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CORSARI PASQUALI

SARNESE – TARANTO 1-3  – Il sogno del Taranto non si ferma. Nemmeno a Sarno, contro una squadra dalla classifica tranquilla. Tre giorni dopo aver schiantato la capolista Andria, il Magico bissa un secondo tempo da favola e si prende altri tre punti. Troppo diverse le motivazioni in campo. Il Magico espugna anche Sarno e, finalmente,  fa sentire il fiato sul collo alle battistrada del campionato.

LA TRASFERTA – E’ Giovedì Santo.  E a  Taranto sappiamo cosa significa. Alle 15.00, proprio in concomitanza del fischio iniziale, partono i riti della nostra Settimana Santa. Mentre tutto l’anno questi aspetti si fondono che è una bellezza, in giornate come queste è davvero dura dover optare tra la “tarentinità” e l’essere tifosi del Taranto.  Passione e tradizione in questo giovedì santo lacerano tanti cuori rossoblù.  I duecento biglietti a disposizione non verranno polverizzati ma la presenza dello zoccolo duro sarà garantito.

Prima del match, nel parcheggio antistante il settore ospiti del Felice Squitieri, si inganna l’attesa giocando a pallone. La cittadina, colpita anni fa da una devastante frana, ci accoglie con benevolenza. Si attende il pullman degli ultras per entrare tutti insieme. Si montano gli striscioni “Curva Nord Taranto” e “Taranto Supporters”, si levano al cielo le bandiere, si fissa il tamburo e il tifo è pronto a partire.

FAIR PLAY – Uno striscione di benvenuto “Benvenuti a Sarno” viene portato dotto il settore da sei ragazzini delle giovanili. A fine gara, così come accadde allo Iacovone, la squadra granata a salutare i tifosi di Taranto. Signorilità allo stato puro.  Complimenti.

IL MATCH – Cazzarò conferma l’undici che ha frantumato l’Andria tre giorni prima. Mirarco tra i pali, Ibojo, Marino e Pambianchi dietro, Cicerelli e Porcino sulle fasce, Ciarcià, Marsili e Mignogna ad illuminare, Genchi e Gabrielloni a terrorizzare la difesa campana in avanti.

INGRESSO IN CAMPO – “Quando l’urlo s’alzerà”. Le bandiere offuscano la visuale ma regalano spettacolo e colore. Poi, il coro massiccio “Conquista la vittoria”. Il Taranto prende subito il pallino del gioco in mano: Mignogna e Genchi cominciano ad affacciarsi nell’aria di rigore di casa mentre nel settore il coro “… e non vedo l’ora di sostenere” viene portato avanti per ben 15 minuti di fila. Ugole immolate sull’altare della vittoria. Il Magico è padrone del campo, ma la sua azione è sterile. Pambianchi prima, una rasoiata di Genchi che fa la barba al palo dopo, Mignogna per ben due volte rendono il Taranto protagonista del match. Ma la partita intensa di domenica sembra aver pesato sulle gambe degli undici rossoblù. Il timore è rivedere lo stesso film di Arzano. Intanto, da Andria e Brindisi, arrivano risultati sorprendenti.

SQUILLI DI TROMBA – A svegliare la squadra al rientro ci pensa una tromba tipo “vuvuzuela”. Potente, fragorosa, immensa. Sembra sortire l’effetto voluto. Nel secondo tempo il magico diventa inarrestabile. Il pressing molto alto visto già contro la capolista risulta vincente. Gabrielloni  – ancora lui – soffia dai piedi di Catalano il pallone in piena area e viene abbattuto. Rigore ed espulsione per l’ingenuo difensore sarnese.   Sul dischetto il bomber non sbaglia. Taranto in vantaggio. Il Magico è padrone del sintetico. I padroni di casa provano con un cambio a rimescolare le carte in tavola ma non hanno fatto i conti con il capocannoniere del girone. Pressing alto: Peppe Genchi  – letale anche oggi – ruba palla ad Esposito, entra in area e insacca. Straordinaria, immensa doppietta del cecchino rossoblù. Nel settore è delirio: la vetrata non impedisce un abbraccio simbolico con il bomber e tutta la squadra. La Sarnese scompare dai radar: c’è solo il Taranto. Sale in cattedra Mignogna a cui viene negato il gol sulla linea e al 69° si invola in area e porta a tre il bottino dei corsari rossoblù. Il “triplete” chiude di fatto il match. Cazzarò fa rifiatare: spazio per D’Avanzo (un ex) per Mignogna e  Vaccaro per Marsili ma non cambia il tema tecnico del match. Mancano dieci minuti alla fine quando la Sarnese trova il gol: il Magico prova a controllare gli ultimi minuti e, nonostante l’inferiorità numerica, i padroni di casa di affacciano anche pericolosamente dalle parti di Mirarco ma la partita è chiusa. Da Andria arrivano notizie confuse. Nel settore scattano continuamente battimani, cori secchi e decisi, bandiere al vento. Si attende il triplice fischio con l’orecchio rivolto al “Degli Ulivi”: ogni tanto arrivano voci incontrollate, i telefonini si surriscaldano a caccia di notizie. Triplice fischio: squadra e Cazzarò sotto il settore (sapranno da noi il risultato di Andria…).

SETTIMANA SANTA  –  Il Taranto straripante visto nelle ultime due uscite si porta a – 5 dalla capolista e a – 2 dal Potenza che farà visita allo Iacovone domenica 12 aprile. L’attesa è già partita e i prossimi giorni saranno frementi. La piccola pausa ferma ai box sia noi che il Potenza, corsaro ad Andria. Il campionato è riaperto e noi ci siamo. Questo conta. Auguri a tutti i cuori rossoblù. Ci rivediamo tra due domeniche allo Iacovone: dobbiamo sbonnare!!!