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IL TEMPO DELLE SCELTE

E’ un po’ di giorni che non si parla del Taranto. Forse perché questa settimana abbiamo giocato di sabato. Forse perché ci sono state le elezioni politiche e chissà che non sia perché tra qualche giorno resteremo pure senza papa. Sicuramente è perché è venuto improvvisamente a mancare un amico carissimo di tanti tifosi, un simbolo della curva. E ogni volta che questo accade si affaccia il pensiero che questa vita si ostini a portarsi via troppo presto le brave persone e che questa città sia irrimediabilmente maledetta.

Oggi la classifica del Taranto è nettamente migliore di qualche settimana fa. Nel girone di ritorno abbiamo fatto 14 punti, abbiamo superato indenni due scontri diretti in trasferta, per giunta su campi campani, e siamo a +5 sulla zona pericolo. Le schermaglie societarie, tra il tragico e il comico, hanno lasciato il posto a una piacevole quiete con un nuovo presidente, Fabrizio Nardoni, che parla insistentemente di futuro. Sono pure rimbalzate indiscrezioni stampa su nuovi ingressi societari non tarantini, segno che il Taranto è finalmente tornato appetibile.

Durante le tempeste si è troppo impegnati a cavalcare le onde e schivare i fulmini. E’ nei momenti di quiete come questo che invece bisogna costruire le basi per il futuro. Futuro che ha due perni: uno economico e uno tecnico. Entrambi importanti, fondamentali, legati a doppio filo. L’uno, anche se perfetto, non serve senza l’altro. L’anno scorso il Taranto aveva un mister e una squadra di primo livello e sulla carta ha vinto il campionato. Peccato fossero finiti i soldi! E sappiamo tutti come è andata a finire.

Nardoni è consapevole che dal punto di vista economico il futuro del Taranto passa necessariamente attraverso l’ingresso di nuovi soci. Da selezionare accuratamente, viste le recenti brutte avventure. Una base societaria allargata, con dentro la Fondazione Taras e quindi i tifosi, consente di diversificare il rischio, dettaglio non da poco in una realtà economicamente precaria come Taranto. Più soci ci sono, meglio è. Così se anche uno dovesse venir meno altri potrebbero colmare il buco.

Non bisogna sottovalutare però l’aspetto tecnico. Non bisogna, a mio avviso, commettere l’errore di confondere l’impresa di una salvezza conquistata in rimonta con la capacità di gestire un campionato di vertice. E quindi occorre scegliere con cura le figure chiave, dall’allenatore al direttore sportivo. Sono loro che formano la squadra e che ne sfruttano i punti di forza, cercare di sopperire a quelli di debolezza. Un errore in queste scelte a inizio stagione può essere fatale, fa perdere tempo prezioso. E poi occorre cominciare a ragionare sin d’ora sugli under, in particolare sulla scelta del ragazzo classe ’95, che sarà determinante. Basti pensare a come Gatto a gennaio abbia dato equilibrio a tutta la squadra e come adesso sia complicato fare a meno di lui.

Il calcio non è una scienza esatta ed è materia estremamente complicata. Scegliere bene oggi significa raccogliere frutti abbondanti domani. E di frutti succosi e ricchi Taranto ha un disperato bisogno. Oggi più che mai.

 

Gianluca_semeraro

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.