Da ormai 35 anni, la prima domenica di ogni febbraio nella quale il Taranto gioca in casa, per la tifoseria rossoblu è usanza ricordare il mitico bomber rossoblu Erasmo Iacovone in concomitanza con l’anniversario della sua scomparsa, 6 febbraio 1978, data che probabilmente è il vero spartiacque della storia pallonara in riva ai due mari.
Guarda caso, nella maggior parte delle occasioni i rossoblu non sbagliano mai partita e portano a casa i 3 punti spesso anche con un pizzico di buona sorte, esattamente come è successo ieri, in occasione della 23esima giornata di questo campionato di serie D al quale non eravamo ormai più abituati. Dopo la sosta, che tante volte permette di dare ossigeno alle squadre in difficoltà ma nello stesso tempo tarpa le ali a chi si trova in serie positiva, i rossoblu ospitano la Battipagliese, formazione campana che all’andata ci aveva battuto 2-1 e che storicamente, pur non essendoci tantissimi precedenti, aveva perso contro di noi in una sola occasione, addirittura nel 1940!
Mister Longo, forte di una classifica abbastanza tranquilla, non ha molto da perdere e viene allo Iacovone intenzionato non a chiudersi ma a giocarsi a viso aperto la partita con un 4-4-2 classico nell’impostazione ma dal ritmo molto veloce, nel quale il bomber Sorrentino e la vecchia volpe Cammarota, ex Salernitana, sono gli elementi da tenere maggiormente sott’occhio. Pettinicchio, senza l’infortunato under Gatto (autore di un gol al torneo di Viareggio con la rappresentativa di D) e con Papa non al meglio (ma allora è lui quello che ha dato “forfait per problemi fisici”, non Ratzinger!!!) schiera i suoi con un 4-3-3 un pò diverso dalle ultime uscite: innanzitutto fa il suo esordio tra i pali il giovanissimo Costantino (’94), che il mister ha avuto nella squadra Berretti dello scorso anno, poi la difesa a 4 con Rosato a destra, Stigliano a sinistra ed i collaudati Terrenzio e Prosperi al centro. In mezzo al campo Carlo Vicedomini è il regista con Catalano e Cordua intermedi. Il tridente è formato invece dal centravanti El Ouazni, alla prima da titolare, supportato da Mignogna a destra e Molinari dalla parte opposta: di certo è un attacco un pò particolare e non certo “simmetrico”, visto che l’argentino ha più propensione ad aggredire l’are e cercare profondità e tiro in porta mentre Ciccio Mignogna lavora di cesello col suo mancino fatato spaziando più al largo.
L’inizio della gara (e tutta la prima mezzora in realtà) coincide con l’inizio di una pioggia prima fine, poi battente, che dà subito pepe alla gara e rende il terreno di gioco particolarmente scivoloso. Di fronte al solito migliaio e passa di spettatori, senza tifosi ospiti al seguito per disposizione ministeriale, e sotto gli occhi del nuovo presidente Nardoni iniziano forte i bianconeri, molto spigliati e rapidi, che puntano a sorprendere i padroni di casa e già all’11esimo si portano in vantaggio con Volzone, capace di capitalizzare un pallone vagante in area che i difensori rossoblu non riescono a spazzare né il giovane portiere è in grado di far proprio nell’area piccola.Il Taranto reagisce si d’impulso, ma mantenendo il suo assetto: palla spesso tra i piedi dei due-tre tecnicamente meglio dotati (Vicedomini, Catalano e Mignogna), aperture larghe per le discese dei terzini (molto meglio Stigliano che Rosato), profondità a cercare la sponda di El Ouazni o la conclusione con Molinari. La Battipagliese lascia fare, si chiude con 10 uomini e prova a dar fastidio con ribaltamenti di fronte velocissimi, come normale che sia.
Dopo un gol annullato per fuorigioco a El Ouazni (colpo di testa vincente su piazzato dalla trequarti di Vicedomini) ed un’occasione sprecata di poco a lato da Molinari il Taranto al minuto 27 si guadagna un rigore dubbio per intervento scomposto in area su Cordua, agganciato sul piede d’appoggio sugli sviluppi di un altro calcio da fermo: Mignogna spiazza Carotenuto e pareggia. Sotto quello che diventa un diluvio il Taranto prende decisamente in mano la gara andando nuovamente al tiro sempre con Mignogna e Vicedomini ma a sorpresa sono gli ospiti a tornare in vantaggio con l’esperto Cammarota ottimo nell’eludere la marcatura (un pò molle) di Terrenzio, far propria una palla crossata alla disperata dal bravissimo Sorrentino e girare con forza in rete.
La gara è divertente, poco tattica e ricca di duelli. La grinta per recuperare lo svantaggio, l’acqua, i tamburi ed i cori della curva/gradinata rendono poi l’atmosfera un pò d’altri tempi. I campani appena un minuto dopo il gol segnato si rovinano con le proprie mani, quando Odierna, laterale sinistro, commette un fallo da ammonizione e resta a protestare con l’arbitro fino a beccarsi anche il secondo giallo. Ingenuità punita quasi subito dai rossoblu che pervengono immediatamente al pareggio: calibrato lancio di Vicedomini che scavalca la coppia di centrali a premiare lo scatto di Molinari che evita il portiere in uscita decentrandosi, recupera palla, scodella al centro e trova il marocchino-napoletano El Ouazni pronto a girare di sinistro un tiro lento ma angolato, fuori dalla portata di Carotenuto. 2-2 in soli 40 minuti e negli ultimi 5 di un primo tempo divertentissimo i rossoblu insistono sfiorando il gol in un paio di circostanze, in particolare con l’onnipresente Molinari che centra il palo con una rasoiata di destro dal limite dell’area.
Cessa la pioggia e sugli spalti si ha la sensazione che ora il Taranto possa far propria la gara per agganciare gli avversari in classifica. Effettivamente nella ripresa i campani non possono che continuare a giocare di rimessa ma di certo non sembrano rinunciatari a prescindere visto che non erigono barricate di “capuanesca” memoria. Al 13° si rivede in campo Fumai, tornato disponibile dopo la pubalgia. Esce Cordua e si passa ad un 4-2-3-1 a caccia dei 3 punti, ma il Taranto non riesce a creare altro che innocue conclusioni dalla distanza. Alla mezzora però Mignogna crossa un pallone in area Molinari controlla di petto sfruttando l’errata scelta di tempo in chiusura del suo marcatore, si sistema la palla sul destro e spara una fucilata dritto per dritto all’incrocio dei pali, con tanto di nuvola di goccie di pioggia che esplodono dalla rete! E’ un eurogol di un attaccante straordinario, che conosce alla grande la porta e che, chissà, ci avrebbe fatto comodissimo negli scorsi anni in categorie ben diverse da questa quando eravamo in costante penuria di un attaccante dal gol facile: è l’ennesimo caso di giocatori forti, che sanno giocare e segnare fior di gol, ma sono relegati in categorie quasi anonime mentre qualcuno con migliori “referenze” ma risultati deludenti si trova stabilmente a disputare campionati ben più nobili.
L’ultimo quarto d’ora è di controllo per i rossoblu che trovano forze fresche con Gnoni e Biondo al posto di Catalano e Molinari (ovazione alla sua uscita). Gli unici rischi della ripresa sono causati dalle incertezze di Costantino imperfetto nei posizionamenti ed in qualche uscita di troppo. Ma si chiude con la vittoria: il Taranto continua la sua bella striscia positiva e si ritrova al settimo posto con 5 lunghezze di vantaggio dalla zona playout e troppo lontani dal gruppo di testa. Che peccato aver sprecato l’inizio della stagione… ma ora senza trionfalismi cerchiamo il prima possibile di crescere ancora, conquistare i punti salvezza e costruire qualcosa di importante per la stagione che verrà: in D siamo sprecati!
Alla prossima!!!

