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QUEL COLPO DI TESTA ALLA IACO

Ci sono partite nelle quali non giochi bene ma vinci lo stesso, durante le quali nuvoloni neri minacciano imminenti acquazzoni ma poi spunta all’improvviso un arcobaleno che attraversa tutto lo stadio. Ci sono partite nelle quali commetti gli errori sciocchi di sempre ma riesci a raddrizzare il risultato ed esci tra gli applausi.

Ci sono partite del Taranto in cui Erasmo Iacovone ricompare all’improvviso, intorno al quindicesimo minuto del primo tempo, in un colpo di testa che va in gol con un’incredibile elevazione. Torna prepotentemente nella mente di chi quei colpi di testa li ha visti dal vivo e non li ha mai dimenticati. E a quel punto riassapori quegli anni magici, complicati ma anche stramaledettamente semplici, in cui andare allo stadio era un vero e proprio rituale irrinunciabile. Che Hernan Molinari conosca la porta come le sue tasche lo sappiamo bene. Ma nel suo colpo di testa di domenica c’è qualcosa di più. C’è la mano di chi da lassù ci protegge, lottando contro il destino avverso, facendoci godere, nonostante tutto, la gioia di gol meravigliosi e unici.

Il Taranto in questo momento è sacrificio e disillusione insieme, equilibrio e fragilità mescolati in un’unica soluzione. La storia della città praticamente: tanto provata dalle avversità quanto ostinatamente alla ricerca di un futuro migliore. E Aldo Papagni in questo cantiere a cielo aperto è un regista perfetto: ha riaperto un campionato che sembrava tragicamente compromesso dopo poche giornate. Certo la strada è tutt’altro che in discesa. Come ogni anno ci tocca la sorpresa del girone: tre anni fa la Nocerina, due anni fa la Ternana e quest’anno il Marcianise. Speriamo che l’epilogo sarà diverso stavolta.

Sullo sfondo si torna a parlare di “dirigenti della massima serie” interessati a noi. Peccato che per queste persone il Taranto rappresenti soltanto un mezzo per raggiungere altri scopi. E sappiamo bene che un progetto così non può che avere il respiro cortissimo e che, una volta raggiunto il vero obiettivo, il Taranto verrà gettato nella spazzatura come carta straccia. No grazie, ma abbiamo abbondantemente già dato. Abbiamo sentito troppe volte la promessa di tornare immediatamente nel “calcio che conta”, che non ci crediamo più. Non conosco i termini esatti del progetto Boldoni, ma le premesse non mi entusiasmano affatto. E la tempistica mi lascia alquanto perplesso. Il Taranto ha chiuso qualche mese fa un’onerosa ricapitalizzazione. Quale migliore occasione per il signor Dario Boldoni per cominciare a investire nella società con un contributo concreto? Sarebbe stato un segnale di serietà che al momento risulta non pervenuta. Staremo a vedere.

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.