conta e a guadagnarsi un posto da titolare magari in qualche top club in giro per l’Europa, c’è chi per la troppa esuberanza e perseveranza a combinare guai è finito male o quasi.
Uno dei primi talenti dispersi ad aver calcato i terreni di gioco più importanti del panorama calcistico internazionale fu senz’altro George Best, il quinto Beatles, icona del calcio d’oltremanica degli anni ’60: vinse tutto con il suo mitico United, ma fuori dal terreno di gioco amava decisamente girare tra una donna e l’altra. The Best bevve molto sino a decollare in picchiata nel 2005, dopo aver consigliato a tutti di non imitarlo, a dimostrazione della sua fragilità. Ai posteri l’ardua sentenza. A raccogliere l’eredità di Best, allo United, prima squadra europea per numero di teste calde tesserate, arrivò qualche anno più in là Eric Cantona, il principe dell’impulso, a dominare sulla fascia dei Red Devils. Tra le sue innumerevoli gesta, la più degna di nota è il calcio, da vero karateka, sferrato a un tifoso reo di averlo insultato.
La lista non termina qui, anzi, potrei continuare all’infinito, ma per non seccarvi a morte, preferisco citare solo qualche altro calciatore, ricordato come testa calda dall’immaginario collettivo nel corso degli anni. Mi riferisco a talenti indiscussi come Diego Maradona, reo di aver avuto contatti con esponenti della camorra
nell’esperienza partenopea, Mario Balotelli, funambolo dai capelli di giada, che nel tempo libero si divertiva a lanciare freccette contro i ragazzi della primavera dell’Inter, per non parlare del Cabezon bianconero Omar Sivori, vincitore della 6° edizione del Pallone D’oro, celebre per aver polemizzato con aggiunta d’insulti contro l’arbitro di ferro Concetto Lo Bello. A mio avviso, a volte essere una star del calcio, significa saper reggere ogni tipo di pressione, specialmente quella mediatica. Il segreto è essere consapevole, specialmente al giorno d’oggi, che militare in un top club comporta a troppe pressioni di ogni genere, come paparazzi, donne, scoop e critiche che, specialmente nei giovani, non aiutano.
Inoltre la stampa e le televisioni forse per aumentare l’audience, tendono a punzecchiare e provocare i calciatori dal brutto carattere, magari con una situazione familiare complessa alle spalle, sfoderando il cerbero che dorme seppellito a loro interno, atteggiamento del tutto sbagliato. In conclusione, anche se considerati le pecore nere della classe dei calciatori, i bad boys, nel bene o nel male, fanno parte del calcio e, se non ci fossero (cosa pressoché impossibile) bisognerebbe inventarli!
Partecipare è ancora possibile: le scuole interessate potranno consultare facilmente il regolamento dell’iniziativa all’indirizzo web www.taras706ac.it/progetto-scuole. Per richiedere maggiori informazioni, inoltre, è possibile telefonare al numero 3280068916 o scrivere una e-mail all’indirizzo progetto-scuole@fondazionetaras.it
Traccia da sviluppare per la prossima partita casalinga, sia per le scuole secondarie di primo grado che per le scuole secondarie di secondo grado:
Da alcuni anni, in Italia e in Europa, si assiste a un cambiamento dei modelli di gestione delle società di calcio. I tifosi, attraverso i cosiddetti “supporters’ trust”, entrano a far parte della vita dell’azienda, partecipano alla sua gestione e possono incidere sulle scelte che riguardano il suo futuro. Qualche giorno fa si sono tenute le elezioni del consiglio direttivo dell’Associazione di Promozione Sociale “Fondazione Taras 706 a.C.”: semplici tifosi si sono candidati per dare il proprio contributo per il bene del Taranto.
Perché, a tuo avviso, è positivo che le società di calcio si aprano alla partecipazione attiva dei tifosi?
Consegna prossimi elaborati:
Mercoledì 16.03.2016 (in vista di Taranto – Aprilia del 20.03.2016) presso la sede del Taranto FC 1927, a Taranto, in via Principe Amedeo n°8 dalle ore 16 alle ore 19.

