Ripartito con il perentorio successo sul Picerno di domenica scorsa (3-0), Michele Cazzarò si appresta a sbarcare in Ciociarìa con la ciurma rossoblù per affrontare l’Isola Liri. Una tipica squadra da centroclassifica quella frusinate (11ª in graduatoria), che ha collezionato 8 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte, segnando 30 reti e subendone due in più. Buono il rendimento in casa, dove gli uomini di Grossi hanno raccolto i due terzi dei punti che possiedono: 20 in 11 gare, grazie a 6 vittorie e 2 pareggi (3 le sconfitte), con 12 gol fatti e solo 9 subiti. Con 21 gol complessivi, il “Nazareth” è il secondo stadio in cui si è segnato meno finora dopo il “Giovanni Paolo II” di Nardò (20). I tre passi falsi interni dell’Isola Liri sono arrivati con formazioni che la precedono attualmente in classifica, ovvero Unicusano Fondi (0-2 alla 13ª), Bisceglie (0-2 alla 15ª) e Virtus Francavilla (1-2 alla 17ª, l’ultima). I 6 successi interni sono stati conseguiti contro Turris (3-2 all’esordio), San Severo (1-0 alla 3ª), Aprilia (1-0 alla 5ª), Progreditur Marcianise (1-0 alla 9ª), Gallipoli (2-0 alla 19ª) e Nardò (2-1 alla 21ª, ultima gara giocata tra le mura amiche). Il pareggio manca dallo 0-0 con l’FC Francavilla dell’11ª: l’altro era maturato contro il Potenza, 1-1 alla 7ª.
Ennesima occasione per il Taranto per invertire un trend esterno non in linea con le velleità di classifica. L’ultimo successo esterno risale ad un girone fa, quando gli uomini di Cazzarò si imposero con lo stesso risultato e contro lo stesso avversario di domenica scorsa (3-0 al Picerno alla 5ª). Il pareggio manca dal beffardo 2-2 di Pomigliano d’Arco, con rimonta doppia dei locali negli ultimi istanti di gara, mentre l’ultima sconfitta lontano dallo “Iacovone” è il recente 1-2 patito a Francavilla Fontana contro la capolista il 24 gennaio.
CURIOSITA’
Unico precedente, relativo alla gara d’andata, favorevole agli ionici. L’Isola Liri giungeva a Taranto da squadra di alta classifica ma, come testimoniato dall’atteggiamento passivo sul green dello “Iacovone”, si trattava di una tipica sorpresa da inizio campionato. Il rosso di Manetta al 51′ spianava la strada agli uomini di Cazzarò, vanamente protesi fino a quel momento alla ricerca del gol. Apriva le danze Alvino a metà ripresa, con un sinistro effettato dopo un 360 al limite dell’area, chiudeva Genchi da bomber di razza sette minuti dopo.

