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Il modello tedesco di azionariato popolare | viaggio ad Amburgo

MyROMA ha realizzato il PRIMO flim documentario video sul St. Pauli e sull’Amburgo per raccontare il modello tedesco di Azionariato Popolare. Il video è autoprodotto e mira a fare la giusta informazione sull’argomento vista la sconcertante superficialità con cui viene trattato questo tema da parte della stampa.

La visione di questo documentario è fortemente consigliata.

In 50 minuti verrete catapultati in una realtà che alle nostre latitudini appare come pura fantascienza.

Entrerete nel cuore del Trust del St. Pauli (seconda squadra di Amburgo) e dell’Amburgo. Il tutto dopo una breve introduzione al modello tedesco, caratterizzato dalla cosiddetta regola del “50% + 1”, attraverso la quale i tifosi si assicurano la maggioranza dei voti all’interno della sala dei bottoni dei relativi club.

Tutti i club tedeschi sono sostenuti da associazioni di tifosi (i TRUST) che partecipano attivamente alla gestione delle società influenzandone ogni decisione. Decine di migliaia sono gli associati ai vari TRUST, si va dai 150.000 soci del Bayern Monaco, ai 65.000 dell’Amburgo, ai 90.000 del Borussia Dortmund fino ai 15.000 del St. Pauli.
E’ proprio grazie a questi numeri che i TRUST riescono ad entrare nel tessuto sociale delle varie città raccogliendo attorno al club l’intera comunità.

Con questo “modello” il tifoso non è più considerato un semplice “consumatore” del prodotto calcio, ma è parte centrale del progetto del club, dove ogni esigenza viene ascoltata e discussa.

Nel documentario viene descritto sia lo stadio del St. Pauli che quello dell’Amburgo.
HSV Hamburg - StadioGli uffici dei Trust si trovano direttamente dentro lo stadio ed al loro interno si organizzano le trasferte, le coreografie, si discute e si socializza. I tifosi dell’Amburgo gestiscono anche un bar all’interno del loro stadio e gli introiti sono destinati all’organizzazione di trasferte e di coreografie. Ovviamente non poteva mancare il negozio di merchandising del Trust, che è diverso da quello del club. Infatti, nello stadio dell’Amburgo ci sono due negozi di merchandising. Uno del club ed uno del Trust. In quest’ultimo solo ai soci è permesso fare acquisti.

Standing areaUn esempio di come i soci riescano ad incidere nelle decisioni delle società è la “standing area”. Un’area dello stadio (la più vicina al campo) a prezzo ridotto dotata di soli posti in piedi, dove si canta, si salta e si tifa. Da noi è pura utopia, ad Amburgo è realtà.

L’apertura di un asilo nido all’interno dello stadio del St. Pauli (avete capito bene. Un asilo nido!) ci fa capire che tipo di legame esiste tra il club calcistico e la sua comunità. L’asilo esiste da circa un anno, è aperto tutta la settimana (compreso durante le partite, ovviamente) ed ha posto per 100 bambini. Da non crederci.

Guardando il documentario vi accorgerete come i TRUST sostengano la crescita dei settori giovanili provvedendo a seguire i ragazzi nel loro percorso di studi, oltre che in quello sportivo. Grande attenzione è rivolta anche al sociale. Diversi sono i progetti, ad esempio, dedicati al calcio di strada nei quali si aiutano i ragazzi in difficoltà avvicinandoli alle attività sportive organizzate dai Trust nelle strutture di loro proprietà.
Per i ragazzi under 16 vengono organizzati dei bus che li portano in trasferta a seguire i loro beniamini.

Grande spazio nel documentario è dedicato alla gestione ed all’importanza del merchandising. Il St. Pauli ha un merchandising di 10 milioni di € annui, senza contare gli introiti indiretti derivanti dalla diffusione del logo in tutto il mondo. Con il passare degli anni si sono dotati di una struttura capillare sul territorio capace di recepire qualsiasi impulso dai tifosi. Per esempio, la maglia del centenario è stata creata con il contributo di tutti i tifosi che hanno segnalato diverse foto storiche che poi sono state inserite nel disegno stampato sulla maglia. Come tutte le cose partecipate, il risultato è stato ovviamente un successo.

Risulta infine davvero singolare guardare le reazioni dei tifosi tedeschi alla descrizione del “modello italiano” di gestione del calcio. Modello che prevede un unico proprietario che fa e disfa a suo piacimento.
Le reazioni sono assolutamente incredule e sgomente. In Germania una cosa del genere sarebbe impensabile, continuano a ripetere scuotendo la testa. Da non perdere anche i commenti alla nostra tessera del tifoso. Folle e pazzesca. Così la definiscono gli amici di Amburgo.
Folle e pazzesca.

Un altro calcio è possibile.

Buona visione.

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