Taranto e Trieste. Due realtà geograficamente lontanissime, ma unite da un triste destino comune: una “vocazione” siderurgica che soffoca ogni alba e tramonto in una cappa di polveri e fumo.
Trieste e Taranto. Due squadre di calcio che hanno dato vita a uno dei match più memorabili della storia rossoblù: un turbinio di marcature enfatizzate da continui collegamenti radiofonici dell’inviato da Trieste di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Una partita leggendaria, entrata di diritto nell’immaginario collettivo del tifoso tarantino.
Triestina e Taranto: l’esordio fra i professionisti e l’ultima sfortunata, maledetta esperienza del mito rossoblù, Erasmo. Un sottilissimo filo rosso invisibile ai più, che si manifesta in tutta la sua forza emotiva una sera a cena, quando l’autore di questo racconto scopre di avere di fronte a sè un compagno di squadra del proprio idolo.
Che beffarda la vita e che piccolo il mondo. Io tifosissimo del Taranto, entrato per la prima volta allo stadio a 4 anni per vedere il funerale di Erasmo, mi ritrovo a cena col padre della mia attuale compagna, che vive in un paesino sperduto della campagna friulana, il quale, saputa della mia passione per il Taranto, mi comincia a raccontare che ha giocato insieme al nostro mito Iacovone nella Triestina, delle loro uscite insieme, dei loro scherzi goliardici, del fatto che era piccolino, ma di testa le prendeva tutte lui, del fatto che amava le belle ragazze… ma che un giorno uscito con una ragazza poco attraente tutti i compagni lo sfottevano e lui rispondeva loro “vi piacciono gli uomini”, del fatto che alla Triestina non segnava.
Un giovanissimo Erasmo Iacovone con la maglia
della Triestina (insieme all’allenatore Malavasi)
Mi ha anche raccontato che tempo fa aveva sentito il bisogno di ricercare la moglie di Erasmo dopo 25 anni per ricordare la purezza di questo ragazzo insieme… insomma, il nostro mito era proprio un bravo ragazzo… semplice ed umile e campione mancato. E io ero commosso a sentire i ricordi di chi lo aveva conosciuto e passato con lui i momenti di spensieratezza giovanile. Ci guardavamo impressionati, io e il papà della mia ragazza, pensando a quanto è stato beffardo il destino prima con Erasmo, ma anche a far incontrare me e lui a quello stesso tavolo, uniti da un unico filo sottilissimo, pur avendo vissuto a distanza di 1100 km l uno dall altro!
La sintesi della RAI di Triestina – Taranto 4-6

