TARANTO – ISOLA LIRI 2-0 Due gol, una traversa e azioni sventate di un soffio solo nel secondo tempo… Quando il Magico ha premuto sull’acceleratore gli ospiti si sono drasticamente ridimensionati. Questa partita regala, oltre i tre graditissimi punti, la consapevolezza di avere una squadra. Tutto é perfettibile e i margini di miglioramento ancora ampi… Ma il Taranto c’è. E questo conta.
L’ATTESA – Il Magico era chiamato a dare continuità alla bella prova di Picerno. Contro, un avversario duro in una sfida inedita contro l’Isola Liri, seconda forza del campionato. Si attendono tremila tifosi allo Iacovone e le presenze non tradiscono le attese.
IL MAGICO – Cazzaró in settimana non ha nascosto i dubbi sulla formazione iniziale ma il riscaldamento sotto la Nord porta questo 11 ad incrociare i tacchetti con i biancorossi laziali: Pizzaleo tra i pali, dietro Manganelli, Pambianchi e D’Angelo, Voltasio, Guardiglio, Marsili e Ammirati al centro, Genchi, Alvino e Improta a far danni nella retroguardia ciociara.
GLI SPALTI – Nord sempre compatta con lo striscione CURVA NORD TARANTO (questa domenica montato in ritardo). Settore ospiti deserto nonostante la trasferta non fosse preclusa ai tifosi laziali. La Nord parte massiccia con “sono l’ultras tarantino e amo da sempre quei color” che per circa venti minuti accompagna i ventidue in campo. Il match avanza noioso: Improta ha tanta buona volontà ma non incide. L’unico sussulto – a parte diversi corner – del primo tempo é una smanacciata del portiere biancorosso che salva la sua rete.
FUOCHI D’ARTIFICIO – Il secondo tempo regala spettacolo e emozioni. Parte subito forte Genchi che segna su cross di Marsili ma la palla era uscita. Il capitano ci riprova con un tiro da fuori, ma senza esito. Gli ospiti cominciano a perdere tempo e fare pantomima. Alvino tira in porta ma il portiere ospite neutralizza. Il Magico spinge, l’Isola Liri arretra e inizia a provocare perdite di tempo. In una azione di rimessa Improta viene in contatto con un difensore ospite che finge platealmente di essere stato colpito: succede il parapiglia e sugli spalti non si capisce cosa accade, fin quando non viene cacciato un calciatore biancorosso. Cazzaró non perde tempo: dentro Russo per Manganelli: il Magico é tutto a trazione anteriore. Prima Genchi, poi Pambianchi di testa colpisce la traversa… Il Taranto spinge fino a quando non tocca ad Alvino – con un colpo di biliardo – trafiggere la porta laziale e raccogliere l’abbraccio della Nord. Taranto in vantaggio, meritatamente. Finalmente.
É assedio: una caterva di calci d’angolo non bastano: tocca a Genchi, su imbeccata di Alvino (premio Birra Raffo per il centrocampista) raddoppiare e chiudere il match. Il resto della gara é accademia: Chiavazzo (subentrato ad Improta) e Russo provano il tris ma i tre punti sono in cassaforte blindata a doppia mandata. Il profumo della vetta si fa sempre più intenso. E domenica, a Torrecuso, la classifica potrebbe assumere un sapore davvero molto, ma molto interessante.

