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Al Righi di scena Maradona e il Taranto

di Maria Giovanna Crocicchio

Come ogni giovedì anche ieri il Taranto F.C. 1927 è stato protagonista del progetto “I love Taranto”, l’Istituto che ieri ha ospitato la compagine rossoblu è l’Augusto Righi di Taranto. La pellicola scelta è stata “Maradona di Kusturica” un documentario che ha per protagonista lo stesso Diego Armando Maradona, seguito passo dopo passo dal regista in una lunga intervista, ritratto tramite flashback e immagini di repertorio. Al ritratto del grande campione sportivo si contrappone l’uomo, consapevole della sua miseria, che diventa senso di colpa per i tanti errori commessi e rimpianto per non essersi potuto godere le figlie e la famiglia a causa della droga e dell’alcool. Maradona è un uomo, ed un giocatore, che si è bruciato con la droga “Che grande giocatore sarei potuto essere, senza la cocaina”, dice a un certo punto. Perché è questa la conseguenza principale della tossicodipendenza: i tossici perdano famiglia, amici, lavoro e desiderano l’isolamento, piuttosto che il contatto con le altre persone.

L’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti è stato l’argomento della discussione, seguita alla visione del film, con il team manager Carlo Termite, con i giocatori Alessandro Mirarco, Benito Cicerelli, con l’osannato capitano Fabio Prosperi, con la dott.ssa la dott.ssa Paola Cocozza (coordinatrice del progetto) e con la dott.ssa Crocicchio MariaGiovanna (Psicologa del Settore Giovanile).

Si è cercato di far comprendere agli studenti che la maggior parte delle tossicodipendenze ha inizio occasionalmente, per gioco o per sfida proprio alla loro età, spinti dalla convinzione del tutto errata, di smettere quando lo si desidera. Si inizia con la somministrazione occasionale di una sostanza in compagnia degli amici per sentirsi “grandi”, per passare successivamente all’assunzione abitudinaria, fino al momento in cui si crea una vera e propria dipendenza e tolleranza dalla droga, nel senso che l’individuo necessita una dose sempre più elevata di sostanza per ottenere lo stesso effetto.

Al termine del confronto i beniamini rossoblu si sono concessi a foto ed autografi tra il calore e l’entusiasmo dei giovani tifosi che non li lasciavano più andare via.