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Antonio Lacoppola

CANDIDATO CONSIGLIO DIRETTIVO 2016-2019

Antonio LacoppolaNOME E COGNOME: Antonio Lacoppola
NATO A:  Taranto il 7.9.1980
ISCRITTO IL:  3.7.2012
TESSERA N°: 204

Mi presento: sono Antonio Lacoppola, nato a Taranto il 7 settembre 1980, e sono iscritto alla Fondazione Taras 706 a.C. sin dal primo anno di vita ed esattamente dal periodo in cui molti di noi intervennero per salvare il calcio a Taranto.

Ho creduto sin da subito negli ideali che hanno mosso i fondatori di tale associazione di promozione sociale perché come loro credo in un calcio sostenibile, in una maggiore trasparenza da parte di coloro che si accostano alla gestione della nostra squadra del cuore ed in un maggior sviluppo del tessuto sociale attraverso lo sport e le varie attività ludico-sportive.

Nel mio piccolo ho cercato di dare una mano concreta alla realizzazione delle attività promosse della Fondazione cercando di dare il massimo e mettendoci sempre il cuore perché sapevo che quelle stesse mie energie erano profuse nei confronti di un sentimento massimo quello per il Taranto F.c. 1927. In cambio posso dire di aver ricevuto davvero tanto perché ho trovato nei componenti del direttivo uscente e di tutti coloro che hanno dato una mano pur non facendone parte una seconda famiglia.

Ed è proprio per questo motivo, per questo debito di riconoscenza che nutro fortemente nei loro confronti e per la voglia di dare sempre di più a questa grande risorsa che è la Fondazione Taras, che quotidianamente si spende senza alcun ritorno economico ma solo morale per il bene della Taranto pallonara e che talvolta ha commesso degli errori ma sempre mossi dalla buonafede (ma come si dice solo colui che resta alla finestra sarà sempre esente da errori), che ho deciso di candidarmi nel prossimo consiglio direttivo.

Il mio intento è quello di proseguire nel solco dello statuto e degli ideali che da sempre animano l’associazione, ovvero garantire un ruolo di raccordo tra i tifosi e l’asset societario al fine di creare un punto di dialogo sempre puntuale e tempestivo tra coloro che gestiscono le sorti calcistiche locali e i tifosi che notoriamente alle nostre latitudini si sono sempre dimostrati passionali ma al contempo attenti alle dinamiche che ne ruotano attorno. Inoltre, sarà come sempre essenziale svolgere un lavoro di sentinella qualora vi sia, ed è chiaro che tutti noi non ce lo auguriamo, qualcosa di sospetto riguardo alla gestione economica del Taranto. Importantissimo sarà continuare nell’opera di sviluppo del settore giovanile che rappresenta la vera linfa di una squadra di calcio garantendo non solo la possibilità di generare in casa piccoli campioncini da portare in prima squadra ma soprattutto di sfruttare il materiale umano presente sul nostro territorio evitando che lo stesso venga disperso od acquisito da società sportive fuori dal circondario tarantino, ciò in sintonia con l’opera già iniziata di ricerca delle strutture cittadine adeguate dove far giocare i nostri ragazzi evitando di portarli in giro per la provincia con grande e grave pregiudizio di energie e di soldi.

Creare e portare avanti attività didattiche e socio-culturali che possano attrarre verso i nostri magnifici colori i ragazzini di ogni età perché mai come in questo momento c’è bisogno di ricostituire una nuova generazione di tifosi che a causa di questi ultimi due decenni bui ha visto la dispersione degli stessi verso i facili e gioiosi lidi della serie A e del calcio patinato. Ai nostri figli sarà necessario far capire che le emozioni, siano esse di gioia o di dolore, che può dare la squadra della nostra terra, di quella terra che viviamo quotidianamente e che seppur foriera di mille contraddizioni ci vede parte indissolubile di essa, non le potrà mai dare nessun altra squadra perché il TARANTO E’ COMUNQUE E SEMPRE IL TARANTO.

Antonio Lacoppola

3 Responses to "Antonio Lacoppola"

  • Avatar
    max
    22 Febbraio 2016 - 19:36 Reply

    Ciao Antonio.
    Pongo una domanda a te e a tutti gli altri candidati: un argomento
    che non e’ stato toccato da alcuno di voi ma per me fondamentale per le
    sorti della Fondazione.
    Sappiamo
    tutti quello che la Fondazione ha fatto negli ultimi anni, ma sono
    convinto che dopo gli anni spesi a mettere una dopo l’altra le varie
    toppe che hanno permesso
    al Taranto di sopravvivere si debba portare la Fondazione ad una sorta
    di livello 2.0. Io penso che non si debba solo rincorrere gli eventi,
    andando incontro o alla ricerca del salvatore della patria di turno,
    secondo me e’ arrivato il tempo che la Fondazione si faccia avanti anche
    come soggetto in futuro autonomo per la gestione diretta (non
    necessariamente il 100% del capitale) della squadra di calcio. Questo
    non vuol dire scalzare la societa attuale, assolutamente, ma porsi – ste by step –
    come soggetto potenzialmente autonomo, senza timore, con chiarezza
    anche in citta’. Nessun contrasto con la proprieta’ attuale, piena
    collaborazione per raggiungere insieme importanti obiettivi,
    ma senza timore nel caso in cui la proprieta stessa un giorno voglia
    lasciare o voglia operare come soggetto minoritario.
    Quindi le seguenti domande? Vorresti lanciare la
    Fondazione ad un livello 2.0? Se si, in che modo? Vedi nel futuro della
    Fondazione la gestione diretta della squadra di calcio? In che modo e
    con quali passi?

    PS: sinceramente troppa attenzione da parte di
    quasi tutti i candidati (ed in passato importanti capitali della
    Fondazione) al settore giovanile quando annualmente non siamo sicuri di
    iscrivere la prima squadra mi sembra un po’ fuori luogo.

    Con affetto e simpatia.
    Massimo Spinelli

  • Avatar
    Lacoppola Antonio
    22 Febbraio 2016 - 22:56 Reply

    Ciao Max,

    la domanda da te posta merita un’attenta riflessione e soprattutto una esaustiva risposta e, pertanto, cercherò di coniugare entrambe le cose nella speranza di soddisfare la tua richiesta. La sottolineatura da te effettuata riguardo al fatto che molti di noi abbiano parlato del settore giovanile senza apparentemente considerare che le sorti di un settore giovanile siano legate a doppio nodo a quelle della prima squadra è quanto mai opportuna. Per quanto mi riguarda il discorso di passare ad una Fondazione 2.0 è giustissimo e soprattutto va a toccare uno dei punti più importanti, se non il più importante, della mission associativa della Fondazione.

    Questo è un obiettivo che potrà e dovrà esser conseguito attraverso una serie di passaggi per me fondamentali. Ed è qui che mi ricollego a ciò che è stato il mio discorso di presentazione, io credo che sarà indispensabile in primis rendere la base solida cercando di attrarre quanta più gente possibile e facendogli capire l’importanza di sostenere la Fondazione e questo assumendo una dimensione ancor più popolare della nostra associazione. In buona sintesi credo che non solo si dovrà riuscire ad allargare quanto più il discorso degli associati, ma soprattutto creare vari gruppi di lavoro atti ad organizzare sempre più eventi sociali rivolti alla cittadinanza e dove nei gruppi di lavoro tutti si sentiranno parte di un qualcosa di speciale, tutti insomma sentiranno la Fondazione Taras come una famiglia vicina al nostro sentire e sempre attenta alle nostre esigenze così come lo è stato per me grazie a coloro che sino ad oggi hanno portato avanti questo progetto. Quando parlo di visione ancor più popolare intendo creare sempre di più eventi aggregativi rivolti ai bambini (giornate dello sport) o eventi come quello della premiazione Vinci, dove si è colta l’opportunità di coinvolgere varie associazioni sportive presenti sul nostro territorio, insomma creare entusiasmo e voglia di fare. Chiaramente questo non è sufficiente a rilevare l’intero pacchetto azionario di un club e soprattutto a portarlo validamente avanti ma, ciò, è propedeutico per avvicinarsi in maniera fattiva al tessuto social-commerciale del nostro capoluogo che sollecitato da tutte queste iniziative capirà che affiancare questi progetti diventerà per tutti un affare vincente e che dando tutti qualcosa (in termini di idee, di volontà partecipativa e di risorse economiche), ognuno nelle proprie possibilità qualcosa di buono, anzi di grande, potrà venir fuori. In Italia vi è già un esempio di società appartenente ai tifosi nella sua totalità ed è l’Ancona ma, la stessa Ancona, senza gli sponsor non avrebbe potuto fare tutto ciò che brillantemente sta facendo oggi. Insomma, è necessario mettere in moto questa macchina chiamata da te Fondazione 2.0 e credo fermamente che con questi strumenti ciò sarà possibile e lo si potrà fare tutti uniti e dove ognuno di noi potrà sentirsi protagonista di un grande progetto. Spero di aver soddisfatto la tua richiesta ma resto comunque a disposizione di qualunque chiarimento da parte tua e di chiunque altro voglia pormi delle domande.

    Saluti

    Lacoppola Antonio

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    7 Settembre 2016 - 07:35 Reply

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