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Le punture di Romanzini | Sconfitta dolorosa

Di Alessandro La Tanza (alias Romanzini)

La partita casalinga persa dal Taranto ieri pomeriggio in pochi l’avrebbero pronosticata, visto il positivissimo cammino recente degli uomini di Ciullo e soprattutto la grande possibilità offerta dallo scontro diretto contro i siciliani, che in caso di successo avrebbe fatto fare il definitivo salto in classifica al Taranto verso posizioni più tranquille. Invece la gara dello Iacovone ha lasciato l’amaro in bocca, perchè tutti hanno assistito ad una gara apparsa segnata in negativo sin dal principio.

L’approccio alla partita del Taranto è stato buono, tanto che nei primi dieci minuti abbiamo assistito ad attacchi abbastanza decisi della squadra di Ciullo, con il gol che è sembrato poter maturare da un momento all’altro. La traversa colpita al 10′ su corner a favore, seguita da una palla facilmente depositabile in porta, buttata in curva da distanza ravvicinata, è stato il primo segnale di un pomeriggio assolutamente negativo. Sono bastati altri dieci minuti di gioco per bruciare due cambi su tre, per gli infortuni di Altobello e Pambianchi, e per subire un rigore contro, che l’arbitro ha assegnato con pochi dubbi, e che ha indirizzato la gara nella maniera desiderata dagli agrigentini. Dal ventesimo minuto di gioco la partita è radicalmente cambiata, perchè il Taranto si è trovato sotto di un gol e con due cambi già bruciati, mentre i siciliani hanno potuto fare la partita ideale in trasferta, ricca di ripartenze, possesso palla, perdite di tempo, e qualche sporadica azione pericolosa ad avversario sbilanciato. La ripresa non ha mostrato progressi rispetto al primo tempo, visto che il Taranto è sembrato spento rispetto alla squadra ammirata di recente. L’Akragas ha approfittato di questa apatia rossoblù per legittimare con il secondo gol il vantaggio ottenuto in precedenza.

Intendiamoci, i siciliani hanno avuto l’indiscutibile vantaggio di essersi trovati di fronte un Taranto stranamente con poco mordente, in pratica hanno giocato contro un avversario che è sembrato troppo brutto per essere il vero Taranto, e ne hanno approfittato. Inconcepibile in uno scontro diretto importante vedere due soli cartellini gialli, uno per parte, ed altrettanto inconcepibile aver tirato pochissimo verso la porta agrigentina, o aver gestito in alcuni momenti della partita la palla in maniera superficiale e improduttiva.

Questa gara strana e segnata dal destino va pertanto dimenticata al più presto, se davvero il Taranto vuole tirarsi fuori al più presto dalla zona pericolosa. In tal senso andrebbe ripensato, in proiezione futura, l’aspetto tattico del Taranto, perchè il 4-3-3 mostrato sinora è sembrato uno schema maggiormente produttivo quando la squadra deve difendersi e ripartire, quando non deve fare la partita, mentre le difficoltà evidenziate dal Taranto quando deve fare la partita probabilmente richiederebbero un Taranto piazzato in campo in maniera differente. Il 4-4-2 che mister Ciullo predilige come schema base potrebbe essere più rispondente ad un Taranto propositivo, soprattutto in casa e soprattutto negli scontri diretti. Magnaghi ad esempio potrebbe avere al suo fianco, quindi più vicino a sè, un altro attaccante (Viola), mentre a centrocampo si ottimizzerebbe l’impiego di gente come Potenza, più ala che attaccante, o Paolucci con la sua grande dinamicità. Al centro della mediana basterebbe a quel punto uno tra Nigro e Maiorano accompagnato da un centrale pensatore da scegliere tra Guadalupi, Pirrone o Lo Sicco. Il recupero di uno dei pochi centrocampisti in grado di attaccare gli spazi come Lo Sicco, unito al recupero di qualche giovane interessante momentaneamente ai box (Paolucci e Guadalupi) dovrebbe consentire a mister Ciullo di studiare strategie appropriate per poter tornare a far punti immediatamente.

Al di la di tutto, a Ciullo va dato il merito di essersi assunto, da bravo comandante, la responsabilità della sconfitta di ieri, una cosa non scontata, che gli fa onore, e che sicuramente ce lo fa apprezzare ancora di più di quanto già fatto di recente, perchè può essere proprio la bravura ma soprattutto l’umiltà di Ciullo la ciambella alla quale attaccarsi per raggiungere la salvezza anticipata in campionato.


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