La notizia è definitiva ed ufficiale. La scritta “RespiriAMO Taranto” non campeggerà sulla maglia del Taranto. Mai più o almeno mai più in una gara di campionato fintantoché il Taranto militerà in Lega Pro o in una categoria amministrata da zelanti burocrati del calibro di Mario Macalli e Francesco Ghirelli.
L’antefatto è romanzesco: prima di Natale un gruppo di tifosi si mobilita sul guestbook di TarantoSupporters e raccoglie oltre 11000 euro per sponsorizzare, anche solo per una partita, la maglia del Taranto; lo slogan “RespiriAMO Taranto” viene scelto democraticamente a colpi di click. Io stesso partecipo con entusiasmo all’iniziativa versando la mia quota di 20 euro e mettendo a disposizione il mio account PayPal per ricevere donazioni da tifosi fuorisede.
La cronologia degli eventi è epica. A metà febbraio viene stipulato un regolare contratto con l’AS Taranto. La cifra raccolta corrisponde esattamente alle spese che la società sosterrà nel lungo ritiro che precede la sfida contro la Ternana. La Lega Pro prima concede l’autorizzazione all’utilizzo del nuovo sponsor; poi, nell’immediata vigilia della gara, ritorna sui suoi passi attribuendo allo slogan un significato politico in grado di generare divisioni e conflitti. Scoppia la bomba: Repubblica e Quelli che il calcio ne parlano al grande pubblico. La Lega Pro fa una figura barbina e Ghirelli non perde occasione per arrampicarsi sugli specchi e contraddirsi. Intanto la maglia ufficiale va a ruba nel rivenditore ufficiale dell’AS Taranto e lo slogan diventa subito un coro da stadio (di cui mi vanto di essere uno dei compositori). Persino al concerto del 1° maggio, in diretta nazionale, c’è un musicista che indossa la ormai famosa T-shirt. L’onda è inarrestabile. RespiriAMO Taranto è un brand di successo e nel frattempo è divenuto a tutti gli effetti un marchio commerciale di proprietà della neonata Associazione di Promozione Sociale Fondazione Taras 706 a.C.
L’epilogo è tragicomico. Un rappresentante della Fondazione Taras si reca a Firenze dal Direttore generale Ghirelli e incassa verbalmente l’ok per riottenere la sponsorizzazione, alla luce del nuovo status dello slogan. Dopo la ripresentazione della domanda alla Lega Pro, si attende solo il proforma del fax. Arriva invece, questa volta a firma Macalli, un nuovo e inatteso alt, con le stesse (non)motivazioni di tre mesi fa, ancora una volta alla vigilia di una partita determinante per il destino rossoblu.
L’appendice di questa surreale vicenda è ancora tutta da scrivere. “RespiriAMO Taranto”, messaggio di amore e passione da parte dei tifosi per la loro squadra e la loro città, era e resta fuorilegge solo sul rettangolo di gioco e nelle menti contorte del duo Macalli-Ghirelli. Ne risponderanno – me lo auguro – in una causa civile per danni economici e di immagine. Non ne risponderanno alla loro coscienza inadempiente, per usare un aggettivo a loro caro.
Respirare Lega Pro nuoce gravemente alla salute dello sportivo tarantino. Destabilizza l’umore. Genera lo stesso senso di precarietà delle continue scosse di terremoto che stanno affliggendo la parte dell’Emilia in cui vivo. Alimenta rabbia. Istiga odio. Accresce l’onore nel sapere che abbiamo tanti nemici che vogliono ostacolare la nostra passione e i nostri sogni.
Vedere quella scritta sulla maglia era il sogno genuino di ingenui tifosi, ma non è ancora detta l’ultima parola. I have a dream. 
“Sabato 25 agosto 2012 ore 16: allo stadio Liberati di Terni sono pronte per affrontarsi nella prima giornata del campionato di Serie B Ternana e Taranto. Il Taranto scende in campo con la tradizionale casacca bianca. Per questa partita e per la prima casalinga la società ionica ha deciso di comune accordo con il main sponsor arabo di apporre sulle maglie da gioco la scritta RespiriAMO Taranto. Un giusto omaggio ai tifosi che nella stagione scorsa hanno spinto mister Dionigi e capitan Prosperi a conquistare quella categoria che mancava in riva ai Due Mari da oltre 19 anni”.
Ci siamo quasi. Manca l’ultimo allungo. Mettiamo da parte l’odio, teniamoci la rabbia (cit.) e respiriAMO Taranto.

