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Un Taranto eroico

TARANTO – POTENZA 2-0 – Maledetti play off. Stramaledetti. Il Taranto ha schiantato il Potenza, vero, ma gli ottomila dello Iacovone hanno sofferto, palpitato, imprecato e, alla fine, esultato. Alla grande. Un urlo liberatorio che si è levato in cielo. Il Magico si aggiudica la finale Play Off del girone H e domenica, per la fase nazionale, attende allo Iacovone il Rende.

L’ATTESA – Domenica molto particolare. Molto vento in mattinata e cielo nuvoloso. l’estate stenta ad abbracciare Taranto. Alle spalle del campo B si gioca il derby di cricket Taranto – Lecce. In campo, tantissimi ragazzi dello Sri Lanka accompagnati da gazebo con coppa, musica e belle figliole. I tifosi che giungono allo Iacovone da via Lago Maggiore si godono lo spettacolo.

E’ domenica di comunioni e cresime: tanti, tantissimi tifosi sono costretti al ristorante. Il lavoro di mandibole non viaggia di pari passo con le coronarie: le richieste di aggiornamenti dagli assenti si fanno numerosi e pressanti. E’ clima play off. Il Taranto è atteso dalla sua gente.

– 30 MINUTI  – Gli ottocento tifosi del Potenza sono già in curva sud e scaldano le ugole. I loro cori sono sempre molto efficaci. La Nord si presenta con numerose strisce verticali che fungeranno da coreografia per l’ingresso in campo. In Curva i biglietti sono polverizzati da tempo. La gradinata si presenta abbastanza piena; tanti i volti nuovi: oggi assenti sui gradoni chi ci aveva fatto compagnia per buona parte della stagione, ovvero gli ospiti delle scuole calcio, delle medie e superiori… le regole della LegaD sono stringenti. L’impatto visivo dello Iacovone è comunque d’impatto.

-15 MINUTI – La partita è stata preceduta dall’annuncio dell’addio del capitano Fabio Prosperi e dall’ennesimo bubbone legato al calcio scommesse, con la solita giustizia sportiva che produrrà le solite prescrizioni. Si affaccia Domenico Campitiello sul green dello Iacovone e saluta, corrisposto,  i tifosi presenti in gradinata e curva. Anche il settore ospiti prepara una coreografia e i cori contro il Matera si sprecano. A Colummella saranno fischiate le orecchie ultimamente.

La partita è ad eliminazione secca. In caso di parità, si va ai supplementari. Non è una partita qualunque. non può esserlo, a prescindere.

In gradinata Taranto Supporters espone ” Un calcio corrotto e senza ideali… siete voi i veri criminali”.

SQUADRE IN CAMPO – Taranto in rossoblu e Potenza in completo bianco. Mignogna e Marsili out. Cazzarò prova a rimescolare le carte schierando Mirarco tra i pali, Ibojo, Marino e Pambianchi dietro, Porcino e Cicerelli a dominare le fasce, Ciarcià (Capitano), Vaccaro e Gaeta a costruire, il bomber e Gabrielloni in avanti. Gli ospiti sono privi di Palumbo, squalificato.

IL RUGGITO DELLO IACOVONE – Che spettacolo. Fasce rosse e fasce blu sormontano l’anello inferiore. I bandieroni dei gruppi (da segnalare nuovo bellissimo bandierone del Gruppo Zuffa) si sistemano nell’anello superiore mentre, al centro, la maglia “12 Curva Nord” che accompagna gli ultras nei momenti topici delle ultime stagioni.
Anche i potentini regalano spettacolo: realizzano anche loro spicchi colorati nella Sud e , al centro, il simbolo del capoluogo lucano. Al centro, il motto in latino coniato da Gabriele D’Annunzio: “Iterum rudit leo!” (il leone ruggisce ancora!). Un delirio: uno spettacolo di passione popolare davvero sprecato per la serie D. Ma è tempo di graffiare le ugole: “Quando l’urlo s’alzeràààà”

IL MATCH – La partita è nervosa. La tensione in campo si taglia a fette. Ciarcià ha la fascia al braccio ma appare spiritato con battibecchi continui con arbitro e avversari che – volutamente – lo provocano platealmente. I falli si sprecano e l’arbitro – molto inglese la sua direzione di gara – prende sovente abbagli: verso il 25′ prima caccia Giocomarro dalla panchina ospite per reiterate proteste. Poi, intorno al 40′, caccia Marino che, sotto gli occhi del guardalinee, colpisce un avversario quando l’azione di gioco era lontana. Un’ingenuità madornale, che lascia il Magico in dieci, con una partita (ed eventuali supplementari) tutti da giocare. E’ il Taranto che si affaccia più volte dalle parti dell’area di rigore lucana: prima Genchi trova il modo di mangiarsi l’impossibile sotto la Nord; successivamente, un tiro senza pretese diventa sguisciante per Patania che ha bisogno di un poderoso colpo di reni per evitare il patatrac.

APPLAUSI  – Dalla Nord si alza lo striscione “Galigani intercettato, il tuo gioco è terminato” che raccoglie gli applausi scroscianti non solo di tutto lo Iacovone ma anche dei potentini che, in passato, hanno potuto constatare le indiscusse qualità dell’ex DG.
Nuovi applausi per lo striscione “semplicemente… grazie capitano”. Doveroso aprire una piccola parentesi: i rapporti tra Curva e Prosperi non sono mai stati idilliaci. Anzi: nel recente passato sono state diverse e articolate le criticità (chi ricorda il post trasferta di Brindisi della scorsa stagione con tanto di striscione?). Ma le parole espresse da Fabio Prosperi nell’annunciare il suo commiato dalla maglia più bella ha – di fatto – sotterrato una strisciante ostilità che il tempo ha lenito. Grazie capitano. Sempre e comunque.

PERNACCHIE  – All’arbitro. Tal Marchetti di Ostia Lido. Un vanesio protagonista. Nel nostro piccolo, riteniamo essere scevri dal piagnisteo e da un vittimismo troppo presente nella vita pallonara nazionale. Ma questo qui è andato veramente oltre. La partita gli stava sfuggendo di mano dopo decisioni cervellotiche che hanno scontentato tutti. Ma lo zenit lo raggiunge a fine primo tempo: Cicerelli in attacco, a due passi dal limite dell’area di rigore viene circondato da quattro maglie bianche; si libera ma, prima di tirare in porta,  viene abbattuto da dietro. Cosa farà l’arbitro? Ammonirà il difensore? Darà la punizione? Niente di tutto questo. Fischia la fine del primo tempo nell’incredulità generale, scatenando le proteste veementi dei calciatori del Taranto e della Curva, tanto che sono costretti a circondarlo per la tensione che questo campione ha generato. Mai vista tanta inutile supponenza.

PORTACI VIA – Si ricomincia. Prosperi si prende il posto di uno spento Gaeta e la sua fascia capitano. E’ la svolta del match: in inferiorità numerica, il Magico colpisce inesorabilmente. Passano una decina di minuti che Marchetti assegna un penalty in favore del Magico. Il bomber si posiziona sul dischetto mentre Patania si muove in maniera provocatoria per distrarre il capocannoniere del girone (fallì un rigore proprio a Potenza). La rincorsa è breve ma inesorabile. Taranto in vantaggio. Genchi colpisce ancora. Lo Iacovone si fa bolgia. Un delirio. Il Bomber si beccherà pure un ammonizione per essere andato a beffeggiare Patania. Dalla Nord partono fumoni arancioni di notevole effetto. E’ festa. Parte il ” lo sai che chi non canta è un barese” che viene seguito anche dalla gradinata. Da strabuzzarsi gli occhi e le orecchie. Gli ospiti sono ammutoliti. L’inferiorità numerica non lascia affatto tranquilli: il Potenza scheggia prima la traversa e, nel momento di massima pressione ospite, il Magico raddoppia. Da azione di rimessa, un pallone magico viene messo al centro dove spunta la cucuzza magica di Ibojo che dà un’incornata violentissima di testa al pallone e trafigge per la seconda volta la porta lucana. E’ goooool… il “coloured”, alla sua prima marcatura con i colori più belli del mondo, va a raccogliere il meritato abbraccio della squadra e dello Iacovone. E’ uno spettacolo nello spettacolo. Mirarco, splendido in almeno tre occasioni, prima gli ospiti della gioia del gol (monumentale in almeno due occasioni)… nel frattempo, anche Genchi trova il modo di mangiarsi il secondo gol. Cazzarò fa rifiatare Gabrielloni (ovazione) e mette in campo Colantoni. Poi tocca al capocannoniere del girone prendersi gli applausi scroscianti del pubblico di Taranto: al suo posto Giuseppe Giglio.

FESTA – “Non aver paura, non sarai mai solo, Taranto, io t’amo”. Siamo al recupero. Mirarco si immola. “Son tarantino e me ne vanto”; la Nord regala emozioni mentre il Potenza è groggy, consapevole di essere fuori dai giochi. Manca ancora poco: Marchetti da Ostia Lido mette il fischietto in bocca: è fatta!!!! Un grande Taranto, in inferiorità numerica, abbatte il Potenza e passa alla quarta fase. Continua il sogno rossoblù della Lega Pro.

TRIBUTO – Alla tifoseria del Potenza. Che possa raccogliere le soddisfazioni che merita. E anche alla squadra… nonostante qualche provocazione di troppo, a fine gara rimane sotto il settore ospiti e, successivamente, va a salutare la Nord di Taranto, impetuosa in questa domenica di maggio. Adesso sotto con il Rende: e che il dio Eupalla ci arrida.