Ore 14, l’atmosfera è surreale e ovattata, le strade della città sono quasi deserte in direzione dello stadio Erasmo Iacovone. In auto sono solo, visto che gran parte della mia “cricca rossoblu” è stata fermata da impedimenti a vario titolo. Risulta veramente inusuale dover rinunciare al “rito pre partita” fatto di battute e commenti sorseggiando un “borghetti” al baretto sotto i portici di Viale Magna Grecia con gli amici di sempre. Sembrano segni evidenti di un entusiasmo “spezzato”.
Correndo su via Ancona, spuntano per prima i riflettori dello stadio, ma ci si accorge che gioca il Taranto solo vedendo le consuete transenne che bloccano la complanare adiacente, non ci sono frotte di tifosi bardati di rossoblu che attraversano la strada e giunto nel parcheggio della Curva Nord alle 14.10 è praticamente vuoto.
Le prime parole le scambio con il parcheggiatore, “grazie capo” e mi dirigo al prefiltraggio. Noto subito un maggior dispiegamento di forze dell’ordine e il mio pensiero va ai fatti di Genova e ad una probabile nuova “stretta” anche al nostro tifo. Per terra scorgo un volantino che recita: “Taranto in Champions League”…lo raccolgo subito pensando ad una fanzine sarcastica della Curva…e invece è un volantino elettorare di pessimo gusto che si commenta da solo.
Le operazioni al prefiltraggio filano celermente e sono subito nel “tempio del tifo”. E’ presto, ci sono pochi capanelli di ultras che commentano la situazione societaria e le prospettive play off, ma ciò è sufficiente ad alimentare in me il clima partita. Quattro chiacchiere con i primi amici che mi vengono incontro e salgo subito a prendere posto nel settore.
Il Taranto è già in campo a fare riscaldamento mentre gli spalti si presentano vuoti e assolati. Dalla curva s’intuisce subito quale sarà la formazione scelta da Mister Dionigi: Bremec, Sosa, Di Bari, Prosperi, Garufo, Sciaudone, Giorgino, Bertolucci, Rantier, Alessandro e Girardi.
Quando la squadra rientra negli spogliatoi, lo stadio è ancora vuoto, ed è solo nell’ultimo quarto d’ora che i settori cominciano a riempirsi, in tutto saremo circa 4000, troppo pochi per una partita che decide una grossa fetta di qualificazione ai play off.
A sorpresa, la Curva Nord sembra in forma e vogliosa di “cantare”, il primo coro è contro la società, rea di aver compromesso un campionato con le pesanti penalizzazioni subite in classifica, ma è solo un “aperitivo” tanto per gradire. All’ingresso delle squadre in campo, la Nord intona un intenso e festoso coro che non si sentiva da anni allo Iavocone: “E se ne va, la capolista se ne va…”. E’ un coro sincero e allo stesso tempo intriso di commozione per quello che sarebbe potuto essere e che invece non sarà, viene quasi un nodo in gola. E’ riconoscenza verso la grande stagione disputata dalla squadra e dal suo condottiero Mister Dionigi.
A tal proposito, Dionigi sembra essere l’eccezione che conferma la regola, in curva sono notoriamente “proibiti” i cori verso il singolo, ma Dionigi invece viene acclamato a gran voce. Questo è un riconoscimento importante che certifica il rispetto per l’uomo e il professionista. Per la cronaca, nel settore ospiti solo 2 supporters trezzani, con una pezza che recitava “Mai sola“.
La partita intato è cominiciata, il Taranto sembra in “palla”, nettamente superiore agli avversari, cerca subito rendersi pericoloso scaldando i cuori e le ugole degli ultras.
Nei primi dieci minuti viene srotolato un imponente striscione polemico contro la proprietà che recita: “Modello Barcellona, Promozioni e Serie A, D’Addario Bla Bla Bla”. Da quel momentono partono a fasi alterne diversi e nuovi cori contro la società, alcuni ricalcando quelli vecchi dedicati a Blasi e a Pieroni. E’ contestazione dura e ferma, ma che come al solito rimane nei canoni della civiltà. Intanto al quarto d’ora si notano piccoli movimenti che lasciano di presagire momenti di tensione con le forze dell’ordine nel piazzale della Curva Nord, durante la partita sfilano diversi ultras sotto la balconata, ma non ci saranno risvolti particolari.
Intanto il forcing del Taranto si fa più tambureggiante e la Nord sostiene la truppa rossoblu sfoderando tutto il meglio del suo repertorio, poi alla mezzora Rantier trova Girardi in area che stoppa di petto e gira al volo un fendente che trafigge Pansera, è un goal da attaccante di razza, la Curva “esplode” in un boato liberatorio e il tifo diventa più incensante raggiungendo livelli d’intensità eccezionali.
Sembra quasi che stiamo vincendo il campionato”, perchè tornano a “bomba” i cori sulla “capolista” e ancora dura contestazione alla società…il tifo diventa “recriminazione aperta”.
Intanto il Taranto sembra tornata la squadra del girone di andata, gioca bene, in modo sicuro e determinato, in tal senso, forse la vittoria di Foligno è stata propedeutica per recuperare autostima e fiducia in se stessi, poi non vi è traccia alcun di malumore verso i calciatori, anzi la Nord spinge la ciurma rossoblu con il vento in poppa.
L’intervallo, in genere, è utile per rinfrescare le ugole, ma a sorpresa i chioschetti di ristoro terminano le loro scorte di acqua e bevande e ciò ha dell’incredibile.
In apertura del secondo tempo il Taranto, stavolta, non accusa cali di tensione ma trova subito il goal del raddoppio che mette in cassa forte il risultato: Alessandro batte un corner preciso sul quale si fa trovare pronto ancora una volta Girardi che colpisce bene di testa e trafigge nuovamente Pansera. Segna sotto la curva, sugli spalti è un terremoto, si fa fatica a restare in piedi. Taranto 2 Tritium 0. Il resto sarà una festa.
La Curva viaggia sull’onda dell’entusiasmo e si proseguirà con una sciarpata da brividi e il famigerato coro doppio. Tuttavia i cori di contestazione alla proprietà resteranno il “leitmotiv” di giornata. A margine, tornano insistenti i cori con le forze dell’ordine, indice di una nuova soglia di tensione instaurata incomprensibilmente dopo i fatti di Genova. La partita regalerà altri sussulti, ma la cosa più particolare da segnalare è che su un pallonetto tentato da Giorgino la rete della porta sotto la Curva Nord si stacca e devono intervenire subito gli inservienti muniti di scala per ripristinare la regolarità. Intanto in campo si avvicenderanno i cambi con Chiaretti al posto di Rantier, Rizzi per Bertolucci e Pensalfini per l’ottimo Giorgino.
Al triplice fischio finale torna il saluto della squadra ai tifosi e alla curva: ieri tifoseria e squadra hanno di fatto siglato un nuovo “patto d’alleanza” per assaltare il finale di campionato.
Sempre Forza Taranto, crediamoci!

