di Alessandro Frascella
Piste londinesi, rateazioni erariali e tassa d’iscrizione. L’unico attore in campo su Taranto che si sta muovendo attivamente per salvare la categoria è il Prof. Nicola Bruni.
In virtù della sua altissima competenza, già presidente del Collegio dei revisori dei conti della FIGC e con altri prestigiosi incarichi nell’ambito delle istituzioni calcistiche, era stato fortemente voluto al tavolo della crisi con le istituzioni dalla Fondazione Taras 706 a.C.
Lo scenario è completato oltremanica da uno studio di consulenza londinese, nel quale lavorerebbe un tarantino; questo studio ha contattato 3 potenziali acquirenti, uno dei qualisarebbe già proprietario di un club londinese. La prima condizione per le trattative era quella di ottenere i libri contabili dell’AS Taranto. Da questo punto di vista per colpa di D’Addario si è accumulato un notevole ritardo e il Prof. Bruni ha faticato non poco per convincere la proprietà a mostrare i conti.
Il secondo passo era ottenere la rateazione dei debiti verso l’erario, un’operazione che è riuscita, non senza difficoltà, sempre grazie all’impegno del Prof. Bruni che si è esposto in prima persona per conto della società, poi è arrivato il nulla osta del Comune sullo stadio. Condizione essenziale resta la presentazione della domanda d’iscrizione, anche incompleta, ed il pagamento della relativa tassa di 38000 €, affinche uno dei 3 potenziali acquirenti possa avanzare una proposta di subentro entro il 16 luglio.
Insomma, oltremanica si attende, l’iscrizione: servono 38 mila euro. Ci sono, anzi no, assegni pronti secondo alcuni, secondo altri i fondi sarebbero stati utilizzati diversamente, è un giallo. La mancata presentazione della tassa d’iscrizione è l’unico termine perentorio che condannerebbe il Taranto alla radiazione rendendo vani tutti gli sforzi fatti fin ora.

