Go to Top

Le difficoltà dell’azionariato popolare in Italia

Tratto da http://infoazionariatopopolarecalcio.blogspot.it

Nonostante sia un trend ormai seguito in gran parte dell’Europa, in Italia questo tipo di gestione sta incontrando difficoltà nel diffondersi in maniera adeguata per diventare una concreta alternativa alle attuali gestioni. Lo scetticismo di parte dei tifosi, secondo i passati studi di Supporters Direct, è legato alla mancanza di conoscenza del fenomeno.

Le iniziative, lodevoli, messe in pratica ormai da oltre 20 realtà del calcio italiano, che spaziano dalla massima serie fino ai campionati dilettantistici, stanno incontrando infatti un primo ostacolo, creare una base solida e numerosa di soci. Questa rappresenta un requisito imprescindibile per il successo dell’iniziativa, i club italiani sono strutturalmente deficitari, mancano di stadio di proprietà, sono dipendenti in larga parte dai diritti televisivi, sfruttano pochissimo il merchandising e i ricavi collaterali che il calcio permette.
Una base solida e numerosa può sopperire alle mancanze di alcuni club non eccessivamente indebitati, quindi nella prospettiva attuale i club target su cui si possono intravedere reali possibilità di successo dell’iniziativa sono quelli delle serie minori che hanno minori costi fissi. Per i club che versano in situazioni difficili, allo stato attuale delle dimensioni delle associazioni, la loro capacità di intervento è limitata e possono solo affiancarsi alle gestioni attuali. Ciò non rappresenta un male, permetterebbe infatti di acquisire un’esperienza diretta nell’operatività del club senza avere il completo rischio della gestione e contemporaneamente migliorare il rapporto club-tifoso.
E’ quindi evidente che per un ingresso attivo i tempi sono necessariamente lunghi ma questo tempo può essere sfruttato per cominciare un processo di miglioramento strutturale del club.
Bisogna entrare nell’ottica che un club gestito dai tifosi richiede un tipo di gestione basata sull’autofinanziamento è quindi necessario attivare tutti i canali che possano portare risorse al club e iniziare fin da ora a spingere i club verso questa direzione( stadio e merchandising).

Obbiettivi nel breve termine
  • aumentare la base e la solidità dei gruppi
  • dialogo con il club di riferimento per migliorare la sostenibilità del club
  • apprendere e scambiare informazioni dalle altre esperienze italiane e europee
  • dialogo con le istituzioni per avere un appoggio concreto e una leva per ridurre lo scetticismo