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I tre punti di vista: 11^ giornata

Taranto – Messina

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1. Ricordiamo tutti la diatriba Totti/Spalletti che fece tanto discutere tifosi e media per molti giorni. È proprio attraverso le decisioni forti corredate anche da spiegazioni plausibili che un allenatore diventa protagonista nel bene o nel male. Il rischio è altissimo ma è l’occasione propizia per avere in pugno squadra e ambiente. Per il bene di tutti. Facendo le dovute proporzioni la decisione forte di Prosperi riguardo l’esclusione di Stendardo ha ricordato esattamente l’episodio di Roma. Paradossalmente, quindi, sono proprio questi gli episodi di difficile gestione, lì dove vengono risolti, che poi determinano ruoli ben definiti. Forse avevamo tutti bisogno di una stabilità dal punto di vista decisionale. Ci tranquillizza. Bravo Prosperi. Bravissimo Stendardo. Ho volutamente esordire con questa metafora perché sono questi gli elementi sui quali dobbiamo puntare per arrivare alla meta. Se è vero che non abbiamo un gruppo di calciatori eccellenti, ci piace pensare che avendo almeno un gruppo di professionisti seri, almeno per quest’anno, possiamo puntare alla salvezza. Intanto domenica prossima c’è una gara vera: Taranto-Messina non ha bisogno di tanti commenti. Basta guardare vecchie immagini come ad esempio quelle del campionato vinto insieme ai Peloritani nella stagione 1985/86. Soprattutto, basta vedere gli stadi sempre pieni.

2. L’avversario: il Messina. Lo dice la parola stessa, fa venire i brividi. Nel pieno degli anni ’80 è stato l’Avversario per antonomasia, che però non incontriamo dal 1991/92 (in B), ma che sentiamo faccia parte della nostra storia per svariate ragioni. Impossibile dimenticare gare epiche in C, come quella dei campionati vincenti, 83/84 (2-0 doppietta di Carrer) e 85/86 (2-1 Maiellaro e Paolucci). Gare tiratissime e piene di emozioni che ancora affiorano nella mente dopo un trentennio. Dal punto di vista emozionale per i vecchi tifosi sarà una gara particolare. L’attuale Messina si presenta a Taranto nel suo miglior momento psicofisico. Il neo-mister Lucarelli giunto da una decina di giorni, specializzato in ambienti di mare e passionali, grazie anche a due vittorie in altrettante gare ufficiali, ha ribaltato umori e velleità. L’allenatore ha toccato le corde giuste al momento giusto. Anche per lui il fattore novità e l’entusiamo della piazza si esauriranno. Non sono piazze pronte per fare calcio con equilibrio.

3. Il modulo: Lucarelli, così come il suo predecessore Marra, propone un didattico 4-3-3, modulo oggettivamente più adatto alle caratteristiche dei calciatori principali, come ad esempio il recuperato e neo-capitano Musacci, al quale Lucarelli ha affidato chiavi del campo e dello spogliatoio. A Taranto probabilmente si rivedrà lo stesso 11 che ha steso la Casertana in casa, con la sola variante del rientrante Pozzebon che riprenderà la sua maglia al posto di Ferri o Madonia. In porta quindi il sicuro Berardi con i due centrali, esperti ma lenti, Rea e Maccarrone. Bisogna fare molta attenzione sulle palle alte. Sui lati, bassi a destra il neoacquisto Grifoni, adattato per l’occasione, e il mancino De Vito a sinistra. Centrocampo a tre, orchestrato in mezzo dal capitano, compassato ma oramai maturo, Musacci. Accanto al capitano, sul centrosinistra, un’altra vecchia conoscenza del calcio nostrano: Manuel Mancini. Un centrocampista lento ma molto apprezzato dalle nostre parti per tecnica e disponibilità tattica. Questi due calciatori, ma questa è una curiosità, furono presenti da avversari nella “famosa” partita Taranto-Massese del 2007, che portò in seguito tante sciagure agli jonici. Sul centrodestra agisce invece il dinamico Foresta. Il trio d’attacco è la zona che in questo momento è la più tonica e vivace. L’assenza di Pozzebon contro la Casertana ha costretto Lucarelli a giocare con tre punte mobili e votate più alle ripartenze. La gara ha preso poi una piega tale da esaltarne le doti, per cui i tre davanti sono risultati i calciatori decisivi. Quindi il ritorno di Pozzebon costringerà Lucarelli a mettere in panca uno tra Ferri e Madonia. L’estroso Milinkovic, sul quale bisogna fare molta attenzione, sarà probabilmente il terzo attaccante che varierà in corsa posizioni e strategie.

Buon Taranto a tutti
A.B.


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