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RIAPRIAMO LO STADIO!

Riaprite lo stadio! Dobbiamo ripeterlo come un mantra, in modo ossessivo, ogni secondo finché non decideranno di riaprirlo. Dobbiamo dimostrare che Taranto sa compattarsi di fronte alle ingiustizie. Perché di profonda ingiustizia si tratta. Troppo facile gettare la croce addosso a chi ha lanciato i petardi a Policoro. Certo potevano risparmiarci la bravata. Ma non si può chiudere uno stadio per dei petardi quando poi mille tifosi si spostano in trasferta senza creare alcun problema di ordine pubblico e ravvivando la giornata di uno stadio piccolo e triste come quello del Real Metapontino. A Vico domenica siamo stati ancora più bravi. Nessuna esplosione. Soltanto cori e applausi. Abbiamo dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, di non essere quella tifoseria insubordinata, provocatrice e violenta come invece vogliono farci passare, ma di essere una tifoseria di prima classe.

C’è un danno di immagine nella chiusura dello Iacovone, visto che la gara con il Manfredonia andrà in diretta nazionale su RaiSport e, se il ricorso verrà respinto, i telespettatori di tutta Italia vedranno uno stadio vuoto e una tifoseria bandita ancora una volta dalla propria casa. C’è anche un danno economico per una società che sta facendo sacrifici inimmaginabili per tirare avanti la carretta e ridare dignità al calcio tarantino e che ha bisogno come il pane di un incasso in un anticipo televisivo che viene dopo la vittoria di Vico e l’avvicinamento a un solo punto dalla vetta.

Riaprite lo stadio senza se e senza ma. Non intendo cedere su questo punto. Sono anche disposto a indossare il cappello a tesa larga alla Johnny Depp e il cappotto rosso alla Adrien Brody sfoggiati dal presidente Nardoni a fine gara. Sabato lo Iacovone deve essere aperto al pubblico. Altrimenti davvero questo calcio fa ‘skyfo’. Altrimenti davvero questo è il calcio dei potenti, di quelli che scommettono e poi vengono assolti dal Tnas o di quelli per cui vengono riscritte ad hoc regole e sentenze soltanto perché su Sky la domenica successiva c’è il derby e non si può andare in onda con la curva chiusa.

Sono contento che per una volta la società sia determinata a combattere. Dobbiamo essere tutti al suo fianco senza distinguo, senza i ‘però’  o i ‘ma forse’ o gli ‘in fondo’ che tiriamo fuori in questi casi. I tarantini fanno fatica a essere uniti. Hanno un istinto primordiale a contrapporsi e a sfilacciarsi, perdendosi nei dettagli o in inutili cavilli. Dopo la pubblicazione della decisione di chiudere lo stadio molti se la sono presa con chi aveva lanciato i petardi. Invece bisognava gridare con una sola voce: “Giudice sportivo, vergogna!”.

Il Taranto che a inizio campionato zoppicava ora corre. Stiamogli accanto, coccoliamolo, non perdiamolo mai di vista. Può darsi che sia l’anno giusto. Il calendario del 2014 è esattamente uguale a quello del 1986. Vi ricordate cosa accadde nel 1986? Andammo in B con il Messina. Crediamoci. Non dobbiamo aver paura di crederci. Tanto ormai le spalle larghe per sopportare eventuali delusioni le abbiamo.

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.