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Ciao, Presidente.

di Tonino Palese

Ciao, Presidente. Non è facile ricordare con poche parole una figura presidenziale molto importante e carismatica come quella dell’ingegnere Vito Fasano, spentosi poco prima dei 90 anni e a cavallo del suo onomastico. A lui sono da ascrivere i ricordi più belli degli ultimi trentacinque anni del Taranto, a cui seguono a breve distanza quelli legati al secondo mandato di Carelli: un altro grande, compianto Presidente, bersagliato dalla sfortuna, che oltre a raccogliere sempre meno di ciò che meritava, ha dovuto subire, immeritatamente, l’onta della radiazione nel nefasto 31 luglio 1993. Penultimo Presidente dell’era ionica in serie B, Vito Fasano riuscì in due imprese memorabili, che oggi appaiono titaniche: salvare il calcio a Taranto dopo il fallimento dello storico A.S. Taranto, al termine della gestione di Luigi ‘u Cavaliere Pignatelli, e riportarlo in serie B. Eventi difficilmente realizzabili oggi, considerati vere e proprie chimere.

Taranto 1985-86 Goletti; Biondo, Conti; Rocca, Donatelli, Serra; Paolucci, Dalla Costa, D’Ottavio, Lopez, Maiellaro.
Taranto 1986-87 Goletti; Biondo, Gridelli; Donatelli, Serra, Paolinelli; Paolucci, Picci, De Vitis, Maiellaro, Dalla Costa.

Impossibile dimenticare gli undici-tipo delle due annate più belle ed emozionanti del Taranto di Fasano, quando i migliori calciatori venivano confermati… In particolare il secondo, a parere dello scrivente, è stato l’ultimo Taranto che ha letteralmente trascinato la tifoseria rossoblù regalandole emozioni uniche e imprese memorabili, quasi mai più rivissute in riva allo Ionio. Ne ricordiamo qualcuna: il 3-0 al Parma dell’emergente Arrigo Sacchi; l’epico 0-0 di “Marassi” contro il Genoa; l’incredibile 1-0 al “Via del Mare” di Lecce che contribuì enormemente alla vincita record del “13″ di quel concorso del Totocalcio; la vittoria al “Cibali” di Catania dopo 46 anni, la prima del dopoguerra; il travolgente 3-0 sul neutro di Lecce al Genoa, infarcito di calciatori di classe superiore come Eranio, Scanziani, Cervone, Marulla, Cipriani; i mitici spareggi-salvezza del “San Paolo” di Napoli, nei quali il Taranto rischiò di mandare in Serie C la Lazio, compagine che oggi è stabilmente nelle prime posizioni della Serie A.

Di quegli anni resta anche la sensazione, poi smentita dalla realtà, che si provava all’epoca: “Con De Vitis e Maiellaro si va in serie A”. Unico neo della sua gestione, ineccepibile finanziariamente – lasciò il Taranto senza farlo fallire, impresa riuscita a pochi altri dopo di lui – e piena di veri colpi di mercato come Lopez, Biondo, Picci, De Vitis e Maiellaro, fu la cessione del “poeta” Maiellaro al Bari: un boccone amarissimo che non è mai stato mandato giù, nonostante reali e giustificate motivazioni di bilancio. Nonostante ciò, l’esperienza di Fasano alla guida del sodalizio rossoblù è indimenticabile e più che degna di essere ricordata. Grazie Presidente e riposa in pace.