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Erba di casa mia

L’erba del vicino sembra sempre più verde anche quando non lo è, siamo d’accordo. Però sentire a 100 Sport magazine di martedì scorso il presidente della provincia di Brindisi Massimo Ferrarese un po’ di invidia me l’ha procurata. Non conosco Ferrarese, a stento so a quale corrente politica appartiene. Per lui parlano i fatti, almeno in ambito sportivo. Il suo Brindisi di basket si fa valere a livello nazionale – ha appena riconquistato la serie A – grazie a un gruppo di imprenditori che Ferrarese, non senza fatica, è riuscito a mettere insieme e soprattutto alla sponsorizzazione dell’Enel che ormai dura da diversi anni.

Vogliamo fare il paragone con il nostro Gianni Florido? Meglio di no. Se il sindaco ci ha messo – seppur inutilmente – la faccia, lui si è defilato dalla grana Taranto da subito. Abbiamo dovuto aspettare metà giugno per scoprire che sul nostro territorio opera anche l’Alenia, oltre alle inquinatrici Ilva, ENI e Cementir. Magari attivandosi per tempo – anche già lo scorso gennaio in modo da evitare la seconda penalizzazione – staremmo parlando oggi di serie B e non di iscrizione all’ultimo minuto.

Per non parlare del Cras che non ha nemmeno l’aggravante di un presidente inadempiente, arrogante e antipatico. Il grido di allarme sull’Eurolega è stato lanciato più di una settimana fa. Non mi risulta che qualcuno – tantomeno Florido – si sia attivato per consentire la partecipazione alla Champions League del basket femminile. Ditemi a questo punto se non devo invidiare l’erba del vicino, cioè Brindisi.

Sul fronte societario, poche notizie anche questa settimana se non la perdurante schizofrenia del nostro presidente Enzo D’Addario che da un lato non mette un euro da novembre dall’altro progetta il nuovo campionato con Passiatore. Dico: non gli è bastato il finale di campionato di due anni fa quando non siamo retrocessi, pur avendo uno squadrone, solo perché Mezavilla si è mangiato un gol clamoroso?
Al di là di questo: possibile che non si renda conto che dopo un anno di veleni ripartire da Passiatore, a torto o a ragione (anzi decisamente a ragione) inviso a tutta la tifoseria, non farebbe che acuire le tensioni? Possibile che si cerchi sempre la contrapposizione con la tifoseria e mai la conciliazione? Rinuncio a capirlo.

Ci troviamo nella non facile situazione in cui dobbiamo scegliere se ripartire dalla C con Passiatore o dalla D con fantasmi del passato come Pagni, Blasi, Galigani (che pure si produce in facili e poco credibili smentite visto l’attivismo sul fronte Taranto che traspare dal suo blog) o affini.

E poi dite che non devo invidiare l’erba del mio vicino brindisino? Col calcio non stanno messi benissimo ma almeno hanno il basket in serie A. Noi, inteso come istituzioni tarantine, manco quello femminile riusciamo a sostenere.

In Puglia siamo i fanalini di coda. Rendiamocene conto prima che sia troppo tardi.

Gianluca Semeraro alias Kuldelski

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Gianluca Semeraro alias Kuldelski.

0 Responses to "Erba di casa mia"

  • Taranto Rossoblù
    26 Giugno 2012 - 09:22

    Anzitutto, ti invito nuovamente ad ammettere le tue colpe, visto che per tutta la stagione hai adulato l’inadempiente daddario.

    Seconda cosa, non ci provare a paragonare daddario a Blasi, che a confronto è oro.

    • kuldelski
      26 Giugno 2012 - 12:32

      Su Blasi non sono d’accordo. E’ stato un presidente imperfetto tanto quanto D’Addario e i risultati ottenuti ssono gli stessi. Gli riconosco una maggiore competenza calcistica ma non dimentico Cadregari, Barrotti e gli steward insufficienti.