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I tre punti di vista: 10^ giornata

Akragas-Taranto

di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”

1. La prima (sconfitta) di Prosperi non poteva e non doveva essere la gara “campione” per testare e giudicare la squadra. Il comportamento e la prestazione dei rossoblu, invece, sono un gradevole e piacevole alito di vento durante una giornata di scirocco. La strada resta comunque lunga e tortuosa. Non cambia granché il concetto in questi casi: anche a Prosperi, così come a Papagni, vanno dati il tempo e i mezzi per lavorare su una rappresentativa che, con il rientro di due-tre uomini importanti e i ritocchi di Gennaio, si spera possa diventare una squadra dignitosa. Il modulo scelto per questa ennesima avventura – il 3-4-3 – non è esattamente il sistema base per cominciare un percorso tattico di lunga durata, ma riconosco che è il trio di difesa (quando è disponibile) il vero principio granitico sul quale lavorare e soprattutto l’unica certezza. Pertanto le strade per intraprendere altre idee, al momento, non sono poi tante. Agrigento sarà il primo vero test importante per Prosperi, avendo a disposizione tutti tranne Stendardo che, a causa di un episodio extra-calcistico, rimarrà a Taranto. Faccenda che doveva essere gestita con quel pizzico di buon senso in più che caratterizza la gente intelligente. L’aspetto comportamentale sarà il vero test: è giunto il momento in cui la squadra deve prendere quella forma definitiva che sarà alla base di una tranquilla salvezza o, per essere al passo coi tempi, del “mantenimento della categoria”.

2. L’avversario. L’Akragas. Intanto un merito: è la squadra più giovane del girone con un’età media di poco più di 22 anni. Mister Lello Di Napoli col suo team ha curato bene questo aspetto con ragazzi di valore e di buona scuola. La storica vittoria di Catania di qualche settimana fa, oltre a dare fiducia all’ambiente, ha nebulizzato autostima ai giovani ragazzi che al momento si trovano nel mezzo della classifica con 11 punti e con buone possibilità di rimanerci stabilmente. Domenica scorsa contro la Fidelis, nonostante una gara molto attenta e all’altezza in cui meritavano di vincere, sono stati beffati al 48° della ripresa da un tiraccio di Cianci. Il Taranto deve essere vigile ed attento alle continue mutazioni tattiche di Di Napoli che, proprio per questo motivo, è l’allenatore tra i più interessanti e seguiti dell’intero girone.

3. Il modulo. Lo spartito principale e’ il 4-3-3, avendo Mister Di Napoli lavorato molti anni con Campilongo. In realtà, il suo attuale schema è proprio quello di non averne uno fisso. La sua capacità è, anche grazie alla fiducia ambientale e qualche vittoria inaspettata, quella di lavorare su continui cambiamenti durante la gara, frutto della disponibilità tattica dei suoi ragazzi. Per dare un’idea, sui giornali o sui siti sportivi di lunedì scorso il tipo di schema che generalmente affianca formazioni e tabellini non era uguale per tutti i giornalisti o addetti ai lavori. Davanti al portiere Pane, l’Akragas si dispone inizialmente a 4 con capitan Marino che detta i tempi di difesa, passando da 4 a 3 avendo esterni come Sepe e Zanini pronti a salire. Gli altri colleghi di reparto sono l’ex Russo (poco ex) ed il rientrante Thiago. A centrocampo, il riferimento principale è l’Argentino Pezzella: attorno a lui girano il sorprendente giovanissimo Coppola (’97) e Zanini, autore di incursioni e gol pesanti. In avanti i frizzanti Salvemini e l’ex ischitano Longo, entrambi pugliesi, supportano l’italo-argentino Gomez, prima punta, scuola Sassuolo.

Buon Taranto a tutti, A.B.

Redazione

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