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Taranto – Tritium 2-0

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti della partita perfetta: ampio dominio territoriale concretizzato con un gol per tempo del centravanti, poi gestione del risultato, nessun cartellino, nessun infortunio ed alla fine tutti a casa felici e contenti, in attesa dei playoff.

Io invece definirei questa partita dei rossoblu “normale”, finalmente normale.
Una normalità che porta la squadra virtualmente prima, imbattuta da 22 partite e con un obiettivo concreto che è quello di blindare i playoff, a passeggiare contro un avversario non banale ma ormai con la salvezza in tasca, con la conseguenza che non pareva avere tutto questo grande ardore agonistico (anche se solo pochi giorni fa aveva bloccato sullo 0-0 il Sorrento).
Ecco a cosa servono i gol come quello di Guazzo a Foligno col suo bel carico da 3 punti: a mettere i ragazzi nelle migliori condizioni psicologiche per affrontare nel bel modo a cui abbiamo assistito l’avversario seguente, a dare tranquillità. Questi 6 punti in pochi giorni ci fanno tornare a respirare quell’aria di secondo posto che è davvero il piazzamento minimo che la nostra squadra meriterebbe.
Parliamoci chiaro, in Umbria da ieri si festeggia (il destino incredibilmente ha voluto che nel giorno della festa della Ternana, anche gli odiati cugini del Perugia conquistassero la promozione in Prima Divisione) e le Fere hanno meritato questa serie B, ma senz’altro non più di un Taranto che, pur con caratteristiche diverse, ha tenuto una regolarità di marcia impressionante superando a modo suo ostacoli di ogni tipo.

Alla storia dei “primi sul campo” credo poco: ovviamente i numeri quelli sono e non mentono, ma con uno stato di cose diverso il mio parere è che difficilmente la Ternana avrebbe rallentato come ha fatto in certe ultime gare e si sarebbe lasciata rimontare il vantaggio accumulato e “certificato” dalla supremazia in tutti gli scontri diretti con le concorrenti al primato. Tuttavia non abbiamo la controprova ed è giustissimo dare merito a loro che hanno vinto ma anche a noi che senza quel fardello penalizzante saremmo almeno già matematicamente secondi.
A proposito, ritengo un’assurdità la rinuncia al ricorso al TNAS, ultimo e defitivo grado di giudizio. Se non si vuole andare a fondo che senso può aver avuto, a questo punto, il ricorso solo in primo grado oppure non aver patteggiato?
Se confermata, come da comunicato ufficiale, saremo di fronte all’ennesima decisione infantile di ripicca che non fa altro che confermare che siamo di fronte ad una proprietà che può avere meriti e demeriti a seconda dei punti di vista, ma senz’altro mostra di non rispettare il lavoro sul campo dei propri ragazzi e dei tecnici. E la storia degli sms incolleriti inviati alla squadra dopo la gara di Como è un altro indizio in tal senso.
Tornando nello specifico della gara il Taranto ha strameritato i 3 punti avvolgendo la Tritium nella sua classica spirale di gioco. Mister Dionigi, acclamato da tutto lo stadio, nell’ottica delle 4 gare in 12 giorni (ma anche per motivi tattici secondo me), ha fatto rifiatare Antonazzo, Di Deo e Chiaretti inserendo al loro posto Garufo, Giorgino e Rantier. Rispetto a Foligno rientrava tra i titolari anche Alessandro titolare al posto di Bradaschia. Confermato il 3-4-3 di base i rossoblu iniziano abbastanza forte lasciando solo pochi scampoli ai lombardi, tuttavia non si segnalano occasioni clamorose nonostante non manchi una certa pericolosità. A metà tempo il mister inverte gli esterni d’attacco e Rantier manda alto di testa su cross dalla destra sul quale non arriva il difensore ospite: è un gol mangiato che segue a qualche cincischìo precedente e più di qualcuno storce il naso, anzi il labbro, dato che il malcontento si manifesta con qualche fischio. Dura poco però perché verso la mezzora è proprio Rantier che dalla sinistra serve a mezz’altezza un Girardi in gran forma (bentornato!), spalle alla porta il centravanti la tiene alta con un palleggio e gira di sinistro: 1-0, boato dello Iacovone e pratica sbloccata. Appena il tempo per Alessandro di mangiarsi un altro gol a tu per tu con Pansera che l’arbitro fischia la fine del tempo senza che Bremec abbia corso grossi pericoli.
Nella ripresa è ancora Taranto, questa volta i pericoli arrivano dal pezzo forte della compagnia: il calcio da fermo, e più precisamente il corner. Prima Alessandro fa le prove generali pennellando sul primo palo un pallone che viene spedito di un soffio a lato, dopo qualche minuto stesso copione ma Girardi stavolta gonfia la rete sotto la Nord e mette in ghiaccio la partita.
La Tritium che non aveva fatto barricate neanche prima cerca di infastidire i nostri con qualche spunto dei suoi migliori (Bortolotto e soprattutto Casiraghi sono ragazzi molto molto interessanti in prospettiva futura) ma la difesa non traballa e tra mille potenziali occasioni di triplicare sprecate un pò da tutti, soprattutto quando entrano le forze fresche a dare il cambio ai più stanchi, si giunge al termine in scioltezza e si torna secondi per via del concomitante pareggio sia del Carpi contro il Benevento che della Pro Vercelli a Ferrara.

Il Taranto è stato quindi il solito, molto paziente e compatto, con le individualità di Girardi, Giorgino e Prosperi a spiccare sulle altre, ma, per come la vedo io, il test non è così probante in ottica playoff. Credo ci sia un problema strutturale nella qualità della creazione di gioco (ormai demandata quasi esclusivamente ai difensori) che riusciamo a superare soltanto quando i nostri mediani sono molto “intensi” nel pressare e riconquistare palla così da non far ragionare i rispettivi avversari. Ben venga quindi il turnover per mantenere una buona condizione fisica di tutti perché quando caliamo diventiamo molto prevedibili e le squadre migliori hanno molta più capacità di neutralizzarci.
Tra tre giorni è di nuovo campionato e sarà necessario blindare la piazza d’onore contro una Reggiana quasi salva che proabilmente proverà a strappare un punto.
Fino alla fine Forza Ragazzi!

Alla prossima

Fab_Ta

 

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