di Romanzini
Pomeriggio di emozioni forti quello vissuto ieri allo Iacovone. C’è voluta tutta la forza e la determinazione della squadra per ribaltare un risultato che ci vedeva sotto di due gol sino ad un minuto dalla fine del primo tempo.
Lo splendido guizzo di Siclari ha di fatto riaperto una gara sembrata stregata, l’ennesimo pomeriggio di passione e illusioni. Stavolta il gol dell’attaccante, spesso criticato a sproposito e autore di un lavoro oscuro e continuo a favore della squadra, ha permesso al Taranto di raddrizzare la partita e farla propria. Siclari poi ha esagerato nel suo personalissimo pomeriggio eccezionale, visto che per ben quattro volte ha timbrato il cartellino domenicale. Il ragazzo ha mostrato quel che sa fare quando è nei sedici metri finali, ed ha spezzato quella Genchi-dipendenza in fase realizzativa che poteva costituire un limite per chi vuole vincere.
L’avversario di turno, il Potenza di Marra, non è stato a guardare. I lucani hanno affrontato l’impegno con volontà e determinazione, mostrando un gioco produttivo, mai rinunciatario, e soprattutto pericoloso in ogni azione compiuta nella porzione di campo ionica. I due gol realizzati dal Potenza sono stati il frutto del gioco frizzante dei lucani mixato ad un approccio di gara non proprio positivo del Taranto. La ripresa ha mostrato una partita completamente diversa. Il Taranto ha fatto sua la gara grazie al pari conquistato praticamente in avvio, e poi grazie ad una condotta di gara non più superficiale, ma combattiva e volitiva. Tutti gli undici in campo hanno dimostrato che con cuore e gambe si può vincere contro chiunque e in qualunque situazione.
Sui singoli. Qualche sbavatura è venuta fuori nel reparto difensivo, orfano della velocità e della dinamicità di De Giorgi. Qualche incomprensione tra i tre giocatori del reparto ha creato grattacapi a ripetizione, soprattutto nel primo tempo. Le difficoltà della difesa si sono originate anche per una mediana ottima in impostazione e spinta con Ciarcià ma molto meno brava in interdizione, con il rientrante Chiavazzo sembrato ai più un pesce fuor d’acqua. Bravo Cazzarò a capire l’imbarazzo dell’intera squadra alla mezzora del primo tempo, quando ha buttato nella contesa Ancora, molto bravo nell’uno contro uno e capace di rendere la superiorità in attacco ad una squadra chiamata a recuperare. L’attacco poi con la splendida giornata di Siclari e con l’ennesima conferma di un grande Genchi e di un positivissimo Gaetano ha completato la rimonta nei confronti dei lucani.
Considerazione d’obbligo. Il Taranto ha vinto la partita grazie ai cambi. Questo dimostra per l’ennesima volta quanto sia importante la panchina, quanto sia determinante per i panchinari farsi trovare pronti in qualsiasi momento della gara. L’apporto splendido di Ancora, la diligenza di Guardiglio entrato nella ripresa, la determinazione di Alvino nel finale hanno reso la rimonta possibile e spettacolare. La vittoria di ieri ci ha consentito di scavalcare il Nardò sconfitto a Marcianise e mantenere il -2 dalla Virtus facilmente vittoriosa sullo smobilitante Bisceglie. A quattro gare dalla fine la lotta per il vertice sembra essersi ridotta a due squadre, entrambe con due gare casalinghe e due esterne. La speranza è che così come avvenuto con il Potenza ieri, che si è giocato la gara al meglio delle sue possibilità, la stessa cosa facciano coloro che si scontreranno contro la Virtus, per un discorso di equità sportiva e non solo.
Per il resto il pomeriggio di ieri ha mostrato uno Iacovone che con 5000 presenze ha iniziato a mostrare finalmente il suo vero volto. Quante squadre anche in cadetteria si possono permettere un pubblico così? L’immagine dello Iacovone più pieno di gente diventa uno spot meraviglioso per tutti, anche per coloro che chiedono a gran voce che il calcio ridiventi quello della gente, quello delle famiglie, quello del tifo. Chissà cosa possono aver pensato in Lega, chissà cosa hanno pensato quelli di Sportube, piattaforma televisiva della Legapro, vedendo le immagini dello Iaco. Forse hanno immaginato quanti milioni di contatti in Italia e nel mondo potrebbe fare il Taranto in Legapro. Non si sbagliano. Il Taranto adesso ha una città di 200000 anime e tutta una provincia pronte a spingere la propria squadra verso quella serie C persa non sul campo, da riguadagnare a tutti i costi, per non parlare dei milioni di fuorisede sparsi per il globo terracqueo e sempre attaccati domenicalmente in maniera viscerale al Taranto calcio. E’ delittuoso vedere certi spettacoli a certi livelli, ed è ancora più evidente verificare quanto questa passione meriti ben altri palcoscenici, capaci di renderla ancora più grande nei numeri.
Il messaggio è per tutti, Taranto deve tornare a certi livelli, lo merita la gente e lo meriterebbero tutti coloro che non hanno mollato mai, quelli di sempre, quelli per cui il Taranto è molto di più di una semplice questione di cuore.
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