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TARANTO-POTENZA 3-2

Taranto-Potenza è una sfida tra squadre che hanno vissuto momenti storici assolutamente migliori degli attuali. Chi tra gli appassionati rossoblu non ricorda la bellissima punizione di Emerson che decise la contesa qualche anno fa con la successiva corsa sotto la curva nord vuota come tutto il resto degli spalti perché lo Iacovone non era a norma, oppure la rete salvezza di Cristian Sosa, le prodezze a campi invertiti di Manuel Mancini, Andrea Deflorio o Michele Sergi, i ricordi negativi per le sconfitte cocenti o i pareggi immeritati… Per carità, non è che si parla di sfide passate di Champions League ma oggi senz’altro il livello delle compagini e del campionato è senza dubbio inferiore, ed il Potenza attuale, in particolare, dopo anni di vicissitudini di ogni tipo, è ad un passo dalla retrocessione addirittura in Eccellenza: un’onta che gli appassionati tifosi lucani non meritano di certo.

Allo Iacovone si capisce che della gara importa poco quasi a tutti: l’appeal è molto scarso, la squadra sottovaluta vistosamente l’impegno e tende ad ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo, l’attenzione del (poco) pubblico sugli spalti è rivolta soprattutto ad onorare la memoria di Francesco Carrino, esponente di spicco della Curva Nord e di Ciro Moccia, ennesima vittima sul lavoro nello stabilimento siderurgico tarantino. La curva (ormai da mesi infiniti “confinata” in gradinata) canta ininterrottamente per novanta minuti dando vita, almeno lei, ad un’ottima prestazione che in piazze ed in categorie ben più importanti della Serie D onestamente possono solo sognarsi.

In campo è evidente già da subito che non c’è molta partita. Il Taranto ormai con il suo solito modulo 4-3-3, in serie positiva da diversi turni e che ormai viaggia ad un ritmo che sarebbe valso almeno la zona playoff se fosse stato mantenuto dall’inizio del campionato, non può temere una squadra lucana volenterosa, battagliera ma onestamente parecchio scarsa.Pettinicchio, orfano degli infortunati under Gatto, Bongermino e Rosato e dello squalificato capitano Fabio Prosperi schiera Costantino tra i pali, Brancato sull’out destro e Stigliano dalla parte opposta, Terrenzio e Grieco al centro. Mediana ormai collaudata con Vicedomini sul centrosinistra, Catalano playmaker accentrato e Cordua interno opposto; davanti Molinari torna centravanti con l’aiuto dei tecnici Mignogna e Fumai, al rientro da titolare dopo diverso tempo.

Pronti-via il Taranto sfiora il gol con un tiro di Catalano a lato di un soffio ed una girata fantastica di Molinari che centra in pieno il portiere: sul corner Grieco con una rovesciata in bello stile traduce in gol la partenza sprint dei padroni di casa. Il Potenza cerca di reagire ma senza alcun esito. I lucani giocano con un 3-5-2 molto coperto (praticamente una difesa a 5) ma la mancanza di qualità non permette loro di tradurre in azioni un discreto dinamismo. Il Taranto passeggia senza troppa voglia e quasi involontariamente trova il gol del raddoppio dopo la mezzora con un innocuo colpo di testa di Fumai su cross dalla trequarti destra che incredibilmente l’enorme portiere Falcone non riesce a neutralizzare. Partita già al sicuro e se prima i ritmi erano blandi ora pare quasi si aspetti solo che arrivi il novantesimo. Un atteggiamento del genere non può che ringalluzzire gli ospiti che cercano di affacciarsi nella metà campo rossoblu ed all’ultimo giro di lancette del primo tempo trovano un penalty regalato da Catalano incapace di tirare indietro la gamba sul n.8 Limatola che gli sguscia via appena dentro l’area: lo stesso giocatore trasforma e si va al riposo sul 2-1.

Nella ripresa, come nel primo tempo, il Taranto parte forte e già dopo 4 minuti trova il gol del 3-1: Mignogna pennella un cross di sinistro che scavalca il difensore ospite ma trova il bomber Hernan Molinari pronto in tuffo a mettere la palla nel sacco. E’ il settimo gol in campionato per l’argentino: il Taranto ha trovato un bomber come da tanto non accadeva e sulle sue grandi doti di realizzatore credo sia giusto costruire una squadra che l’anno prossimo sia protagonista di un campionato di vertice, sperando che tutto vada per il verso giusto.

Di nuovo i rossoblu avanti di due gol commettono l’errore di fermarsi e non siamo neanche al 10° quando il Potenza accorcia le distanze un’altra volta con un tiro non irresistibile del bravo centrocampista Grieco, omonimo del difensore rossoblu, che il giovane portierino ex Berretti riesce solo a sfiorare. Partita ancora riaperta ma il Taranto non è in giornata nei suoi uomini migliori, non c’è proprio con la testa: Mignogna e Fumai sono piuttosto indisponenti, Molinari è troppo solo nonostante non molli mai un pallone, i centrocampisti non dialogano, i terzini non affondano, ma in generale è proprio il ritmo generale a restare sincopato, senza sussulti: sembra che appena si voglia accelerare immediatamente si riesca a far male l’avversario perciò si tende a non stancarsi troppo.

A metà ripresa o giù di lì il Taranto ha l’occasione di chiudere la contesa forse definitivamente grazie ad un rigore che il direttore di gara assegna per un tocco di mani in area di un difensore potentino, ma lo svogliato Mignogna non dà forza né angolo al tiro ed il portiere può addirittura bloccare a terra. Da quel momento viene fuori il Potenza che ora ci crede: tenta dalla distanza per sfruttare le incertezze del portiere, cerca le fasce con più costanza, mette ardore, insomma tiene prova a prendersi l’insperato punticino. E l’occasione d’oro arriva con un cross basso dalla destra di Monteiro per l’accorrente centravanti Cibele che viene anticipato di un soffio da Brancato in stirata con grande rischio di autogol. I cambi di Biondo, Faccini ed El Ouazni per Cordua, Fumai e Mignogna non modificano l’andamento della gara (solo Biondo regala qualche buono spunto) che si conclude con i rossoblu di casa in affanno ma vincenti ed ora a +8 sulla zona playout.

Una gara questa che poteva essere affrontata meglio perché si è rischiato di dar vita ad una nuova bruttissima figura dopo quella dell’andata, ma tant’è. Giriamo la pagina e pensiamo al : si va a Napoli in casa del Campania, una concorrente in chiave salvezza. Ma per cortesia, risparmiamoci supponenza e sottovalutazione degli avversari, qualunque essi siano.


TARANTO-POTENZA 3-2

Reti: p.t.: 8′ Fa. Grieco (TA), 33′ Fumai (TA), 43′ Limatola (rig.) (PZ); s.t.: 4′ Molinari (TA), 8′ Fr. Grieco (PZ)

TARANTO: Costantino; Brancato, Fa. Grieco, Terrenzio, Stigliano; Cordua (13′ s.t. Biondo), Catalano, Vicedomini; Mignogna (39′ s.t. El Ouazni), Molinari, Fumai (24′ s.t. Faccini). A disp.: Maraglino, Prete, Papa, Aiello. All.: Giacomo Pettinicchio.

POTENZA: Falcone; Vaccaro, Schettino, De Feo; Polichetti, Limatola, Lancellotti, Marra (2′ s.t. Danieli), Cataruozzolo (9′ s.t. Sambataro); Fr. Grieco (24′ s.t. Monteiro), Cibele. A disp.: Della Luna, Guarnera, Spiezia, Savoia. All.: Gerardo Passarella.

Arbitro: Danilo Iorio di Torre Annunziata (Marco Maiorano di Paola – Luca D’Amico di Rossano)

Ammoniti: Terrenzio (TA); Cataruozzolo (PZ),Vaccaro (PZ).

Espulsi: /

Recupero: p.t. 1′, s.t. 5′.


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