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SORPASSO!!!

TARANTO – POTENZA 1-0 – Sono passati dieci minuti del secondo tempo e la partita non si sblocca. Un match a viso aperto con due ottime squadre che si annullano a vicenda. Spazi chiusi, difese blindate. Il Potenza aspetta, il Taranto costruisce. La trama di questo film è scritta. In gradinata si soffre e si confabula nervosamente. Un socio fondatore della Fondazione Taras annuncia: “qui la partita si può sbloccare solo con un tiro da fermo”. Taac: punizione dal limite. Lo stesso socio fondatore: “qui ci vuole Marsili”. Taac: Marsili sul pallone. Sempre il socio fondatore: “Marsili deve ripetersi dopo Turris-Matera”. Taac: Marsili segna e lo Iacovone esplode. Marsili, uno dei migliori in campo, la mette dentro sotto la Nord. E’ delirio. E’ apoteosi. Il Taranto è in vantaggio. Il Taranto è in vantaggio. Il Taranto è in vantaggio.

L’ATTESA – La sveglia squilla molto presto. La Salinella alle 07.00 del mattino è coperta da una nebbia fittissima. Poche anime in un ambiente inedito alle nostre latitudini. Si entra e si montano gli striscioni “amo la squadra della mia città” e “il calcio senza tifosi perde la propria anima” e, in gradinata, si gonfiano quasi mille palloncini coi colori più belli del mondo. Si stempera la tensione con Gianni Sebastio in radio che snocciola numeri: è record di biglietti venduti. 1.100 da Potenza. Nemmeno ai play off di serie D ci sono stati tanti biglietti venduti. Lo Iacovone comincia ad essere un luogo di pellegrinaggio. Si rivedono vecchie facce. Si richiama l’attenzione sul presentarsi allo Iacovone con discreto anticipo. Nel mentre, Nord, gradinata e tribuna sono presidiati dai gazebo “Liberi e Pensanti” a sostegno del #unomaggiotaranto. L’evento culturale più imponente della città, completamente autofinanziato, senza padroni né padrini. Le lancette dell’orologio si muovono con una lentezza inesorabile.

IL PUBBLICO DI TARANTO – Segnare sotto la Curva Nord. Saltare con la gradinata stracolma. La tribuna che risponde al triplice coro “portaci via”. Una domenica perfetta. Tanti i volti nuovi. Qualcuno che si lamenta delle bandiere che coprono la visuale… gli stessi vessilli che hanno accompagnato il Taranto ogni domenica, anche davanti a pochi intimi. Ma lo Iacovone è bello così, pieno. Anzi, stracolmo. Ribollente di passione. Coi volti di tante ragazze, tanti bambini. Sciarpe, bandiere: tutti a caccia della terza vittoria consecutiva.

PRELUDIO – Quindici giorni prima, la Juniores andò a sbancare Andria proprio nell’immediata vigilia del match contro la capolista. Si ripete la magia due settimane dopo: i nostri ragazzi della Juniores vittoriosi a Potenza 24 ore prima del big match dello Iacovone. La Juniores conquista meritatamente i play off e lancia la volata alla prima squadra. I cancelli dello Iacovone aprono alle 13.00. Manca più di un’ora ma l’afflusso sembra ordinato. Nella Nord si monta un lungo striscione bianco con caratteri rossoblu: “Il nome di una città… la passione per due colori” che fa immaginare una scenografia da parte degli ultras. In gradinata si intravedono coriandoli e si rispolverano diverse bandiere.

35 MINUTI AL MATCH – La squadra in campo viene salutata con un boato. Entrano tutti, i volti sono concentrati. Arriva pure Campitiello con la sciarpa “vintage “ portafortuna della Fondazione Taras. Applausi a scena aperta anche per il Presidente che raccoglie l’applauso di tutti i settori. C’è anche il tempo per Campitiello di battere un rigore con relativa ovazione sotto al curva.
Ultimi dettagli prima della battaglia: comincia a riempirsi anche il settore ospiti. Gli spalti pieni e tanti tifosi fuori ancora in attesa di entrare. Taranto – Potenza è un evento. Inutile girarci attorno: siamo in serie D ed è “solo” la Terza che sfida la seconda. C’è elettricità nell’aria. Cielo terso e primo vero caldo primaverile. Le pacche sulle spalle si sprecano: è ora di prendere posto.

10 MINUTI AL MATCH – Tutto è pronto. I ranghi sono serrati. Le ugole sono pronte per essere graffiate, le mani per essere spellate. I coriandoli vengono distribuiti copiosi. Si intravede qualcosa dalla Nord che regalerà sicuramente emozioni. Lo spettacolo dello Iacovone è pronto: si apra il sipario: il calcio, finalmente, è della gente.

LA CARICA DEI DIECIMILA – Squadre in campo. “Torneremo nella Nord” è la parola d’ordine. Anello superiore: il Taras in groppa al delfino con il tridente che guida alla gloria. Di fianco, i bandieroni. Anello inferiore: mega copri curva a strisce orizzontali rossoblu con le sette lettere che abbiamo scolpite con caratteri d’oro nel cuore: T A R A N T O. In balconata ”Il nome di una città… la passione per due colori”. E’ un tripudio di colori, i più belli, i più sentiti. Dal campo si levano al cielo i quasi mille palloncini rossi e blu che regalano anch’essi un effetto scenografico importante. Il tutto, condito da fumogeni e torce che da curva e gradinata regalano un effetto “argentino” a tutto lo Iacovone.

SETTORE OSPITIFinalmente una tifoseria numerosa allo Iacovone. E’ possibile misurare le passioni contrapposte sugli spalti. Una gara sul campo e l’altra sui gradoni. Come è giusto che sia. Ai lucani fu preclusa Andria una decina di giorni fa. A Taranto arrivano sulle ali dell’entusiasmo, dopo una vittoria “clamorosa” in casa della capolista Andria. La squadra va – giustamente – a mille e il match dello Iacovone vale una stagione. A Potenza è vera mobilitazione. I biglietti vengono polverizzati: non si parla d’altro per una settimana. La carovana rossoblu lucana arriva in riva ai due mari ordinata e compatta. Sulla S.S. 106 vengono poste diverse segnalazioni per il settore ospiti. Il tragitto è sorvegliato in maniera efficace.
Il settore ospiti presenta diverse “pezze”. Non c’è uno striscione dominante. Ci ricordavamo di loro molto “british” nello stile, confermato anche in questa calda domenica di aprile. Con le squadre in campo, il settore ospiti si presenta con tante bandiere a dividere: rosse da una parte, blu dall’altra, con lo striscione “innamorati” e annessa coreografia (dalla gradinata non si scorgerà il soggetto della coreografia… sorry). Come qualità, i potentini non li scopriamo certo adesso: li ricordiamo allo Iacovone con uno striscione “tributo” a George Best, appena scomparso. Bello il loro impatto, compatto (anche loro con tanti occasionali), a tratti molto originali. Si sentono quando lanciano cori secchi e decisi, anche in svantaggio e con l’uomo in meno non demordono, nonostante la gara rinunciataria dei loro beniamini.

IL MATCH – Cazzarò non cambia le carte in tavola: Prosperi torna titolare al posto di Marino ma l’undici titolare resta quello. Mirarco tra i pali, dietro Ibojo, Pambianchi e il Capitano, Cicerelli e Porcino a far danni sulle fasce, fosforo a cura di Ciarcià, Marsili e Mignogna, il bomber e Gabrielloni con il compito di devastare la retroguardia ospite. La partita è contratta: due ottime squadre si contrappongono, col Magico che prova a fare la partita e il Potenza che resta in attesa. C’è tensione in campo e lo spettacolo lo regala la tifoseria di casa: il coro “Te lo dico con la voce, te lo dico con il cuor, rossoblu è la mia vita” scalda i cuori e viene ripetuto più volte. Anche la gradinata prova ad accompagnare la Nord, grazie al testo stampato, distribuito prima della gara. Diecimila cuori rossoblu palpitano per il Magico in maglia bianca. Anche questa è Taranto (serie D, girone H). Il Magico lotta, cerca di scardinare la retroguardia lucana ma gli ospiti sono venuti allo Iacovone con il chiaro intento di non prenderle e riprovare qualche ripartenza. Cazzarò conferma l’impostazione di gioco con pressing alto a tutto campo e difesa granitica: il Potenza formato trasferta in questa stagione ha sempre segnato e questo particolare non può essere sottovalutato. Il primo affondo del Magico avviene dopo venti minuti. La gara è spigolosa e alla mezz’ora viene ammonito Viola nel Potenza. Pochi minuti dopo il cartellino giallo se lo becca anche Barillari. L’intento dei lucani è palese: non prenderle. Intanto l’Andria vince a Pozzuoli. Si va al riposo.

IL SORPASSO – Si ricomincia. Le ugole sono calde. La trama di questo match è già scritto: solo un episodio potrà scardinare l’equilibrio in campo. E l’episodio è sul piede caldo di Marsili. Calcio di punizione dal limite. Rincorsa. Boooooombaaaa di Marsiliiiiii. Boooooooom. Sotto la Nord. Taranto in vantaggioooooooo. Taranto 1, Potenza 0. Sorpassoooooo. Lo speaker dello Iacovone si scatena, richiamando il nome del centrocampista rossoblu. MA SSI MI LIA NO MAR SI LIIIIIIIII. Lo Iacovone diventa bolgia. E’ un delirio. La gente si accappotta schizzata tra i gradoni. Il Taranto è secondo in classifica, è remuntada. Si comincia ad assaporare la terza vittoria consecutiva. Mai successo finora. Doppio cambio per il Potenza: Caraccio e Di Senso per Lolaico e Lauria. La Nord intona “che sarà, sarà” con annessa maestosa sciarpata. Poi, sempre con le sciarpe al cielo “t’amo, io t’amo, solamente tu”. E’ un crescendo. “Assime pacce” coinvolge tutto lo stadio. Imponente anche il “portaci via” scandito a gran voce da tutti i settori dello Iacovone, per non parlare del “lo sai che che chi non salta” che fa tremare curva e gradinata. “Torneremo nella Sud” fa letteralemente palpitare i fragili cuori rossoblu, sponda jonica.
Il Magico cerca di tenere il campo: il Potenza è stordito, non ribatte. Terzo cambio per il Potenza: fuori Barillari per Amendola ma il copione del match resta granitico. Cazzarò sostituisce Gabrielloni con Russo a cinque minuti dal termine, senza farne altre. Mirarco questo pomeriggio si è annoiato: lo vediamo solo in occasione di un evidente offside per il Potenza, quando stende l’attaccante lucano. Ma il gioco era abbondantemente fermo. All’ 81′ Potenza in dieci per espulsione di Caraccio: la partita, di fatto, si chiude qui.

APOTEOSI – la squadra che salta e balla sotto la curva, la terza vittoria consecutiva (mai successo finora), il Potenza all’asciutto fuoricasa. In due settimane il Magico ha battuto le battistrada del campionato con convinzione, forza, tenacia. Finita 1-0 e sorpasso avvenuto. Gli spalti dello Iacovone diventano incandescenti. Il Magico fa sua la partita dopo una gara attenta, guardinga e risoluta. Un match che la vigilia aveva prospettato difficile e che il campo ha confermato in tutto e per tutto. La prodezza di Marsili vale il secondo posto, un traguardo meritato nonostante le traversie delle ultime settimane. Forza ragazzi: abbiamo vinto, siamo secondi e belli come il magnifico sole di questo pomeriggio d’aprile.

Enjoy Taranto! Nulla ti è precluso.


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