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TORNA IL SORRISO

La doppia trasferta affrontata nelle ultime due settimane porta in dote tre punti pesantissimi, conquistati nel difficile e vittorioso derby di Foggia, che ha fatto seguito alla dolorosa sconfitta in terra campana contro la sorpresa Gladiator.

Il bilancio è dunque positivo, perché l’obiettivo dichiarato del gruppo guidato da mister Pettinicchio era quello di non tornare a casa dal doppio turno esterno a mani vuote. La classifica soprattutto, ma anche il morale della truppa beneficiano di un successo, quello del derby, che possiamo considerare davvero un autentico toccasana per un ambiente che si era rabbuiato non poco dopo la sconfitta contro il Gladiator.

La squadra rossoblù adesso gioca un buon football, piacevole per la categoria, bello a vedersi, ma a volte improduttivo, e questo succede non per colpa di un tasso tecnico della rosa di prima squadra davvero eccellente, ma soprattutto per quel carattere che in determinati campi che definire “stadi” è assurdo e su terreni di gioco al limite del regolamento stenta a venir fuori.

Il Taranto si è giocato la partita sia contro il Gladiator sia contro il Foggia; la differenza tra le due gare, punti conquistati a parte, sta nel differente approccio della squadra all’avversario.

Contro il Gladiator abbiamo visto un Taranto eccessivamente timoroso al cospetto di un avversario peraltro non nella sua giornata migliore, bravo a sfruttare la solita disattenzione difensiva.

Contro il Foggia abbiamo visto invece un Taranto che soprattutto nella ripresa, complice un primo tempo bello, infruttuoso e pieno di errori sotto porta, ha deciso di conquistare punti e successo con grandissima determinazione.

A livello ambientale e dimensionale non possiamo fare paragoni tra lo Zaccheria di Foggia e il campo parrocchiale del Gladiator; a Foggia hanno provato a farci qualche giochetto tipico della categoria, come la sparizione dei palloni usciti fuori rettangolo verde, ma in generale i cugini satanelli non potevano giocarsi la reputazione conquistata dopo anni giocati in C, B ed anche in A, e dunque la partita si è giocata in uno stadio e con un ambiente almeno da Legapro, ossia migliore.

Purtroppo non possiamo pretendere stadi all’altezza e ambienti normali tipo quelli trovati a Foggia ogni domenica, anzi sarà sempre più facile trovare campi sportivi ai limiti del regolamento e ambienti caldi, soprattutto adesso che il campionato ha già compiuto il giro di boa e si appresta a incanalarsi verso lo sprint finale.

L’aspetto caratteriale dunque farà la differenza per una squadra chiamata a tirarsi fuori quanto prima dalle secche della bassa classifica. Gli incroci delle ultime giornate di campionato, unite alla diffidenza che invito ad avere verso le avversarie di bassa graduatoria, molto più brave di noi nell’aiutarsi tra loro, mi induce ad invitare i nostri ragazzi a dare il meglio di sé in queste prime giornate del girone di ritorno.

Riuscire a allontanarsi presto dalle zone pericolose significherebbe vivere un finale di campionato più sereno e tranquillo, e magari programmare per tempo quel torneo prossimo che tutti desideriamo vincente.

Tra le note positive del Taranto nuovo corso sicuramente da evidenziare i progressi di qualche giovane promessa, come l’attaccante classe 1994 Gatto, un ragazzo che con due gol in tre apparizioni sta finalmente colmando la lacuna dell’under classe ’94 spesso venuta prepotentemente a galla nel girone d’andata.

Le squadre che vogliono primeggiare nei campionati dalla serie D in giù non possono prescindere da under validi sia per il numero degli stessi in formazione (ben quattro) sia per un discorso di prospettiva che vuole il calcio italiano sempre più indirizzato (per crisi economica generale) alla valorizzazione di giovani talenti.

Se il Taranto riuscirà a scoprire e valorizzare nelle prossime settimane tanti altri Alessandro Gatto, sarà più facile sognare un campionato vincente nella serie D prossima futura, e soprattutto sarà più intelligente l’approccio ai campionati professionistici dove non è facile tenere a bada il bilancio, e dove se vuoi sopravvivere devi affidarti alla voglia di sfondare dei giovani.

In questo senso, da queste colonne mi sento di rivolgere un invito alla società Taranto Fc: cerchiamo di ingaggiare un talent scout che sappia scovare tra i tantissimi giovani che praticano il calcio a Taranto e provincia qualche talento o qualche promessa del calcio, i nostri rioni e le nostre periferie ne sono piene, basta saperli scovare.

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