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“UEFA” quale? Chiarimenti sullo stadio “Iacovone”

Un articolo comparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 14 aprile ha riportato l’attenzione sui lavori allo stadio “Iacovone”. Al di là del lapsus sulla classificazione UEFA chiarito poche ore dopo dallo stesso ing. Silvio Scarcelli, coordinatore della struttura commissariale guidata da Massimo Ferrarese – nell’intervista si parla di UEFA 1 e non di UEFA 3, che sarà invece la categoria dell’impianto –  i tifosi e i cittadini si chiedono come mai il progetto, che nelle premesse prevedeva il massimo standard infrastrutturale (il 4) definito dalla UEFA, sia stato in corso d’opera ridimensionato senza alcuna comunicazione ufficiale.

Se si esclude il parametro della capienza, che con 20.049 spettatori supera ampiamente il limite minimo di 8.000 richiesto, lo “Iacovone” nascerà già limitato. La prima differenza tra impianti UEFA 3 e UEFA 4 riguarda l’illuminazione: l’impianto tarantino garantirà uno standard orizzontale di 1.340 lux e verticale superiore a 700 lux, laddove la Categoria 4 ne richiede rispettivamente 1.400 e 1.000. In caso di blackout durante match trasmessi in TV, i sistemi di emergenza ripristineranno 800 lux entro 15 minuti, contro i 900 tassativi per la massima licenza. Si tratta di migliorie che richiederebbero ulteriori risorse, ma quantomeno tempi di esecuzione relativamente brevi.

Il vero scoglio riguarda le aree esterne. Lo “Iacovone” rispetterà i requisiti previsti per la Categoria 3, ovvero almeno 100 posti auto per VIP, ospiti e staff in un’area sicura, e un broadcast compound (l’area per i tir delle produzioni televisive) da almeno 600 m2. Per ottenere la licenza UEFA 4, questi numeri dovrebbero lievitare a 150 posti auto e a 1.000 m2 di superficie piana e priva di ostacoli per i mezzi radiotelevisivi.

È bene precisare che questa diatriba, almeno nel breve termine, non avrà alcun impatto: né sullo svolgimento regolare dei Giochi del Mediterraneo, che richiedono requisiti strutturali meno stringenti rispetto alle maggiori competizioni internazionali, né ovviamente sulla disputa delle partite del Taranto fino al 2031. La questione riguarda interamente la “legacy” dell’impianto, ovvero la possibilità per la città di Taranto di ospitare partite nazionali e internazionali di primo piano. In sintesi, avere uno stadio di Categoria 3 significa rinunciare per sempre alla Serie A (a meno di deroghe, difficili da ottenere già oggi), addio coppe europee, ma anche addio partite della Nazionale maggiore: lo Iacovone potrà ospitare al più le fasi finali degli Europei Under 21 e le partite “estive” delle competizioni internazionali per club – fino al terzo turno di qualificazione di Champions League e fino ai play-off di Europa e Conference League.

In questo scenario si innesta la gestione post-Giochi dell’impianto. In (ovvia) pole position c’è la famiglia Ladisa, proprietaria del Taranto attraverso la holding Finlad. Come dichiarato dell’ex Presidente Vito Ladisa nella conferenza stampa del 19 dicembre 2025, l’obiettivo di Finlad è trasformare, tramite project financing e varianti, le aree limitrofe in un moderno centro sportivo, con campi per il settore giovanile, aree verdi, parchi giochi, spazi per la ristorazione e foresteria: un investimento da 16 milioni di euro in 8 anni.

Qui sorge un possibile conflitto che invitiamo apertamente le parti in causa a scongiurare: i terreni necessari per adeguare lo Iacovone alla categoria UEFA 4, quelli destinati all’ampliamento dei parcheggi VIP e dell’area per i tir delle trasmissioni, sarebbero gli stessi sui quali dovrebbe sorgere la “Cittadella dello Sport”. I tifosi e i cittadini di Taranto, che hanno sempre mostrato un approccio paziente e costruttivo, meritano sicuramente una risposta chiara: non perché qualcuno abbia la pretesa velleitaria di vedere il Taranto in Serie A nel 2031, ma per un doveroso diritto alla trasparenza.

Se lo spazio viene destinato definitivamente al centro sportivo, non può essere usato per i parcheggi, e viceversa. Il rischio è quello di ritrovarsi con uno stadio nuovo, un gioiello che alla fine costerà oltre 70 milioni di euro, che per limiti strutturali in partenza non potrà ambire mai a più che alla Serie B.

Photo credits: pagina Facebook “Aggiornamenti lavori Stadio Iacovone – Taranto”