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Caos tesseramenti in D: facciamo il punto

Il nostro socio e utente del guestbook auer fa il punto sulla querelle-tesseramenti nei dilettanti, alla luce dei ricorsi promossi nel girone H da Team Altamura e Taranto. Un’analisi molto approfondita sulle norme in vigore e sulle interpretazioni possibili.


Negli ultimi giorni si è fatta strada fra l’opinione pubblica la convinzione che non sia mai esistita limitazione ai tesseramenti per i calciatori dilettanti. Il limite dei tesseramenti è regolato dall’art. 95 comma 2 delle NOIF che recita “nella stessa stagione sportiva un calciatore professionista può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società, ma potrà giocare in gare ufficiali solo per due delle suddette società”. Il principio risulta fissato anche nell’alveo delle normative sovranazionali e più precisamente all’art. 5, comma 3, del FIFA Regulation on the Status and transfert of Players, ove si afferma che “i giocatori possono essere tesserati con un massimo di tre società durante una stagione. Durante questo periodo il giocatore è idoneo a giocare partite ufficiali soltanto con due società”. La limitazione risultava dunque valida anche per i dilettanti, nonostante ci fossero stati casi di calciatori che avessero giocato per tre squadre in un solo anno – alcuni dei quali transitati da Taranto nelle stagioni in cui avevano cambiato tre casacche.

Tale interpretazione dell’art. 95 era confermata anche da alcune sentenze della Giustizia Sportiva, tra cui quella della Corte Federale d’Appello Sezioni Unite del 26 giugno 2020, inerente un caso di svincolo per rinuncia. Nella sentenza si legge che “la disposizione (l’art. 95) fa inequivoco ed esclusivo riferimento al tesseramento, sia a titolo definitivo che temporaneo. Essa prevede la possibilità per il calciatore/calciatrice di tesserarsi, nella stessa stagione sportiva, al massimo per tre diverse società, potendo però essere utilizzato/a in gare ufficiali solo per due di esse. la disposizione, del resto, tende a tutelare i calciatori/calciatrici da una migrazione incontrollata tra plurime società sportive che finirebbe per compromettere anche la regolarità dei campionati”. Nella stessa sentenza si fa riferimento anche all’art. 12, comma primo, delle disposizioni sulla legge in generale (cd. preleggi), che ha carattere generale in materia di regolazione, anch’esso definito inequivoco: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”; un principio importantissimo nello studio di ogni ricorso e nella scrittura di ogni sentenza (urly.it/3cwa3).

Giungiamo così al giugno 2020. La FIGC, preso atto di una precedente circolare FIFA, dispone, attraverso una deroga all’art.95, che per la stagione 2020/21 un calciatore professionista o giovane di serie possa tesserarsi, a titolo definitivo o a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società e giocare in gare ufficiali per tutte e tre. La circolare FIFA, secondo la mia lettura, voleva includere i calciatori dilettanti, ma la FIGC l’ha invece scritta in modo da escluderli, non chiarendo se per essi dovesse continuare a valere la vecchia normativa, o comunque non dovesse essere prevista alcuna limitazione nel numero dei tesseramenti per la stagione in corso.

Il caos tesseramenti nasce poi dall’interpretazione della deroga fatta dal Comitato Regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta contenuta nel C.U. N°1 del 3/7/2020 (urly.it/3cwa6) che recita: “Si ritiene utile evidenziare che, a differenza degli anni passati, a partire dalla Stagione Sportiva 2020/2021, tenuto conto della modifica all’ Art. 95 comma 2 delle N.O.I.F. (Comunicato Ufficiale 335 della L.N.D.), nella stessa stagione sportiva un calciatore professionista può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società, ma potrà giocare in gare ufficiali solo per due delle suddette società. Il calciatore giovane dilettante o non professionista che si tessera per società professionistica ed il calciatore giovane di serie sono soggetti alla medesima disposizione. Ne consegue che, la disposizione che limita il numero di società per cui un calciatore possa essere tesserato nel corso della stagione sportiva, sia stata abolita per i calciatori e per le calciatrici non professionisti/e o giovani dilettanti che si tesserano per Società dilettantistiche appartenenti alla Lega Nazionale Dilettanti, restando, invece, in vigore esclusivamente per i calciatori professionisti e giovani di serie. Tale disposizione si applica anche ai calciatori dilettanti esclusivamente nel momento in cui richiedono il tesseramento per una società professionistica”. La suddetta interpretazione ha avviato dunque un circolo vizioso che ha portato a tutta una serie di tesseramenti in alcuni casi fuori controllo, una sorta di ‘liberi tutti’.

L’interpretazione del CR Piemonte e Valle d’Aosta è stata sconfessata in toto e superata dalla sentenza del Tribunale Federale Nazionale sezione tesseramenti che si è espressa in merito al caso Leonardo Cori. Il ragazzo ha ricevuto un secco diniego quando ha chiesto di annullare il rigetto del tesseramento con la GSD Castelfidardo citando, a fondamento del proprio ricorso, la modifica all’art. 95 comma 2 delle NOIF e sostenendo che “nulla, per quanto riguarda i tesseramenti in ambito dilettantistico, viene deliberato nel Comunicato succitato, per cui alcun limite di tesseramento è stato previsto per i calciatori che possono essere tesserati anche per un numero superiore a tre squadre, naturalmente solo e soltanto per la stagione sportiva 2020/2021”. Il TFN ha definito non condivisibile l’interpretazione del ricorrente, in quanto “alcuna disposizione viene emanata nei riguardi dei calciatori dilettanti, per i quali pertanto rimangono i limiti imposti dal testo originario dell’art. 95 secondo comma NOIF, ovvero quelli secondo i quali nella stessa stagione sportiva un calciatore/calciatrice può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società ma potrà giocare in gare ufficiali solo per due delle suddette società”, precisando altresì che “la ratio della norma è quella di evitare uno scambio incontrollato di calciatori tra società diverse nell’ambito della medesima stagione sportiva, a tutela anche dello stesso calciatore”.

Questa sentenza, seppur impugnata dal Presidente Federale, rimane fino a prova contraria la sentenza di riferimento in materia, e sulla base di questa devono far leva i ricorsi di Team Altamura e Taranto, che saranno presto giudicati. La sentenza negativa espressa sul ricorso del calciatore Margiotta di fronte al Giudice Sportivo Territoriale, infine, fa riferimento probabilmente alla citata interpretazione della norma da parte del Comitato Regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta, dal momento che il giudice sottolinea il fatto che il calciatore sia stato tesserato nella stagione da sole società dilettantistiche. Tuttavia bisogna chiarire che il calciatore, tesserato con la Polisportiva Virtus Cilento, con la U.S. Agropoli, con la S.S. Nola 1925 ed infine nuovamente con U.S. Agropoli, seppur tesserato quattro volte, lo sarebbe stato comunque con tre società diverse, e sarebbe sceso in campo con non più di due di esse, rimanendo dunque entro i limiti imposti dall’art. 95 delle NOIF. Alla luce di tutto questo la partita del ricorso sembra ancora aperta, seppur di esito non scontato, e potrebbe essere senz’altro opportuno ricorrere per la posizione di Elefante del Portici, se non lo si è ancora fatto.

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