Una storia d’amore fatta di gioie e bugie, dolore, speranza e una tradizione impossibile da interrompere: il racconto di oggi mescola sapientemente tutti questi ingredienti, restituendoci alla memoria l’esperienza lunga una vita di Alberto Pupino.
Il mio amore per questi colori ormai si perde nella notte dei tempi: sono ormai quasi 50 anni che mio padre e, prima di lui, mio nonno mi hanno donato e tramandato questa passione. Avevo poco più di 5 anni la mia prima volta e fu mio nonno, ex dirigente del Taranto ed ex arbitro, a portarmi in tribuna, avendo l’ingresso gratuito in tutte le tribune di Italia: inutile dirlo, l’unica tribuna che frequentava era quella del Mazzola e poi del Salinella.
Fui stregato da quella mia prima volta ed avrei voluto ritornarci ogni domenica; ricordo ancora le storie fantasiose che mio nonno doveva inventarsi per farmi rimanere a casa durante le partite più “calde”: una volta mi racconto di una invasione di api, cose di questo genere, anche se già da allora mi sentivo pronto ad affrontare persino i draghi pur di vedere quei colori correre su di un prato verde.
Qualche anno dopo, mentre io ormai ero diventato un assiduo frequentatore del Salinella, mio nonno si ammalava di cuore e forse avrei dovuto raccontargli io qualche storia per farlo rimanere a casa. Sopratutto quella domenica di fine Settembre del 1969 con il Taranto appena ritornato in serie B alla prima partita casalinga, un Taranto-Varese.
La formazione del Varese 1969/70, che poi
vinse il campionato di Serie B. Contro il Taranto
0-0 all’andata e al ritorno
Io e mio fratello con mio padre ci recammo allo stadio senza dire niente al nonno: non era stato bene nei giorni precedenti e pensavamo che se non fossimo passati a prenderlo sarebbe rimasto a casa; poi – ricordo come fosse ieri – dalla curva sud dove ci trovavamo lo vedemmo passare in barella dal bordo del campo.
Non poteva mancare al ritorno in serie B del suo Taranto e ci ha lasciati così con negli occhi i colori più belli del mondo.
Una storia un pò triste, ma con un lieto fine, perchè ora che sono nonno ho iniziato a portare mio nipote allo stadio: dovreste vedere come mi aspetta trepidante la domenica quando sono a Taranto con indosso felpa e sciarpa rossoblù; mi ha detto che vuole una bandiera e che la prossima volta vuole andare in curva.
La tradizione continua, perchè per noi il Taranto è una questione di famiglia.


