di Alessandro La Tanza alias Romanzini.
Che il monday night sarebbe stata una serata folle l’abbiamo capito tutti alla lettura delle formazioni in campo. Ieri sera abbiamo visto schierata dal primo minuto una squadra strampalata, con un ragazzino del 98 centrale di una retroguardia in cui i due giocatori esperti sono stati schierati ai suoi lati, un difensore centrale infortunato sino a pochissimo tempo fa schierato ad esterno di centrocampo a sinistra, una mediana priva di un briciolo di fosforo e esperienza, e come ciliegina sulla torta un attacco inesistente, con un mediano a centravanti e a sinistra un cursore, accompagnati dal solo Bollino che nel deserto poco ha potuto. Questo Taranto voleva essere frutto di un pensiero folle, quello di non dare punti di riferimento agli avversari, e almeno in questo la cosa è riuscita, visto che i giocatori brindisini spesso si sono girati verso la loro panchina perché non ci stavano capendo niente.
E’ bastato un modestissimo Francavilla dunque per avere ragione di un Taranto senza capo e coda, una squadra svuotata da qualsiasi forma di volontà, con capacità tecniche modeste, che si è permessa il lusso di lasciare in panchina proprio i giocatori meglio dotati tecnicamente e soprattutto più dotati di esperienza in certi tornei. La scelta della formazione iniziale deve però avere una motivazione, giacché se dovesse essere stata davvero il frutto di una settimana di lavoro ci sarebbe davvero da preoccuparsi su chi sino ad ora l’ha condotta. Quando la parte più importante della squadra, tra difesa, centrocampo e attacco, viene relegata tra panchina e tribuna, questo può significare solo una cosa, spogliatoio diviso.
L’analisi della partita si può ridurre a poche righe. Ha fatto tutto il Francavilla, tre gol a favore, un autogol a nostro favore, un rigore generosamente concesso dai difensori brindisini, una confusione finale. Abbiamo dovuto aspettare ben sessanta minuti per vedere sostituito Albanese a sinistra, lato del campo dal quale abbiamo subito tutti e tre i gol, surrogato da un Langellotti che sarà anche inesperto ma da quando è entrato ha cambiato la storia della partita su quella fascia. Abbiamo dovuto subire tre gol per vedere in campo, in una gara casalinga, una punta di ruolo, Balistreri, che almeno ci ha messo impegno e volontà, e abbiamo dovuto attendere tre quarti di gara per verificare che il Taranto ha giocato meglio quando i suoi giocatori hanno fatto praticamente di testa loro, attaccando a testa bassa e sfiorando il clamoroso 3-3 negato dal palo colpito da Nigro. Questo Taranto strampalato nonostante una serata di follia pura quindi ha rischiato addirittura di pareggiarla la partita, segno inequivocabile che l’avversario non è stato granché e soprattutto che sarebbe bastato un impianto di gioco più logico negli uomini e negli schemi per portare a casa almeno un punticino.
In settimana è arrivato un Direttore Sportivo con i fiocchi, Fabrizio De Poli, che ieri sera avrà riempito la sua agenda di appunti; adesso è arrivato il momento di scrollarsi di dosso totalmente quel dilettantismo che ci ha condotto sino a questo punto con scelte scellerate, prendendo un allenatore che sia tale, esperto e capace di tirare fuori il Taranto da questa situazione scabrosa. L’allenatore nuovo serve come il pane perché è stata soprattutto la gestione dello spogliatoio la cosa che è riuscita meno a Prosperi, la cosa che ha evidenziato la sua inesperienza, oltre ad una ottusità ed una mancanza di elasticità che non può essere nelle corde di chi vuole allenare a certi livelli. Le dichiarazioni post-gara dell’allenatore hanno denotato inoltre una clamorosa mancanza di equilibrio nella valutazione della partita, una gara impostata male, nata peggio, e finita in maniera terribile, con l’ennesima umiliazione subita da avversari probabilmente increduli sull’accaduto. L’augurio migliore che ci possiamo fare in questo amarissimo martedì è che la Società abbia sfruttato la notte per riflettere sulle scelte fatte sinora, e sulla scia di decisioni eccellenti prese di recente, come quella dell’ingaggio di un DS bravo prosegua nell’opera di trasformazione di questo Taranto in una squadra non più dilettantistica, ma fatta finalmente di professionisti che sappiano in breve tempo ribaltare un destino che oggi appare drammaticamente segnato.
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15 Novembre 2016 - 15:09
Egregio dott Romanzini vorrei fare qualche considerazione.A parte il fatto che per voi è diventato quasi obbligatorio trovare un capro espiatorio ad ogni partita vi invito a fare un’analisi più corretta.Sul primo gol il difensore ha accompagnato l’attaccante fino a tre metri dalla porta.Il secondo gol è stato frutto della non copertura sempre del difensore o di un centrocampista centrale.Il terzo gol è avvenuto quando il calciatore incriminato non era più della partita e ancora una volta il difensore centrale ha guardato l’attaccante mentre saltava.In conclusione visto che scrive su un sito Autorevole spero che in un prossimo futuro analizzerete scriverete con la massima obbiettività.
DISTINTI SALUTI
15 Novembre 2016 - 18:26
Dispiace per Prosperi, da sempre legato a questi colori, ma la disamina di Romanzini è la cruda realtà dei fatti.
Ad oggi i numeri parlano contro Prosperi. Inoltre, se schieri una formazione come quella di ieri sera, rischi l’esonero anche vincendola la partita, perchè in casa, contro una squadra non abituata a simili palcoscenici, non puoi schierare 0 attaccanti di ruolo e improvvisare dei ruoli.
La netta sensazione è stata quella che il mister abbia voluto dimostrare qualcosa al gruppo, mettendo fuori gente che, secondo lui, non segue i suoi dettami calcistici, senza guardare a nomi o età.
Un discorso che può essere costruttivo nelle giovanili o in una squadra piena di rincalzi validi, non per il Taranto attuale che fatica anche con la formazione tipo.
La sensazione è quella di uno spogliatoio diviso da quando si è insediato Prosperi e, per il bene del Taranto, fosse vera tale sensazione, occorre porre immediatamente rimedio, perchè gennaio è ancora lontano e non credo che a rinforzarsi sarà solo il Taranto.