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REQUIEM

“Après moi le déluge”, disse Luigi XV. La frase, evidentemente, è stata fatta propria dall’ex presidente del Cras Basket Taranto, Angelo Basile, dimessosi dalla carica il 17 giugno u.s. Appariva già evidente, dopo le sue dimissioni, che la squadra già non c’era più. Dopo un rincorrersi di voci che lo davano già vicino al Cus Jonico, dopo varie smentite e dopo l’interessamento dell’assessore Scasciamacchia alla vicenda del Cras, qualcuno forse sperava che Basile facesse marcia indietro. Così non è stato.

Attendevamo la data di oggi, 9 luglio, termine di scadenza dell’iscrizione alla serie A1, ed è arrivata l’ufficialità. Il Cras Basket Taranto ha rinunciato all’iscrizione al massimo campionato e proseguirà -pare- solo con il settore giovanile. A nulla è servito il corteo promosso da un gruppo di tifosi, che ha sfilato giovedì scorso per le vie del centro, tra l’indifferenza generale. A nulla è servita la cordata promossa da Ciro Fiore. Evidentemente alla nostra città non importa nulla di una squadra che ha portato il nome di Taranto in tutta Europa, che ha vinto 4 scudetti, tre Supercoppa, e lo scorso anno (ma sembra una vita fa) anche la Coppa Italia. Forse ai tarantini sfugge che la realtà sportiva del Cras opera sul territorio  da 53 anni, ma visto anche l’affluenza di pubblico al referendum sull’Ilva ormai non c’è da meravigliarsi.

Quante delle persone che riempivano il Palamazzola erano veramente attaccate alla squadra, alla maglia, e quante invece ci andavano semplicemente a passare un paio d’ore usufruendo di pass e ingressi omaggio? Ora non importa più, ora tutto è finito. Partite tutte le giocatrici, rinunciato al campionato, non resta che chiudere il sipario su una realtà meravigliosa che ci ha visto Campioni d’Italia appena un anno fa. Resterà l’amarezza per questa morte annunciata e per l’assoluta indifferenza che la circonda.

Ogni tanto ricorderemo la gloria, la gioia, le bandiere, il taglio della retina. Ricorderemo Greco, Mahoney, Sottana, Godin, Brunson, Young, Vaughn, Batkovic, Zimerle, capitan Siccardi e tutte le fantastiche ragazze viste in questi anni. E purtroppo ricorderemo anche che quando il Cras ha avuto bisogno di Taranto, Taranto non c’era.

Concludo perché il dolore è forte, troppo, anche per continuare a scrivere. Addio Cras, nulla sarà più lo stesso, senza di te.

Da Taranto, passo e chiudo.

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