Di Romanzini.
L’immagine del pubblico diviso dopo il secondo gol di Genchi è probabilmente l’immagine che meglio ritrae l’attuale momento del Taranto. Non è stato bello vedere ieri i diversi settori dello stadio contestarsi a vicenda, nonostante il risultato in campo fosse ampiamente positivo, e alla squadra non si potesse attribuire assolutamente scarso impegno. Il dato che deve far riflettere è uno, importante. Quest’anno ci troviamo a -6 dalla vetta, attualmente occupata da una squadra che non è assolutamente una corazzata, in un campionato di una mediocrità disarmante, con risultati domenicalmente impensabili. Il Taranto ha ancora la possibilità concreta di giocarsi tutte le chances promozione, visto che in tre settimane sono già 4 i punti recuperati a chi ci sta davanti. Nonostante ciò, le presenze allo stadio sono sempre pochissime, e se facciamo un paragone con la stagione precedente, il dato è addirittura incredibile in negativo, visto che lo scorso anno il Taranto di Campitiello è stato molto più distante dalla vetta, realisticamente quasi sempre fuori dai giochi per il primo posto, ma con un seguito assolutamente maggiore in termini di presenze allo stadio. La delusione presente in tantissimi amici tifosi è un dato di fatto, così come è un dato di fatto la scarsa fiducia che l’ambiente nutre verso chi gestisce attualmente il calcio nostrano, ma se il primo dato è tutto sommato comprensibile, lo è molto meno il secondo, visto che con buona memoria dovremmo ricordare tutti ciò che è successo l’ultima estate, calda e terribile come al solito dalle nostre parti. Gli errori compiuti dalla dirigenza sono stati tanti, le fregature altrettanto, ma nonostante tutto il Taranto è li, e può ancora giocarsi le residue speranze promozione. A chi giova questa divisione nel tifo? A nessuno, giacchè su una cosa saremo probabilmente tutti d’accordo: per vincere ci vuole un ambiente coeso che spinga in quella direzione. La vittoria è la conquista di una città, non di una parte di essa. La partita ieri è stata difficile, anche grazie ad un Torrecuso che non ha fatto le barricate, ma si è giocato la gara a viso aperto. Gli avversari hanno tenuto costantemente tre uomini in zona d’attacco pronti a pressare i portatori di palla e soprattutto a ripartire verso De Lucia. Il Taranto è stato bravo a sbloccare subito la gara, e successivamente a chiuderla con il secondo gol, più che mai necessario e indispensabile, visto che il gollonzo domenicale finiamo sempre col prenderlo. Molti sono gli spunti positivi venuti fuori dalla partita di ieri. In difesa si è notato quanto bene faccia alla intera retroguardia avere un centrale dei tre dai piedi buoni oltre che dal fisico imponente. La presenza di Mbida ha permesso al Taranto di ripartire da un calciatore in grado di impostare l’azione da dietro. A centrocampo nella ripresa abbiamo potuto apprezzare la validità di Marseglia sulla fascia sinistra, un ragazzo under che ha gamba, senso della posizione, una ottima predisposizione al cross e due piedi niente male. Essendo un esterno sinistro di ruolo, la speranza è che vada finalmente a coprire quella falla spesso venuta fuori di recente in quella zona del campo. In attacco molto bene Gaetano, un ragazzo che sa giocare sia da trequartista sia da terzo a sinistra dell’attacco rossoblù. Buona anche la posizione del primo tempo di Genchi e Siclari, più vicini tra loro, e soprattutto più vicini all’area avversaria. Le note meno liete sono venute dalla mediana, con un Marsili decisamente sottotono, e due fasce che nella prima parte di gara non hanno inciso quanto il 343 vorrebbe, con qualche eccezione dalla parte soprattutto di Nosa. A centrocampo manca la predisposizione ad attaccare la profondità da parte dei centrocampisti centrali, propensi più al lancio, e questo costringe spesso gli attaccanti a ripiegare verso la mediana, Genchi soprattutto, ma anche Siclari. Forse un elemento tra le linee, magari proprio Gaetano, può favorire l’occupazione di quella fetta di campo tra mediana e attacco spesso risultata sguarnita. La presenza futura di due fasce che attaccano, con Nosa in condizione migliore e Marseglia a sinistra, può fornire certamente alternative di gioco spendibili. Sui singoli. Genchi ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che il Taranto non può prescindere da quel che fa, e soprattutto da quell’esempio di professionalità che ci dona ogni domenica. Sugli over menzione per Mbida e De Giorgi, bravi in retroguardia, e anche per Pambianchi in evidente ripresa. Tra gli under sicuramente Gaetano su tutti, davvero bravo, e un bravo anche a Marseglia, eccellente a sinistra. Adesso sotto col San Severo, con il secondo posto a -2 e la vetta a -6, distanze raggiungibili, a patto che l’ambiente si decida definitivamente a mostrarsi coeso. Le vittorie del Taranto sono le vittorie di tutti, non solo di una parte della città.
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