Go to Top

UN GIORNO SI E UN GIORNO NO…

Una macchina da goal, una macchina per viaggiare in trasferta, una macchina del tempo per portarci indietro con la memoria a tempi gloriosi, una macchina che corre nel buio a fari spenti e interrompe la vita di un mito, una macchina che mi toglie un affetto caro.. C’è sempre una macchina nella mia vita. Io sono legato ad una macchina.

Prende il mio sangue, lo depura, me lo restituisce, mi tiene in vita, senza di lei non posso avere il domani, mi sostiene mi leva tutto e mi dà tutto.. un giorno si, un giorno no, un giorno si, un giorno no, per sempre. Un giorno si ed un giorno no alimenta la mia speranza di vedere ancora il mio Taranto e di continuare a sognare di poterlo rivedere lì dove merita, lì dove, un tempo da ragazzo, sognavo la serie A.

Finita la dialisi, stanco e felice, si parte per Sestri Levante. Ancora una trasferta, l’ennesima e tutto si rinnova, tutto prende colore. La gente di Taranto, il rumore, quello strano dialetto che per molti è incomprensibile e quasi fastidioso per me assume i connotati d una splendida melodia, amici di vecchia data, nuovi amici, un interesse comune una sola speranza… che questa sia la volta buona. I nostri eroi sanno cosa significa per noi questa vittoria, ne siamo certi, sanno quanto i tarantini e Taranto abbiano bisogno di un riscatto; se è vero che il riscatto andrebbe trovato e dovrebbe nascere in altri contesti, è pur vero che da una costola del vivere civile si può ottenere un importante cambiamento. Bisogna crederci, Noi Vogliamo Questa Vittoria.

E poi la partita, il goal, l’urlo, l’abbraccio, le bandiere che sventolano, e Gianni Sebastio che vorrei abbracciare e ringraziare per tutte le volte che a distanza mi ha fatto sussultare con il suo “Lasciatemi dire questa splendida frase…. il Taranto è in vantaggio”. Purtroppo poi sappiamo come è andata, mi piacerebbe fare una analisi tecnica, vorrei tanto, ma anni di lettura di amici capaci mi suggeriscono di non provarci nemmeno.

Resta amarezza, ma al contempo la certezza di averci provato con tutte le nostre forze. I ragazzi, il Presidente, il mister, i tifosi, tutti promossi; quello che non passa nemmeno questa volta è la nostra capacità di disgregazione dettata forse da una atavica abitudine alle varie dominazioni che abbiamo subito, tanto da non riuscire più a riconoscerci, a riconoscere gli amici dai nemici. Ci siamo cosi tanto assuefatti a questo modo di vivere che a volte non riusciamo a comprendere che siamo noi stessi gli artefici del nostro male.

Assuefazione, abitudine…. non posso fare a meno di citare un passaggio di uno splendido libro di Oriana Fallaci che tratta della vita dell’eroe Greco Alekos Panagulis: Un Uomo

“L’abitudine è la più infame delle malattie, perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte.
Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto. L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d’averla addosso ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.” Reagiamo, ribelliamoci, riappropriamoci del nostro futuro nel calcio, nel vivere civile, prendiamo cio che è nostro e cerchiamo di volerlo tutti insieme

di Gianluca Scafa


DISCLAIMER
Il sito fondazionetaras.it ospita alcune rubriche gestite da tifosi e/o associati i cui contenuti rappresentano il pensiero dei rispettivi autori e non quello dell’associazione che si esprime unicamente attraverso lo strumento dei Comunicati Ufficiali e/o articoli a firma diretta della Redazione.

L’A.P.S. “Fondazione Taras 706 a.C.” non si assume alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati dagli autori delle rubriche. Inoltre, per evitare deprecabili situazioni (quali l’inserimento di foto pornografiche o oscene, l’inutilità di commenti volgari, offensivi e/o atti ad incitare la violenza) l’A.P.S. “Fondazione Taras 706 a.C.” si riserva il diritto di eliminare tutti quegli interventi che sono solo di insulto e di nessuna utilità al dibattito. L’autore rimane l’unico responsabile del contenuto dell’articolo pubblicato.

Admin

About

La redazione di taras706ac.it è formata da volontari, non professionisti, che si dedicano al progetto Fondazione Taras con passione, spirito di servizio, amore e la giusta dose di follia.