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ALL’ULTIMO RESPIRO | TARANTO – GALLIPOLI 3-2

TARANTO – GALLIPOLI 3-2 – Partiamo dalla fine. Sullo Iacovone una cappa di depressione. Si rivede il film della beffa dell’andata. L’arbitro ha già dato il recupero: si traccheggia anche dopo una gara dominata. Pallone lanciato in area, Gabrielloni, portiere, Gabrielloni, gol? Occhi sbarrati. Bocca aperta. Fiato corto. Cinque secondi di panico. Si pensa prima a vedere l’arbitro. E’ gol. Goooooool. Il Taranto riconquista i tre punti dopo averli letteralmente buttati via. Goooooool. Taranto in vantaggio. Gooooool. All’ultimo respiro. Non si batte nemmeno più. Non c’è più tempo. Il Taranto vince contro il Gallipoli. Meritatamente.

IL PROFUMO DELLO IACOVONE – Un match che avrebbe dovuto giocarsi in notturna. Poi il dietro front. Nonostante tutto (e il tempo incerto) saranno in quattromila ad affollare i gradoni dello Iacovone. La cornice di pubblico regala spettacolo. La Nord si presenta in grande spolvero con i bandieroni dei principali gruppi e qualche fumogeno. In gradinata i Supporters con lo striscione rovesciato per solidarietà per i tifosi ospiti assenti per… forse… perché… ehmmm… mah. Solo 70 chilometri dividono le due città dello Ionio. All’andata la partita è stata anche tesa e, nonostante la massiccia presenza rossoblu, non c’è stato nulla da segnalare. Quest’ennesima restrizione rende la Sud tristemente spoglia e il calcio locale sempre più povero.

IL MATCH – C’è D’Avanzo dal primo minuto. Inizia Gabrielloni a riscaldare i guantoni dell’ex portiere ospite. Poi Tocca a D’Avanzo, Ibojo di testa che sfiora il vantaggio. Il Magico è costantemente in attacco. Il Gallipoli cerca di arginare le folate rossoblu anche con qualche provocazione di troppo, lasciata passare dall’arbitro. Di nuovo Gabrielloni, poi Porcino, di nuovo Gabrielloni… intanto la Nord inaugura un coro strepitoso che durerà per tutto il primo tempo “Te lo dico con la voce, con il cuore… Taranto sei la mia vita”. Applausi in campo e sugli spalti. Una rasoiata di Genchi a fil di palo fa saltare lo Iacovone ma il risultato resta inchiodato sulle reti bianche.

IL RITORNO DI MIGNOGNA – Secondo tempo. Cambia il match. Letteralmente. Vaccaro prende il posto di Ibojo e Battistini inserisce la trazione anteriore. Russo si fa espellere dalla panchina per proteste. Il rientro di Mignogna, poi, regala spettacolo a scena aperta. Genchi è uno show palla al piede, si libera con una facilità disarmante di due difensori salentini e inventa un piattone di destro a Mignogna che bagna il rientro con un gol. Taranto in vantaggio. Mignogna esulta e si becca il giallo. Le lancette si muovono appena e la scena si ribalta: inventa Mignogna che pizzica in area Genchi che di testa realizza il suo 18° gol stagionale e porta al meritato raddoppio i rossoblu. Anche il bomber per esultare si toglie la “sacra sindone”: giallo e squalifica certa contro l’Arzanese.

Lo Iacovone si trasforma in bolgia. Giglio subentra al bomber e fa anche in tempo a mangiarsi di testa il terzo gol.

15 MINUTI DI FOLLIA  Entra in campo Mangiapane, allenatore/giocatore dei giallorossi. La sua squadra conquista una punizione dal limite. Ma l’esperto centrocampista ha il tritolo sul destro. Parte un tiraccio che colpisce la traversa. Mirarco respinge senza convinzione e il Gallipoli accorcia con Negro. Il Taranto trema. Il Gallipoli imperversa. Passano solo tre minuti e il Magico fa la frittata. Si vede dal corner, letteralmente regalato agli ospiti. Sulla lunetta ancora Mangiapane: sugli sviluppi di un tiro teso e centrale la difesa rossoblu cicca e i giallorossi pareggiano. Una mazzata senza precedenti. Uno schiaffo in faccia a qualsivoglia sogno di gloria. Una frustrazione senza precedenti dopo una partita dominata.

Il Magico, come l’araba fenice, risorge dalle sue ceneri. Il resto è storia di urla, coronarie in frantumi, infarti e trattati di cardiologia. In fondo, se fossimo esseri raziocinanti, saremmo tifosi del Taranto?


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