Go to Top

La vittoria del cuore

Di Romanzini.

E’ stato un successo conquistato col cuore quello del Taranto ieri contro l’Aprilia, in una gara per niente facile. I laziali, penultimi in graduatoria, hanno assunto un atteggiamento rinunciatario sin dai primi minuti di gioco, ed hanno fatto capire a tutti che il pomeriggio dello Iacovone nella domenica delle Palme sarebbe stato tutto sofferenza e imprecazioni.
Che l’Aprilia avrebbe fatto le barricate lo sapevano anche i muri dello stadio, ma nessuno si sarebbe aspettato il Taranto troppo guardingo e troppo poco reattivo della prima frazione, durante la quale Genchi e compagni hanno avuto difficoltà a manovrare e naturalmente a creare occasioni da gol.
I tiri in porta nel primo tempo sono mancati del tutto, e la manovra rossoblù nel complesso è parsa assolutamente insufficiente.
La formazione proposta da mister Cazzarò all’inizio è apparsa subito sbagliata, a causa di un centrocampo che ha visto una lentezza di gioco impressionante nei due centrali Mbida e Marsili e una quasi totale inesistenza delle due fasce, soprattutto sulla sinistra dove Guardiglio non ha spinto per niente.
Le assenze pesanti di Ciarcià e Marseglia non possono e non devono essere un alibi per una squadra che si è mostrata troppo “piatta” per essere vera.
La presenza in campo di ben tre difensori centrali ha completato un mosaico sbagliatissimo, che ha prodotto l’approccio sbagliato e lo 0-0 squallido del primo tempo.
Questo quadro tattico ha inoltre messo in grande difficoltà tutto l’attacco rossoblù, con Genchi e Siclari spesso chiamati a tornare indietro per cercare palloni giocabili e con il solo Gaetano, spesso confinato a sinistra, che si è battuto per produrre qualcosa di buono.
Anche la ripresa si è aperta ricalcando lo stesso motivo del primo tempo, e qui va valutata l’incapacità di Cazzarò di cambiare pelle alla squadra a gara in corso.
De Lucia e Ibojo nella ripresa sono stati spettatori non paganti, ma mentre per il portiere il fatto costituisce un bene, molto meno lo è per il difensore, inutile in campo, in un momento in cui il Taranto è stato chiamato a attaccare a pieno organico.
Tardivo l’inserimento di Alvino in campo, bravo peraltro a rendere più movimentata la manovra d’attacco, e altrettanto tardiva è stata la sostituzione di un Siclari sottotono con il più frizzante Ancora.
Lo spostamento più centrale di Gaetano ha prodotto gioco e occasioni, ed ha certificato l’errore iniziale di Cazzarò, che avrebbe dovuto proporre dall’inizio lo scugnizzo napoletano a centrocampo al fianco di uno tra Marsili e Mbida con un trequartista over in più davanti.
L’assedio, iniziato verso il 65 minuto, dopo i cambi, è terminato nella maniera più logica, con il gol di Genchi e il raddoppio di Gaetano.
Resta il rammarico di una gara approcciata malissimo e impostata altrettanto male.
Le ultime della classe verranno a Taranto o giocheranno contro il Taranto sempre nello stesso modo, sta a noi saper interpretare queste gare nella giusta maniera; se segni presto, queste partite le finisci in goleada, ma se il gol inizia a tardare, rischi seriamente di fare una cattiva figura.
Sui singoli. Bravissimo Gaetano, probabilmente il migliore in campo per rendimento e determinazione; l’impressione che il ragazzo renda meglio in posizione centrale da trequartista resta. Bravo Genchi come al solito, e bene anche Pambianchi dietro, autore di un recupero eccezionale. Tutti gli altri devono e possono dare di più.
Adesso godiamoci la sosta pasquale, in attesa di giocarci le 6 finali che residuano ala fine della stagione.
Il -2 dalla vetta certifica che in vetta tutto è aperto, e quasi certamente la vittoria finale ce la giocheremo sino al’ultimo minuto dell’ultima giornata.
Ma il cuore visto sino al 95 può e deve fare la differenza con gli altri avversari, quel cuore in cui si sono stretti squadra e pubblico ieri per spingere il pallone in rete, quel cuore mostrato dalla curva che ha aumentato l’incitamento ai ragazzi proprio nel momento di maggiore difficoltà.
L’unione di intenti deve riportarci in quella dimensione più appropriata per una città di 200.000 abitanti palpitante di passione, quella Legapro che va riconquistata con i denti, per riprendere quel cammino interrotto assurdamente quattro anni orsono, e per recuperare tutti quei tifosi che anche da casa ieri hanno sofferto almeno quanto noi allo Iacovone.

 


DISCLAIMER
Il sito fondazionetaras.it ospita alcune rubriche gestite da tifosi e/o associati i cui contenuti rappresentano il pensiero dei rispettivi autori e non quello dell’associazione che si esprime unicamente attraverso lo strumento dei Comunicati Ufficiali e/o articoli a firma diretta della Redazione.

L’A.P.S. “Fondazione Taras 706 a.C.” non si assume alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati dagli autori delle rubriche. Inoltre, per evitare deprecabili situazioni (quali l’inserimento di foto pornografiche o oscene, l’inutilità di commenti volgari, offensivi e/o atti ad incitare la violenza) l’A.P.S. “Fondazione Taras 706 a.C.” si riserva il diritto di eliminare tutti quegli interventi che sono solo di insulto e di nessuna utilità al dibattito. L’autore rimane l’unico responsabile del contenuto dell’articolo pubblicato.