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Conferme e rimonte in serie D girone H – Prima parte

Giunti al giro di boa del campionato è il caso di verificare, analizzando i precedenti tornei di serie D – girone H, le possibilità concrete di vittoria finale del campione d’inverno, o quelle di rimonta per chi è attardato. Negli ultimi 14 campionati, sembra che le possibilità siano concrete per entrambe le eventualità, ma, soprattutto, per chi è campione d’inverno al termine dell’ andata.

Vediamo cos’è accaduto al termine dei gironi di andata degli ultimi 14 campionati di D – girone – H.

Negli ultimi 14 campionati di D –girone H, 9 volte la squadra campione d’inverno ha poi vinto il campionato: Le 9 “conferme” sono state ottenute da:

–  Il Brindisi nel 2001-02 chiuse l’andata a 33 punti, con +4 sulla Sangiuseppese (2^ a 29 punti), +5 su Melfi e + 6 Grottaglie, Rutigliano e Angri. Prese la testa della classifica solitaria alla 13^ di andata e chiuse il torneo (64 punti) con un vantaggio di 4 punti sul Rutigliano e 8 sul Grottaglie. Angri (-17), Melfi (-20) e Sangiuseppese (-15) crollarono nel ritorno;

–   Il Melfi nel 2002-03, con 33 punti alla fine dell’andata, aveva 1 punto di vantaggio sul Matera, 4 sul Rutigliano e 5 su Manduria e Noicattaro. Prese la testa della classifica solitaria alla quarta giornata e chiuse davanti a tutti (62 punti) con un vantaggio di 4 punti su Manduria e Matera, di 8 sul Rutigliano, mentre il Noicattaro crollò a -12;

–  Il Gallipoli 2004-05, con 41 punti alla fine dell’andata, aveva 6 punti di vantaggio sulla 2^, il Val di Sangro e ben 10 sul Celano (3°). Prese la testa della classifica solitaria all’8^ giornata e chiuse davanti a tutti (74 punti) con un vantaggio di 6 punti sul Val di Sangro. Il Celano mollò al ritorno che chiuse a -22;

– La Paganese nel 2005-06, chiuse l’andata con 38 punti, 4 in più della Scafatese e +5 sulla Sibilla Cumana. Prese la testa della classifica solitaria alla seconda giornata e chiuse davanti a tutti (77 punti) con un vantaggio di ben 15 punti sulla seconda, il Monopoli (a -13 all’andata) e a +22 su Scafatese e Sibilla Cumana, crollate vistosamente nel ritorno;

–  Il Brindisi 2008-09, chiuse l’andata con 44 punti a + 8 sulla Nocerina e +12 sul Pomigliano. Prese la testa della classifica solitaria alla quinta giornata e chiuse davanti a tutti (70 punti), con un vantaggio di 9 punti sulla Nocerina (chiuse a quota 61), di 10 punti sul Pianura (a -13 all’andata), mentre il Pomigliano mollò nel ritorno chiudendo a 14 lunghezze dai brindisini ;

–  Il Neapolis che nel 2009-10 fu campione d’inverno con 40 punti e con un vantaggio sulle seconde Forza e Coraggio BN, Pianura e Sant’Antonio Abate di 3 punti. Fu un campionato molto combattuto con sorpassi e controsorpassi tra le rivali, ma alla fine il Neapolis staccò tutti alla 28^ giornata (a 10 partite dal termine; il girone era a 19 squadre) e chiuse in 1^ posizione (79 punti) con 9 punti di vantaggio sul Pianura, 10 sul V. Casarano (-8 all’andata), mentre Forza e Coraggio BN e Sant’Antonio Abate crollarono nel ritorno chiudendo staccate di 16 e 18 punti;

–  L’Arzanese nel 2010-11 laureatosi campione d’inverno con 37 punti e con un vantaggio di 4 lunghezze sul Gaeta e di 6 su Nardò e Casarano. Prese la testa della classifica solitaria alla quarta giornata e chiuse davanti a tutti (71 punti) con un vantaggio di 2 punti sul Pomigliano (a -10 al termine dell’andata), di 4 sul Gaeta, di 9 sul Nardò e di ben 15 sul V. Casarano;

–  L’Ischia 2012-13 (43 punti), in vantaggio al termine dell’andata di 6 punti sul Gladiator, di 8 sul Bisceglie e di 9 sul Matera. Prese la testa della classifica solitaria alla 14^ giornata e chiuse davanti a tutti (punteggio record di 86 punti) con un vantaggio di 16 punti sul Matera, di 18 sul Gladiator e di 30 sul Bisceglie, superato quest’ultimo anche dal Monos Polis (62 punti e a -11 all’andata);

–   La Fidelis  Andria 2014-15 (42 punti), con +5 sulla seconda, il Potenza (37 punti), poi +11 su Bisceglie e Taranto al termine dell’andata. Prese la testa della classifica solitaria alla nona giornata e chiuse davanti a tutti (74 punti) con un vantaggio di 5 punti sul Taranto, di 7 sul Potenza, e di 12 sul Bisceglie.

Dei 9 campioni d’inverno che si confermarono in primavera, 5 di loro (Brindisi 2001-02, Melfi 2002-03, Paganese 2005-06, Neapolis 2009-10 e Arzanese 2010-11) avevano un margine di vantaggio sulla 2^ al termine dell’andata compreso tra 1 e 4 punti. Uno solo (Brindisi 2001-02) lo mantenne a fine campionato, mentre gli altri tre lo dilatarono nel ritorno (Melfi 2002-03, +4 sulla 2^), (Paganese nel 2005-06, + 15 sulla 2^), (Neapolis 2009-10, +9 sulla seconda). Solo l’Arzanese vide ridursi il distacco finale, +2, sulla seconda (Pomigliano) autrice di una rimonta imperiosa, ma infruttuosa, poiché riuscì a recuperare solo 8 dei 10 punti di ritardo accumulati al termine dell’andata. Gli altri 4 campioni d’inverno avevano, invece, al termine dell’andata un vantaggio più ampio o, in alcuni casi, molto più rassicurante:

Il Gallipoli nel 2004-05 aveva 6 punti di vantaggio all’andata sulla 2^ che rimasero tali a fine torneo;

Il Brindisi 2008-09, aveva un vantaggio di ben 8 punti sulla 2^ che poi a fine torneo salirono a 9;

L’Ischia nel 2012-13, aveva un vantaggio di 6 punti sulla 2^ che divennero 18 al termine del torneo (chiuse terza), mentre i 9 punti sulla terza all’andata si dilatarono fino a 16 (chiuse 2^);

La Fidelis Andria, nel 2014-15, conservò il suo vantaggio di 5 punti sulla 2^ dell’andata anche a fine torneo, solo che cambiò il nome della seconda: Il Taranto, che dopo aver chiuso l’andata a -11 dagli andriesi, nel ritorno riuscì a recuperare solo 6 punti, mentre il Potenza che chiuse a -5 dalla prima al termine dell’andata, perse altri 2 punti dalla battistrada chiudendo a -7 al termine del torneo.

Le 9 squadre che si confermarono al 1° posto a fine campionato hanno ottenuto nel ritorno e in totale questi punteggi: dal minimo di 26 (Brindisi nel 2006-07, totale 70 punti), ai 29 del Melfi nel 2002-03  (totale 62 punti), ai 31  del Brindisi nel 2001-02 (totale 64 punti), ai 32 della Fidelis Andria nel 2014-15 (totale 74 punti), ai 33 del Gallipoli nel 2004-05 (totale 74 punti), ai 34 dell’Arzanese nel 2010-11 (con punteggio totale di 71 punti), ai 39 di, rispettivamente, Paganese nel 2005-06 (totale di 77 punti) e Neapolis nel 2009-10, totale 79 punti) a un massimo di 43 (Ischia nel 2012-13, con 86 punti totali). La media punti nel ritorno in questi 9 casi è stata di 34 punti, mentre quella del punteggio totale è stata di 73 punti.

Nel girone di ritorno, quindi,  quasi sempre ci sono state “ frenate”  fisiologiche dei campioni d’inverno che non hanno pregiudicato la vittoria finale, grazie, soprattutto, ai vantaggi rassicuranti ottenuti al termine dell’andata e alla pochezza delle rivali; invece, nei due tornei più combattuti (2005-06 e 2009-10)  il campione d’inverno per vincere il campionato ha dovuto mantenere lo stesso ritmo o migliorarsi di poco, mentre solo l’Ischia 2012-13 nonostante il vantaggio rassicurante, +7 al termine dell’andata, mantenne lo stesso ritmo anche al ritorno.

Quindi per chi chiude al 1° posto il girone d’andata, un buon vantaggio sulla(e) inseguitrice (i) da mantenere in funzione del raggiungimento della vittoria finale è quasi sempre superiore ai 4 punti. Infatti, nei 5 campionati nei quali il vantaggio del campione d’inverno sulle rivali è stato superiore a 4 punti, (5, 6 e 8) si vince il torneo in 4 casi su 5. L’unica eccezione è da ascrivere al torneo 2007-08, nel quale un vantaggio di 7 punti sulla terza classificata di allora, il San Felice Normanna, non fu sufficiente per vincere il campionato.

Nei restanti 9 campionati nei quali il vantaggio del campione d’inverno sulla seconda è stato pari o inferiore a 4 punti, si vince il torneo in 5 casi ma lo si perde negli altri 4.

Una situazione simile a quella di quest’anno, cioè con il campione d’inverno a +1 sulla seconda e a più 6 sulle seste classificate, si registrò nel campionato 2002-03 e in quell’occasione il Melfi campione d’inverno, piazzò la fuga decisiva proprio nelle prime giornate di ritorno, mentre le rivali nelle stesse giornate incapparono in battute d’arresto che resero lo svantaggio incolmabile.

Complessivamente, perciò, chi vince il titolo di campione d’inverno ha il 64% di possibilità di vittoria finale, (9 casi favorevoli su 14), ma l’altro 36% di probabilità di vittoria finale per una delle inseguitrici, non fa dormire sonni tranquilli come vedremo nella seconda parte della trattazione.