di Angelo Briganti alias “Lambrugo” – Coordinamento Tifosi Tarantini Fuorisede “Danilo Fato”
VIBONESE-TARANTO
1) I tre punti, fondamentali per uscire dalla crisi, consentono ad un buon Taranto di stare lontano da quell’ultimo posto che avrebbe portato altra confusione. Quasi tre mesi dopo l’ultima vittoria (contro l’Andria) i rossoblù arrestano le velleità del Melfi, in serie positiva da 5 turni. Vittoria necessaria anche e soprattutto per avere quella serenità che consente di avere le idee più chiare, per tracciare la strada che, ci auguriamo, porterà ad una tranquilla salvezza. A dire il vero, già dall’approccio iniziale, contro il Melfi si annusava qualcosa di positivo nell’atteggiamento, complice anche qualche importante accorgimento tattico contestualmente ad una crescita naturale della squadra, con quasi tutta la rosa a disposizione (e questo va sottolineato). Se poi a questo ci aggiungiamo la disponibilità ambientale, allora si comprende il perché del successo di ambienti provinciali, lì dove si ha quella intelligente sapienza e pazienza di aspettare ed essere vicini alla squadra nel bene o nel male. Perlomeno durante i 90 minuti. Nel dopo-gara giusto e ovvio fischiare o applaudire. Spesso nel passato, in situazioni simili, si contestava in maniera scomposta e fuori luogo anche durante la gara peggiorando situazioni già molto complicate. Martedì scorso contro il Melfi gli artefici della vittoria non erano solo in campo ma anche in curva, bravissimi a capire il momento difficile e far bene il proprio lavoro in attesa dei primi colpi di De Poli, che aiuteranno Prosperi a rimodellare una squadra con diverse criticità.
2) L’AVVERSARIO. VIBONESE
Intanto una buffa curiosità. I rossoblù calabresi non hanno in comune col Taranto solo il ripescaggio e i colori sociali, ma anche i punti in classifica (15). Non solo: stesse vittorie (3), pareggi (6) e sconfitte(8). Inoltre c’è una certa somiglianza nella costruzione della squadra, fatta in poco tempo e con qualche errore grossolano sul quale si intende rimediare. A fine campionato si vedrà chi avrà lavorato meglio: ma questo concetto vale per tutti. Per questi motivi, al momento, non risulta facile dare un giudizio definitivo o comunque catalogare una squadra che non ha brillato per continuità o spettacolarità, visti anche i 9 gol realizzati che la collocano all’ultima posizione come marcature. Le prestazioni altalenanti, anche in virtù di una rosa ristretta e non esattamente composta da prime scelte, conferiscono ai calabresi quell’imprevedibilità a cui il Taranto deve fare molta attenzione. Il bravissimo mister Costantino, insieme a tutto l’ambiente, sono abituati a questa tipologia di gare e soprattutto sanno bene il peso della posta in palio. Pur non essendo una sfida decisiva, potrebbe lasciar traccia. Dando un’occhiata al passato c’è solo un precedente tra le due squadre, quello del campionato 1998/99: un 3-2 a favore della Vibonese (con doppietta di De Luca per gli Jonici), ai tempi di Zangla, Campioli, Gori e Naccari.
3) IL MODULO.
Il mister calabrese ha variato molto il modulo durante questa prima parte del campionato, quasi sempre tenendo fermi alcuni punti come la difesa a 4 ed il centrocampo a 3, tranne nei casi in cui, come l’ultima gara a Catanzaro, avendo ben 5 calciatori indisponibili ha dovuto necessariamente cambiare con un inedito 4-1-4-1 (disponibile il solo Di Curzio come punta). Lo schema che però è stato più utilizzato è stato anche quello che ha portato più punti, cioè il 4-3-1-2 quasi sempre con trequartista tattico (Favasuli): potrebbe essere lo schema che vedremo contro il Taranto. Ma questo dipenderà dalla probabile presenza di Giuffrida (centrocampista centrale), dalla forma fisica dei due attaccanti, in particolare del capitano Saraniti, e soprattutto di come intendono sostituire lo squalificato interno Paparusso. Comunque i calabresi, pur rinunciando a uomini del calibro di Franchino, Cogliati e Giuffrida, recuperano il portiere Russo, Rocco Sabato e Favasuli oltre a capitan Saraniti, autore di 5 gol e capocannoniere della Vibonese. Quindi, davanti a Russo, la difesa si disporrà con i 4 da destra Usai, Manzo, Sicignano e il vecchio Sabato a sinistra: una difesa oggettivamente con molte criticità. A centrocampo la probabile iniziale assenza di Giuffrida potrebbe costringere Costantino a rimodulare un centrocampo dinamico a 4 con Yabré, Tindo, Legras e l’ex Chiavazzo, con possibile Favasuli a fare il “tattico” tra la mediana e la monopunta Saraniti.
Buon Taranto a tutti, AB
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