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I tre punti di vista: 9^ giornata

Taranto – Fondi

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1) Il Taranto: Inutile scomodare storia e almanacchi rossoblù. La tradizione di cambiare allenatore dopo pochissime giornate è sempre stata una specialità della casa.
Siamo fatti così. Ci stanchiamo subito.
Da Viciani a Mazzetti a Becchetti, Veneranda, Viviani e Fabio Brini passando per Eziolino Capuano e Braglia . Da Maiuri a Cazzarò. Ottenendo quasi mai risultati importanti se non qualche risicata salvezza o sofferte promozioni come quella del 2006 in C1 , anno in cui (e la cosa fa sorridere) proprio Papagni sostituì Raimondo Marino.
Questa volta è lo stesso Papagni a “rimanere sotto”.
Le cause sono molteplici. Le abbiamo ribadite più volte. Non credo però sia solo frutto di quel gioco “diversamente gradevole” che parte della piazza non apprezzava. Neppure dell’assenza di due, dei soli tre di ruolo ed arruolabili con i quali abbiamo pericolosamente iniziato il campionato, difensori.
Si può ipotizzare che la Dott.ssa Zelatore abbia percepito nell’aria qualcosa di poco edificante per proseguire il lavoro col mister di Bisceglie sostituendolo con Prosperi. Sono quelle sensazioni in cui le donne non hanno rivali.
A dire il vero, per fortuna, non si è passati da Nereo Rocco a Zeman. Non abbiamo stravolto la storia. Il passaggio è stato indolore. Anzi quasi piacevole. Il sostituto è “uno dei nostri”. Era nell’armadio di casa.
Fabio Prosperi, viso giovane e spregiudicato, con tanto di storia recente rossoblù alle spalle. Uomo immagine, anima dello spogliatoio, simbolo, che si trova improvvisamente nel calcio che conta essendo al posto giusto nel momento giusto. Auguri.

2) L’avversario: Unicusano Fondi.
Allo stato attuale se si esclude il punto di penalizzazione ha gli stessi numeri del Taranto: 9 punti, 2 vinte, 3 nulle e 3 sconfitte. La considero una squadra con margini di miglioramento importanti tali da poter essere presente stabilmente sulla parte sinistra della classifica. Anche quando ha perso le gare non è mai stata in balia degli avversari, vedi domenica scorsa contro il Cosenza in casa, quando anche il pareggio sarebbe stata un’ingiustizia.
Sarà una gara particolare. Oltre all’esordio di Prosperi, ci sarà l’intrigante curiosità di vedere come il neo Mister piazzerà la squadra in campo considerando assenze e presenze ancora “precarie”.
Bisognerà essere bravi, pubblico compreso, ad evitare di raccogliere le provocazioni lanciate in settimana da Pochesci , che nell’occasione non ha mostrato grande eleganza. Sarà una di quelle gare, in cui prevarrà più l’approccio psicologico/motivazionale che l’aspetto tecnico , per i motivi che sappiamo.

3) Il modulo: Il Fondi adotta principalmente il 4-3-3 , schema che mi attendo a Taranto, anche se ci sono state tracce di 4-4-2 (a Melfi) o 3-4-3 (a Monopoli). In porta un portiere di assoluto affidamento come Baiocco. Dietro, sui lati, a destra capitan Galasso di personalità, fisicità e gamba; a sinistra Squillace, mancino molto temibile.
In mezzo il distratto e falloso Signorini fa coppia con l’ultimo arrivato e affidabile Fissore.
A centrocampo dovrebbe rientrare l’ottimo Bombagi, un calciatore che insieme a De Martino (in mezzo), dà qualità, equilibrio e spessore nella parte nevralgica del campo. L’altra maglia da interno se la contendono i giovani D’Angelo e Varone con leggero vantaggio per quest’ultimo.
I tre in avanti sono tutti temibili per mobilità, colpi e classe. Il piccolo ma esplosivo e temibile Tiscione cambia spesso posizione con Albadoro e il generoso Calderini che preferisce cominciare alto a sinistra. Il fisico Iadaresta come sempre , pronto in panchina nel caso del bisogno.
Buon Taranto a tutti,
Angelo Briganti.


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